Comunicato stampa

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Gli imprenditori fanno appello ai governi del G20 affinché sia riconosciuto il loro ruolo fondamentale nella creazione di posti di lavoro e nella promozione dell’innovazione

“Entrepreneurs speak out” fornisce un esempio di come l’innovazione possa creare posti di lavoro e favorire la crescita nel mondo

  • Secondo il 62% degli imprenditori, il focus sull’innovazione dovrebbe essere la priorità numero uno
  • L’80% degli imprenditori dichiara che il governo dovrebbe agevolare l’accesso ai finanziamenti per i giovani imprenditori
  • Gli imprenditori prendono sempre più le distanze dal mondo bancario e si rivolgono a business angel, VC e fondi di PE
  • Il 70% degli intervistati ritiene che gli studenti debbano seguire corsi specifici per diventare imprenditori

Milano, 18 ottobre 2011 - Cosa possono fare le più importanti nazioni del mondo per incentivare l’imprenditoria, creare posti di lavoro e rafforzare l’economia? Entrepreneurs speak out: a call for action to G20 governments pubblicato da EY in vista del G20 Young Entrepreneurs Summit (G20 YES) che si terrà in Francia alla fine del mese, esamina le politiche e le azioni che possono favorire una più rapida ripresa dell’economia mondiale.

L’indagine, basata su interviste a 1.000 imprenditori di tutti i paesi G20, mette in luce che con il rallentamento della crescita economica a seguito della recessione, si è verificato un declino significativo nella creazione di posti di lavoro. Questo si riflette maggiormente sui giovani, il cui ritardo nel guadagnare potrebbe influire sulla loro spesa personale così come sulla salute del sistema nazionale economico negli gli anni a venire.

Maria Pinelli, Global Vice Chair for EY’s Strategic Growth Markets ha dichiarato: “La chiave per una ripresa economica globale è il supporto agli imprenditori che creano lavoro, fanno crescere l’economia, sostengono la comunità. Esiste una chiara opportunità di sostenere i giovani attraverso l’imprenditorialità sia nelle nazioni sviluppate che in quelle in via di sviluppo. L’imprenditorialità può valorizzare l’energia dei giovani, ridurre la povertà e avere un impatto positivo sulla società”.

Secondo l’indagine, i governi del G20 necessitano di strumenti più strutturati per misurare l’imprenditorialità e massimizzare l’impatto degli incentivi messi a punto per stimolare l’innovazione e affrontare il rallentamento delle assunzioni, il calo nella creazione di posti di lavoro e in generale la crescente disoccupazione.

Il report evidenzia cinque pilastri chiave per creare un ambiente di successo per l’imprenditorialità: “cultura imprenditoriale”, “istruzione e formazione”, “accesso ai finanziamenti”, “regolamentazione e tassazione” e “supporto coordinato” tra le diverse istituzioni pubbliche impegnate nel favorire e sostenere l’imprenditorialità all’interno di un paese.

Paolo Zocchi, Strategic Growth Markets leader di EY per la Sub-Area Mediterranean, ha dichiarato: “Non è necessario individuare vincitori e perdenti, i governi dovrebbero creare la giusta piattaforma di crescita e continuare ad avere un importante ruolo per aiutare i giovani imprenditori ad ottenere nuove forme di finanziamento. Nella maggior parte dei paesi del G20, gli imprenditori stessi sottolineano il ruolo chiave che i governi devono rivestire, che deve essere anche una priorità nelle politiche di regolamentazione”.

1. Cultura imprenditoriale: la forza genera successo - L’idea del fallimento imprenditoriale come etichetta negativa, è propria dei paesi che non hanno una forte cultura imprenditoriale. Per contro, negli altri paesi il fallimento è visto quasi come motivo d’onore, in particolare nei settori più esposti al rischio, come quello del venture capital. Sulla base della nostra indagine, il giusto approccio dei governi per promuovere una cultura imprenditoriale più forte nella società e nel contesto imprenditoriale è quello di riconoscere agli imprenditori il forte contributo all’innovazione e alla creazione di posti di lavoro. Il ruolo degli imprenditori di successo è anche critico per ispirare le generazioni future.

2. Istruzione e formazione: è necessario ampliare le finalità - L’80% degli imprenditori nei mercati in forte sviluppo crede che gli studenti debbano seguire corsi di formazione specifici per diventare imprenditori (rispetto ad una media del 70% se si considerano tutti i paesi del G20). Dovrebbero esistere programmi di formazione più specificatamente dedicati all’imprenditoria per incoraggiare i giovani studenti ad individuare le opportunità che offre il mercato e i percorsi di carriera vincenti. L’educazione imprenditoriale dovrebbe cominciare già a partire dalla scuola primaria per poi estendersi alle università, alle business school e dovrebbe essere rivolta anche ai professionisti che lasciano ruoli all’interno di aziende per mettersi in proprio. Conoscenze estese anche su come riconoscere opportunità commerciali, ma anche cultura, autostima e competenze nelle azioni sono aspetti fondamentali per un’educazione imprenditoriale. Ancora una volta gli imprenditori di successo hanno un ruolo fondamentale da svolgere, sia come guida sia nel contribuire a favorire un approccio educativo per la comunità che dia valore ad esperienze di vita reali.

3. Accesso ai finanziamenti: è fondamentale avere a disposizione molteplici fonti - La possibilità di ottenere finanziamenti continua ad essere la sfida principale per la creazione, la sopravvivenza e la crescita delle imprese di successo. Nonostante gli strumenti di credito si stiano sviluppando a tassi diversi nei paesi del G20, l’80% degli imprenditori intervistati ritiene che i governi svolgano un ruolo fondamentale nella creazione del contesto più adeguato alla richiesta di finanziamenti da parte dei giovani. In particolare, le garanzie sul credito stanno emergendo come leva strategica per poter affrontare il declino del credito bancario. Tuttavia, con le crescenti e diverse pressioni fiscali da parte dei governi e con un settore del prestito sempre più avverso al rischio, gli imprenditori di tutto il mondo si rivolgono sempre più ai business angel, al venture capital e ai fondi di private equity. Allo stesso tempo in 14 dei paesi del G20 i mercati azionari hanno dedicato dei segmenti alle aziende in rapita crescita che hanno suscitato l’interesse di un sempre maggior numero di aziende negli ultimi cinque anni.

4. Regolamentazione e tassazione: buoni i progressi, ma si può fare di più per incoraggiare l’innovazione - E’ sempre più opinione condivisa a livello internazionale che i governi abbiano un ruolo decisivo nella regolamentazione, negli incentivi e nell’indirizzare l’attività del settore privato. Molti paesi hanno creato condizioni più favorevoli in termini di costi e di semplicità nell’avviamento di un’impresa e la percezione del progresso che ne è derivata è positiva. Stanno emergendo delle leading practice. Gli incentivi che hanno maggior impatto sono chiaramente volti a incoraggiare l’innovazione e gli imprenditori.

5. Supporto coordinato: è il momento di agire in squadra - Le agenzie governative, i business incubator, il mondo accademico e i programmi di formazione hanno notevolmente aumentato il livello di supporto in questi ultimi cinque anni. Ma gli imprenditori si aspettano che questi coordinino meglio gli sforzi per favorire l’apertura di un’attività imprenditoriale più solida. Solo il 44% degli imprenditori del G20 ritiene che questi programmi siano ben coordinati. In particolare sarebbe necessario sostenere le giovani generazioni e la loro capacità internazionalizzarsi.

Zocchi ha concluso, “Gli imprenditori svolgono un ruolo cruciale per una svolta per la ripresa delle nostre economie. Tuttavia una delle barriere più comuni per la crescita futura è la mancanza di un adeguato piano di finanziamenti. Sorprende apprendere che gli imprenditori ed in particolare i giovani imprenditori non siano sufficientemente supportati dato il ruolo critico che rivestono nella creazione di posti di lavoro e nella generazione dell’innovazione”.

Notes to editors 

The EY report was created for the G20 Young Entrepreneurs Summit (YES), which will take place in Nice, France, from 31 October to 2 November 2011. The report was commissioned by the G20 Young Entrepreneurs Alliance, a worldwide movement whose aim is to highlight for young people the vital role played by entrepreneurs in the growth, innovation, job creation and competitiveness of nations.

The report uses a combination of quantitative and qualitative measures:

• Macroeconomic and business environment indicators of variables directly influencing entrepreneurship

• A phone perceptions survey of 1,001 entrepreneurs across the G20 countries

• Qualitative interviews of 27 emblematic entrepreneurs

• An analysis of G20 recent government leading practices.

 

EY 

EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory. Il network EY fornisce anche consulenza legale, nei paesi ove è consentito. In tutto il mondo le nostre 152.000 persone sono unite da valori condivisi e da un saldo impegno costantemente rivolto alla qualità. Facciamo la differenza aiutando le nostre persone, i nostri clienti e la nostra comunità di riferimento ad esprimere pienamente il proprio potenziale. “EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti. Per ulteriori informazioni: www.ey.com.

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Questo comunicato stampa è stato rilasciato da EYGM Limited, che appartiene al network di EY e che non fornisce servizi ai clienti.

 

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