Comunicato stampa

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I Rapid-growth markets fanno da traino per gli investimenti in energie rinnovabili

 

Milano, 12 dicembre 2011 - Secondo l’ultima indagine trimestrale di EY Country Attractiveness Indices mentre i paesi avanzati sono ancora caratterizzati dal rallentamento della domanda e dall’attenzione alla riduzione dei costi, il forte fabbisogno di energia dei mercati emergenti sembra essere sorprendentemente il traino per gli investimenti in energie rinnovabili.

L’indice fornisce per 40 paesi i dati relativi al mercato delle energie rinnovabili a livello nazionale, alle infrastrutture per le energie rinnovabili e alla loro adeguatezza tecnologica. La bilancia del potere sta evidentemente cambiando; oggi l’Europa dell’Est, il Medio-oriente il Nord Africa, il Sud Est asiatico e l’America latina rappresentano l’imminente futuro per le energie rinnovabili.Paesi come Argentina, Ungheria, Israele, Tunisia e Ucraina figurano per la prima volta nella classifica e sono accomunati da un forte bisogno di energia rinnovabile.

Andrea Paliani, partner EY Settore Energy ha dichiarato, “I mercati maturi dell’energia rinnovabile dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti sono stati colpiti da significative riduzioni degli incentivi governativi, un limitato accesso al capitale e una maggiore concorrenza proveniente dall’estero”.

“Allo stesso tempo” continua Paliani “stiamo assistendo a un crescente interesse alle energie rinnovabili nei mercati emergenti. Questi paesi con una domanda fortemente in crescita, vedono nelle energie rinnovabili la possibilità di garantire un futuro a basse emissioni di carbonio ed efficiente sotto il profilo delle risorse: ben 15 mercati emergenti sono entrati nella classifica CAI negli ultimi due anni”.

Un confronto tra paesi

Un impegno continuo verso lo sviluppo di energia rinnovabile posiziona la Cina sempre al vertice della classifica All Renewables. Tuttavia la crescita esponenziale registrata in passato ha subito un rallentamento, mentre l’inasprimento del processo di approvazione per i progetti nel comparto eolico sta portando ad un eccesso di offerta di turbine e i costruttori sono sempre più alla ricerca di mercati di esportazione.

Anche gli Stati Uniti hanno perso due punti a causa della scadenza del programma nazionale di garanzie sui prestiti e alla continua incertezza sul futuro del programma Treasury grants e dei crediti fiscali sulla produzione. Si è verificato anche un declino della fiducia degli investitori nel settore del solare a seguito della bancarotta dei tre principali produttori. Gli Stati Uniti si trovano a quattro punti di distanza dalla Cina e superano di un solo punto la Germania – l’unico paese europeo a salire nella top-ten in seguito all’annuncio che la banca statale KfW erogherà più di 100 miliardi di euro di finanziamento per favorire il passaggio del paese dal nucleare alle energie rinnovabili. Nel Regno Unito, nel frattempo, la fiducia degli investitori è stata duramente colpita dal forte calo dei tassi feed-in-tariff (FIT) nel comparto solare. L’Italia si riconferma in quinta posizione davanti al Regno Unito nell’indice All renewables e guadagna una posizione nella classifica del solare posizionandosi al quarto posto.

La gara globale per il capitale e per l'efficienza

La competizione per il capitale limitato e la spinta verso maggiore efficienza hanno caratterizzato il settore delle energie rinnovabili nell’ultimo anno. L’esitazione degli investitori è cresciuta a causa delle contrastanti politiche dei governi che vanno dalla diminuzione dei FIT al calo delle garanzie sui prestiti. Allo stesso tempo i governi stanno lottando per capire come risolvere il dilemma di erogazione di energia sicura e a basso costo senza ostacolare il mercato e creando anche posti di lavoro. Inoltre, in alcuni paesi dell’Europa occidentale e del Nord America i noti fallimenti di alcune imprese e i licenziamenti stanno facendo diminuire l’interesse dell’opinione pubblica dal settore.

Sul versante del debito, Basilea III e altri programmi ideati per rafforzare i bilanci delle banche hanno seriamente ridotto la liquidità nel mercato dei prestiti e hanno ridotto la propensione delle banche a erogare capitale a lungo termine per i progetti. Allo stesso tempo, viene rilevata una contrazione dei bilanci nel settore Power and Utilities spinta dalla necessità di preservare tutti i credit rating importanti. E’ necessario perciò che ulteriore capitale venga iniettato nel settore, sia da investimenti diretti da capitale istituzionale che tramite un accesso più agevolato al debito.

Paliani ha concluso, “Un’efficace gestione del capitale è diventata una componente cruciale per l’infrastruttura degli operatori soprattutto in presenza della scarsità di capitale che caratterizza oggi il mercato. Soluzioni innovative di finanziamento che offrano certezza finanziaria e fonti affidabili di capitale a basso costo diventeranno un generatore sempre più importante di vantaggio competitivo nel settore.”

Lo studio

Lo studio Renewable Energy Country Attractiveness Indices, realizzato da EY a partire dal 2003, viene distribuito a 4000 persone trimestralmente. Lo studio approfondisce le tematiche relative al mercato delle energie rinnovabili a livello nazionale, alle infrastrutture per le energie rinnovabili e alla loro adeguatezza tecnologica. Lo studio classifica il mercato delle energie rinnovabili per paese e tecnologia e viene aggiornato su base trimestrale. L’indice attualmente monitora 40 paesi: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, India, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Sud Africa, Sud Corea, Spagna, Svezia, Taiwan, Tunisia, Turchia, Ucraina, Stati Uniti. Per maggiori informazioni: www.ey.com/CAI.

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Questo comunicato stampa è stato rilasciato da EYGM Limited, che appartiene al network di EY e che non fornisce servizi ai clienti.

 

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