Private Equity Monitor - PEM 2010

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Presentati i risultati del decimo rapporto di ricerca "PEM - Private Equity Monitor®", relativo all’analisi del mercato per l’anno 2010.

EY contribuisce insieme ad Argos Soditic Italia, a Fondo Italiano d’Investimento, allo Studio Legale Portolano, Colella e Cavallo e a L.E.K. Consulting all'attività del PEM®, un Osservatorio dell'Università Carlo Cattaneo - LIUC che si pone come obiettivo quello di sviluppare un’attività di monitoraggio permanente sugli investimenti in capitale di rischio realizzati nel nostro Paese, al fine di offrire ad operatori, analisti, studiosi e referenti istituzionali, informazioni utili per lo svolgimento delle relative attività.

Il PEM® si concentra sulle operazioni realizzate da investitori privati e prende in considerazione soltanto gli interventi successivi a quelli cosiddetti di "start up", focalizzandosi quindi sugli investimenti finalizzati alla crescita aziendale (expansion), o alla sostituzione parziale o totale del precedente azionariato da parte di investitori istituzionali (replacement, buy out e turnaround).

La banca dati PEM® raccoglie informazioni disaggregate relative a oltre 1.000 operazioni poste in essere tra il 1998 e il 2010 e può essere consultata attraverso il sito www.privateequitymonitor.it.

Scarica il Rapporto Private Equity Monitor 2010 (pdf, 926kb).

La presentazione del rapporto si è tenuta il 5 maggio 2011 presso la Camera di Commercio di Milano ed è stata occasione per fare il punto della situazione sul Private Equity nel nostro paese alla luce dei dati. Spunti di riflessione sono venuti dalla case history di Italmatch Chemicals, che ha fatto da punto di partenza per la tavola rotonda a cui ha partecipato Umberto Nobile, Partner di EY e Mediterranean Sub-Area Private Equity Leader, insieme agli esponenti delle organizzazioni o fondi che collaborano con Liuc alla stesura del rapporto.

I risultati del Private Equity Monitor 2010

Il rapporto PEM® 2010 evidenzia una ripresa rispetto al 2009, vero "annus horribilis" per il settore. Le operazioni sono state 68, con un incremento del 33% rispetto alle 51 dell’anno precedente. Dal punto di vista qualitativo si riscontra un ritorno ai trend storici, con la crescita della valorizzazione della società target e quindi dell’Enterprise Value (+92% rispetto al 2009) e del multiplo medio sull’EBITDA, arrivato quest’anno a toccare il 6,9x dal 5,7x dell’anno scorso. I Buy out hanno rappresentato il 50% del totale delle operazioni, in crescita rispetto al 43% del 2009. Stabili le operazioni di Expansion (36%), mentre Turnaround e Replacement hanno assorbito entrambi il 7% del totale.

Con riferimento ai settori, si registra un allontanamento da manifatturiero e meccanica industriale, fino ad oggi veri e propri ambiti di specializzazione per il private equity, a favore di beni di consumo e prodotti per l’industria. In crescita terziario, giochi e tempo libero.

Con la parziale uscita dalla crisi sembra essersi affievolita la stretta creditizia, favorendo quindi il ricorso al debito. Il livello medio del grado di leva (debito/equity) è risultato di 1,3, in crescita rispetto al valore di 1,0 registrato nel 2009.

Per approfondimenti, scarica il comunicato stampa (pdf, 213kb).