Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2015

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Il “Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia” prende in esame le imprese che si occupano dei farmaci biotech. Oggi, infatti, i farmaci biotech costituiscono il 20% di quelli in commercio, il 40% dei nuovi autorizzati e il 50% di quelli in fase di sviluppo.

Per la cura delle patologie in Italia sono già presenti 145 prodotti in diverse aree terapeutiche: malattie infettive (71), oncologia (27) e malattie metaboliche, epatiche ed endocrine (15). Di questi prodotti, 18 hanno ottenuto la designazione di “farmaco orfano”, cioè di medicinali destinati alla diagnosi, prevenzione o cura di malattie o disturbi rari, e riguardano prevalentemente le malattie metaboliche, epatiche ed endocrine e l’oncologia.

L’analisi dei progetti in sviluppo in Italia evidenzia che il 65% di questi si trova in una fase avanzata e che probabilmente a breve saranno a disposizione dei pazienti. Sono le imprese del farmaco le più impegnate a rendere accessibili per i pazienti i nuovi farmaci: complessivamente portano avanti lo studio del 74% dei prodotti ma una quota ben più elevata, il 90%, di quelli in fase avanzata.

Le 199 aziende del Farmaco biotech hanno registrato un aumento del fatturato del 4,3% (€ 7.302 milioni nel 2013 rispetto ai € 7.004 milioni nel 2012), con una crescita del 3,3% degli investimenti in R&S (€ 563 milioni nel 2013 rispetto a € 545 milioni nel 2012), che a loro volta hanno permesso di mantenere inalterato il numero degli addetti in R&S, aumentati dello 0,4% (3.898 nel 2013 rispetto a 3.881 nel 2012), in un contesto nazionale in controtendenza.

I farmaci biotecnologici contribuiscono anche allo sviluppo sociale, scientifico ed economico dei singoli territori. Tra le Regioni, la Lombardia occupa il primo posto per numero di imprese del settore del Farmaco biotech (90 strutture), seguita da Lazio (37), Toscana (26), Piemonte (22) ed Emilia Romagna (21).

L’impegno delle imprese del settore del Farmaco biotech ha prodotto ottimi risultati e ha permesso di trovare risposte a problemi legati al contesto nazionale, come la difficoltà di attrarre investimenti. Il contributo delle imprese può essere alimentato da un clima favorevole agli investimenti e all’innovazione. Da un confronto internazionale, tuttavia, emergono punti critici per lo sviluppo, tra cui, ad esempio, le risorse limitate a disposizione o i prezzi inferiori in Italia rispetto agli altri Big UE. L’attenzione alla ricerca e all’innovazione è alta anche a livello nazionale. Infatti, i fondi europei non rappresentano più l’unica risorsa a supporto degli investimenti del settore. Oggi sono disponibili nuovi programmi a carattere nazionale che non solo sostengono la ricerca, ampliando e incentivando l’impegno delle imprese, ma anche la crescita di un settore che rappresenta una risorsa per il Paese in termini di investimenti, fatturato ed occupazione.

Scarica il Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia.