L'aumento dei casi di frode a livello globale accresce la preoccupazione negli organi di governo aziendale

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L'indagine Global Fraud Survey condotta da EY e giunta alla sua 11a edizione ha messo in luce come il 76% degli intervistati ritenga che i membri degli organi di governo delle proprie aziende siano sempre più preoccupati della responsabilità personale associata ai casi di frode e corruzione. Gli executives coinvolti nel sondaggio hanno affermato, inoltre, che i rispettivi organi di governo non sono sufficientemente preparati ad affrontare i nuovi rischi legati a frodi e corruzione quando ci sarà la ripresa economica.

La maggior preoccupazione di questi organi è percepita in aree quali l’America Latina (95%), il Medio Oriente e l’Africa (87%), l’Europa Centrale e Orientale (84%) e l’Australia (81%).

Le risposte di oltre 1.400 fra CFO e responsabili internal audit, compliance e affari legali delle maggiori aziende di 36 Paesi di tutto il mondo hanno anche evidenziato come gli episodi di frode siano in netto aumento in determinate aree geografiche. Ad esempio, nell'Europa Occidentale il numero di società che negli ultimi due anni hanno subito un evento di questa natura è cresciuto dal 10% al 21% mentre i livelli di frode si sono mantenuti elevati in America Latina (21%) e nell'area del Medio Oriente e Africa (18%).

Tuttavia, nonostante i crescenti timori degli organi di governo aziendale, essi non sembrano assumere comportamenti volti a crescere la propria tutela. Infatti solo a 4 CFO su 10 intervistati è stato chiesto negli ultimi dodici mesi di rivedere i controlli anti-frode e anti-corruzione mentre solo al 28% è stato chiesto di avviare un progetto di valutazione del rischio di frodi in azienda.

L’ingresso in nuovi mercati può esporre le aziende a diversi rischi, fra cui anche quello di corruzione. Al fine di minimizzarli, è opportuno che le aziende avviino mirate due diligence sulle società target in fase di pre-acquisizione. Ciò nonostante, il 30% degli intervistati ha dichiarato di non aver mai o raramente avviato questo tipo di verifiche, percentuale che sale al 42% con riferimento alla due diligence post-acquisizione sono ancor più allarmanti: il 42% degli intervistati ha infatti ammesso di non aver mai condotto, o solo raramente, questo tipo di verifiche.

Paolo Marcon, responsabile italiano dl dipartimento Fraud Investigation & Dispute Services di EY osserva: “Quando inizierà la ripresa, le imprese dovranno affrontare nuove sfide, un maggiore rischio potenziale di frode, una crescente esposizione a fenomeni di corruzione e una maggiore attenzione a tali fenomeni da parte del legislatore. Nei prossimi mesi, se non l’hanno già fatto, le imprese dovranno rivedere o migliorare le proprie procedure e regole interne per assicurarsi uno sviluppo etico e sostenibile nel lungo termine”.

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