Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia

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Il “Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia” prende in esame le imprese che si occupano dei farmaci biotech e che costituiscono il segmento più rilevante del red biotech, che conta 235 imprese (58% del totale), un fatturato pari € 6.766 milioni (95% del totale), 5.436 addetti impiegati in R&S è (81% del totale) e investimenti in R&S che ammontano a € 1.691 milioni (92% del totale).

Dall’analisi emerge che il segmento del farmaco biotech si rivela sempre più competitivo, selettivo e remunerativo. La qualità e l’efficienza della ricerca rappresentano i fattori critici di successo come confermato dai dati e dai trend emersi rispetto all’anno precedente: a fronte di una riduzione del 4,9% del numero delle imprese (175), si registra un incremento del 3,1% degli investimenti in R&S (1.410 milioni) e una lieve riduzione del numero di ricercatori dello 0,8% (4.846), che hanno comunque permesso di conseguire un fatturato complessivo in crescita (+5%) attestatosi a quota 6.052 milioni.

Le 53 imprese del farmaco rappresentano la parte preponderante del comparto: fatturato pari a 5.627 milioni (93% del totale), investimenti in R&S pari a 1.091 milioni (77% del totale), 3.627 addetti impiegati in R&S (75%). Le 122 altre biotech del farmaco hanno un fatturato attestatosi a 425 milioni, con una riduzione rispetto all’anno precedente dovuta all’uscita di 9 imprese dal settore, e con investimenti in R&S pari a 319 milioni.

Il settore del farmaco biotech è costituito da 114 micro e piccole realtà, 29 medie imprese e 32 grandi aziende. Le micro e piccole imprese sono soggetti importanti perché dedicate soprattutto alla Fase di discovery e in aree terapeutiche di nicchia. Le medie imprese sono risultate soprattutto filiali di multinazionali (40%). In prevalenza pipeline centric (45%) e know how centric (37%), utilizzano soprattutto partnership quali strategie di accordo, mentre a livello fonti di finanziamento le scelte risultano eterogenee.

Le grandi imprese confermano il proprio ruolo di traino del comparto e sono sempre più orientate a riuscire ad immettere sul mercato, spesso in partnership con le PMI, un primo farmaco completamente sviluppato in Italia: la fotografia della loro pipeline, complessivamente composta da 186 progetti, evidenzia la presenza di 79 progetti in Fase III e 59 in Fase II. Tali imprese, che generalmente autofinanziano le proprie attività e sono interessate a in-licensing e co-licensing, si confermano le più rilevanti in tutte le dimensioni di analisi: in termini di fatturato (5.290 milioni, in crescita dell’1,6%), di investimenti in R&S (910 milioni, in aumento del 4,1%) e di addetti impiegati in R&S (3.234 unità, sostanzialmente stabile).

A livello geografico, il primato è detenuto dalla Lombardia che con 70 imprese (13 grandi, 17 medie, 40 piccole e micro) attrae il maggior numero di attività imprenditoriali in termini di fatturato, investimenti e addetti in R&S.

Indice del potenziale innovativo del comparto del farmaco biotech è la presenza di una pipeline fortemente orientata verso le ultime fasi della ricerca clinica, che permette di sperare in concreti risultati nel prossimo futuro sia in termini di nuove risposte alle esigenze di salute in diverse aree terapeutiche sia in termini di Autorizzazione all’Immissione in Commercio di nuovi farmaci biotech. Le imprese del settore del farmaco biotech si occupano in prevalenza di prodotti terapeutici (149 su 175), che generano gran parte dei risultati dell’intero settore: la Fase di preclinica (27% del totale) è l’attività principale di altre biotech del farmaco (58%), mentre le imprese del farmaco si concentrano sulle fasi di sviluppo più avanzate (44% in Fase III, 35% in Fase II). Anche quest’anno si conferma la tendenza alla specializzazione delle imprese del settore.

L’oncologia continua ad essere l’area terapeutica con il maggior numero di progetti di R&S (44%).

Richiedi il Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia.