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Premio Claudio Demattè, Private Equity of the Year® 2013

Il Premio Claudio Demattè Private Equity of the Year® nasce con l’intento di premiare i migliori deal dell’anno in diverse categorie, in base alle scelte di una giuria di alto profilo composta da membri della business community, delle istituzioni e del mondo accademico.

La cerimonia di premiazione della decima edizione si è tenuta a Milano giovedì 19 dicembre presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardi da Vinci.

Il Premio è stato organizzato da EY e AIFI (Associazione Italiana Private Equity e Venture Capital) con la collaborazione di Il Mondo, Il Sole 24 Ore, Borsa Italiana e SDA Bocconi.

L'obiettivo del Premio è quello di valorizzare quelle operazioni disinvestite tra il primo agosto 2012 e il 31 luglio 2013 che si sono contraddistinte nel panorama delle attività di investimento nel capitale di rischio in una delle seguenti categorie:

  • Early Stage (operazione di investimento in capitale per l'avvio dell'impresa)
  • Expansion ((investimento in capitale per lo sviluppo dell'impresa)
  • Buy Out (operazione di acquisto dell'impresa da parte dell'operatore di private equity in affiancamento con il management).

Umberto Nobile, Mediterranean Private Equity Leader di EY e Innocenzo Cipolletta, Presidente di AIFI, hanno introdotto la cerimonia, condotta da Fabio De Rossi, vice direttore de “Il Mondo”.

Andrea Guerzoni, Mediterranean TAS Leader di EY, ha premiato Bain Company e Clessidra per l’operazione Cerved nella categoria Big Buy Out.

Syntegra Capital per l’operazione Moleskine è stato il vincitore della categoria Buy Out, Innogest e IMI Fondi Chiusi hanno avuto successo nella categoria Early Stage per l’operazione Sylicon Biosystems mentre MP Venture ha vinto l’Expansion con l’operazione Sempla.

Sono state inoltre assegnate una Menzione Speciale a Permira per l’operazione Valentino e una Menzione della Giuria ad Ardian per Duplomatic Oleodinamica.

«I vincitori di quest'anno evidenziano la possibilità di creare valore tramite tutte le tradizionali way-out del venture capital e private equity, e cioè trade sale, secondary e IP”, ha commentato Umberto Nobile. “I casi di eccellenza premiati inoltre sono la dimostrazione di come i ritorni si ottengono con una crescita strutturale e dimensionale delle società, un ampliamento degli orizzonti commerciali su nuovi mercati e operazioni di crescita. L’esito vincente di questi interventi dimostra ancora concretamente la capacità del Venture Capital e Private Equity di essere un valido strumento, nelle sue vari forme, per creare un ottima miscela tra idee, imprenditori e manager.