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BioInItaly Report 2012 - White biotech - EY - Italia

BioInItaly Report 2012

White biotech

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L’utilizzo di materie prime rinnovabili costituisce uno degli approcci più innovativi e promettenti per ridurre le emissioni di gas serra.

Le tecnologie white consentono di migliorare le rese dei processi industriali e il valore stesso della produzione, con considerevoli vantaggi in termini economici e di tutela ambientale. Stime OCSE prevedono che, nel 2030, le biotecnologie industriali e agro-alimentari varranno per il 75% del valore aggiunto lordo del settore biotecnologico.

Rispetto al campione del Rapporto 2011, il numero di imprese white biotech è cresciuto di 5 unità, per un totale di 54 imprese.

La maggioranza delle imprese che fanno biotecnologie industriali è costituita da imprese pure biotech (74 %), seguite da altre biotech italiane (26%) e da un’unica multinazionale con sede in Italia, che ha fatto del white il proprio core business.

La larghissima maggioranza delle aziende white (87 %) rientra per dimensione nelle categorie delle micro e delle piccole imprese.

Coerentemente con l’aumento del numero delle imprese, cresce anche il numero degli addetti in R&S, che ammonta a 456 unità. Gli addetti impiegati in R&S rappresentano il 21% del totale degli addetti delle imprese white biotech.

Il 54% delle imprese white biotech ha sede autonoma, il 34% opera all’interno di parchi scientifici o incubatori, e il 12% presso università o istituti di ricerca. Quanto alla localizzazione geografica, le regioni che ospitano il maggior numero di imprese white biotech sono, anche quest’anno, la Lombardia (14) e il Piemonte (11).

Gli investimenti in R&S riferiti all’anno contabile 2010 sono stimati in € 28 milioni, con un incremento - a campioni omogenei - di € 6 milioni sul risultato 2009. Tali investimenti sono stati quasi totalmente sostenuti (91%) dalle imprese pure biotech.










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