Rapporto sulle biotecnologie in Italia - BioInItaly Report 2013
L’edizione 2013 del "Rapporto sulle Biotecnologie in Italia", oltre a presentare i principali dati del settore per il 2012, evidenzia i trend evolutivi dell’industria biotech italiana nel contesto europeo, con specifico riferimento ad alcuni fattori di indirizzo, quali il consolidamento dei cluster territoriali e la visione dell’Unione Europea di un nuovo sistema competitivo di economia della conoscenza, e della bioeconomia.
Di seguito i principali indicatori del Rapporto:
- Alla fine del 2012, sono 407 le imprese impegnate in R&S nel campo delle biotecnologie. Tra queste, più della metà (256) rientra nella definizione di impresa pure biotech, imprese cioè che hanno nel biotech il proprio core business. Nonostante una marginale diminuzione nel numero di imprese, l’industria biotecnologica italiana si posiziona al terzo posto in Europa, dopo la Germania e il Regno Unito, per numero di imprese pure biotech.
- Il fatturato totale ammonta a € 7.152 milioni, con un incremento del 6% rispetto al dato dello scorso anno.
- Gli investimenti in R&S aumentano fino a € 1.832 milioni, registrando un’ulteriore crescita del 2,9%. Il numero degli addetti ad attività di R&S è di 6.739 unità, e si mantiene sostanzialmente in linea con quello del 2012.
- Il 48% delle imprese è attivo nel settore delle biotecnologie della salute, o red biotech. Il 16% delle imprese opera invece nel settore GPTA (Genomica, Proteomica e Tecnologie Abilitanti), il 12% nel settore green biotech e lo 11% in ambito white biotech. Il 13% delle imprese è attivo in più settori di applicazione (multi-core).
- Quello del farmaco biotech è il settore trainante dell’industria biotecnologica, con ben 175 imprese che investono pesantemente nello sviluppo di molecole e terapie altamente innovative. Complessivamente, la pipeline italiana conta più di 359 prodotti, 97 dei quali in fase preclinica, 50 in Fase I, 107 in Fase II e 105 in Fase III di sviluppo clinico. Limitando la nostra analisi alla pipeline delle sole imprese pure biotech, sono 136 i prodotti in via di sviluppo, 77 dei quali si trovano in fase preclinica (56%), 17 in Fase I (13%), 32 in Fase II (24%) e 10 in Fase III (7%) di sviluppo clinico. A questi vanno aggiunti 67 progetti di ricerca in fase di discovery o early-stage.
- La grande maggioranza (75%) delle imprese attive nel settore delle biotecnologie continua a essere di dimensione micro o piccola (avendo, rispettivamente, meno di 10 e meno di 50 addetti). Applicando l’analisi dimensionale alle sole imprese pure biotech, tale percentuale aumenta sino allo 87%.
- Con riferimento alla loro distribuzione geografica, le imprese biotech del campione sono prevalentemente concentrate nel nord e nel centro Italia. La Lombardia è ormai storicamente la regione con il più alto numero di imprese biotech (126), seguita da Piemonte (47), Toscana e Lazio (38 ognuna), Emilia Romagna (37) e Veneto (24), mentre il numero di imprese ubicate nelle regioni meridionali è ancora limitato.
Richiedi il Rapporto sulle biotecnologie in Italia.
