Comunicato stampa

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Un inverno rigido per l’Eurozona

  • Una lieve recessione nel 1° semestre del 2012 è lo scenario sempre più probabile per l’Eurozona

  • Probabili ulteriori tagli ai tassi di interesse

  • Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona difficilmente scenderà sotto il 10% fino al 2015

Milano, 15 dicembre 2011 - La prospettiva di una lieve recessione dell’Eurozona per la prima metà del 2012 è ormai sempre di più uno scenario probabile secondo l’Eurozone Winter Forecast di EY (EEF). Nonostante le riforme annunciate il 9 dicembre, i dettagli su come l’accordo sarà applicato restano poco chiari e assicurano che la volatilità quasi certamente rimarrà elevata nell’immediato futuro, scoraggiando previsioni di crescita almeno per i prossimi sei mesi.

Tuttavia considerando che l’accordo di dicembre verrà applicato, lo studio prevede che una modesta crescita nell’Eurozona dovrebbe ricominciare a partire dalla fine del 2012. Si stima lo 0.1% di crescita del PIL per il prossimo anno mentre si prevede da 1.5% a 2% per il 2013- 2015.

Marie Diron, senior economic adviser to the EY Eurozone Forecast ha dichiarato, “Le riforme accordate durante il summit del 9 dicembre sono state un passo nella giusta direzione e la reazione sembra essere stata moderatamente positiva. Nonostante ciò gli investitori restano molto preoccupati circa l’impegno e la capacità dei governi dell’Eurozona di implementare tempestivamente le riforme. Sebbene questo rallentamento non sia attualmente paragonabile a quello del 2008 rimangono ancora forti preoccupazioni circa la liquidità bancaria e la disoccupazione per il 2012.”

Donato Iacovone, Mediterranean Managing Partner e Amministratore Delegato di EY in Italia, “Le incertezze che tormentano l’Eurozona non possono che continuare a smorzare l’entusiasmo delle imprese europee verso investimenti a lungo termine e piani di assunzione. “Fondamentalmente, la vera sfida per l’Europa e le economie avanzate è la crescita soprattutto legata alla capacità delle economie mature di trovare modalità di crescita al di sopra dei loro trend storici per risanare il debito e imparare ad andare avanti con i mezzi a loro disposizione”.

Probabili ulteriori interventi della BCE

L’EEF accoglie positivamente le recenti decisioni della Banca Centrale Europea (BCE) di cambiare segno agli andamenti dei tassi di interesse rispetto all’inizio del 2011. E’ probabile che saranno necessari ulteriori agevolazioni e misure per fornire liquidità alle banche. Inoltre, i continui dubbi circa la capacità di alcuni paesi di implementare le riforme necessarie costringeranno la BCE a continuare ad acquistare titoli di stato.

Molte fonti, compreso l’EEF, ritengono che un forte impegno da parte dei governi in merito alle riforme fiscali potrebbe permettere alla BCE di velocizzare il suo programma di acquisto di titoli. Nonostante i tassi di rendita dei titoli di stato dell’Eurozona siano recentemente diminuiti restano comunque alti e molto imprevedibili.

Dato il tempo necessario per effettuare riforme alle strutture fiscali ed economiche, la BCE potrebbe a breve assumere un ruolo chiave nell’assicurare che i tassi di rendita dei titoli non raggiungano né si stabiliscano su livelli insostenibili.

Diron sostiene, “Vista la volatilità del mercato dei titoli, le prospettive di una debole crescita e gli elevati costi dei finanziamenti per il 2012, se si vogliono evitare problemi più gravi – addirittura la rottura dell’Eurozona – è probabile che la BCE sarà costretta a considerare di agire come ultima fonte di prestiti.”

La disoccupazione preoccupa l’intera Eurozona

Il tasso di disoccupazione è cresciuto velocemente dal 2008 in alcuni paesi dell’Eurozona e in particolare in quelli periferici, ma l’EEF stima che esiste un’elevata possibilità che la situazione peggiori anche per le economie centrali. Dato lo scenario, il numero totale dei disoccupati rimarrà alto per un lungo periodo e l’EEF si aspetta che il tasso di disoccupazione nell’Eurozona non scenderà al di sotto del 10% fino al 2015. Diron ha dichiarato “Le modifiche al mercato del lavoro dell’Eurozona per migliorare la flessibilità e ridurre i costi del lavoro aiuterebbero a garantire basi più solide per l’uscita dell’euro dalla crisi”.

Liquidità del settore bancario

La liquidità del settore bancario è una delle maggiori preoccupazioni dell’Eurozona. La concessione dei prestiti bancari resta limitata, in quanto le banche ristrutturano i propri bilanci e riducono l’esposizione verso settori e paesi più rischiosi. Lo studio sui prestiti della BCE per il quarto trimestre del 2011 rileva che gli standard di prestito si sono ridotti nuovamente, lo confermano i sondaggi sui singoli paesi che rilevano condizioni più restrittive per tutta l’Eurozona. Fra i principali fattori responsabili di questo scenario figurano il limitato accesso al mercato dei capitali e una peggiore percezione del quadro economico generale da parte delle banche.

I dati sui prestiti suggeriscono un impatto sempre più negativo sugli investimenti delle aziende e sulla capacità delle imprese di aumentare la produzione nel 2012.

Diron ha commentato, “La BCE ha esteso la concessione di mutui alle banche fino a tre anni e ampliato la gamma di prestiti con garanzia collaterale che le banche possono usare per ottenere liquidità dalla banca centrale. Tutte queste misure sono volte a facilitare le banche, mettendole nella condizione di giocare il loro ruolo fondamentale di erogatori di prestiti per l’economia.”

L’inflazione rallenterà nel 2012

Diversi fattori dovrebbero assicurare che l’inflazione rallenti nel 2012. In primo luogo i prezzi del petrolio sono inferiori rispetto al solito e ora si prevede che diminuiranno di circa il 10% nel 2012. In secondo luogo i fondamentali diventeranno favorevoli. E al terzo posto, ci sarà una riduzione del tasso di inflazione all’inizio del 2012 in quanto gli effetti dell’aumento dell’IVA all’inizio del 2011 stanno terminando. L’EEF stima che l’inflazione sarà in media dell’1.8% nel 2012, in calo rispetto al 2.6% del 2011, con tassi di interesse simili attesi per il 2013 -2014.

Una rottura dell’Eurozona è ancora possibile

Diron ha commentato: “Gli ultimi sviluppi di Grecia, Italia e Spagna e l’accordo a livello europeo hanno diminuito il rischio di rottura dell’Eurozona. Questo, tuttavia, resta comunque dal momento che nel 2012 l’enorme ammontare del debito sovrano richiederà finanziamenti che potrebbero provocare tensioni.”

I costi di una rottura dell’Eurozona avrebbero senza dubbio un impatto notevole e prolungato sul tutta Europa e sull’economia mondiale. Come risultato l’EEF stima che le autorità dei principali paesi si impegneranno fortemente per mantenere l’unità monetaria. Sembra probabile che i costi di una BCE in qualità di prestatore di ultima istanza sarebbero inferiori rispetto ai costi di medio termine di una rottura dell’Eurozona.

Le prospettive di medio termine sono più positive

Nonostante le prospettive di breve termine per l’eurozona restino grigie, i passi fatti fanno intravedere un futuro più positivo. La situazione in Italia, Spagna e Grecia resta estremamente preoccupante ma se rapidi progressi sulle riforme vengono attuati, questo potrebbe dare alle autorità di altri paesi il mandato necessario a procedere con similari forti riforme. In cambio questo potrebbe dare una notevole spinta psicologica ai mercati europei. E’ probabile inoltre che l’inflazione diminuirà il prossimo anno. L’Irlanda ha dato un buon esempio di come un paese possa attuare delle importanti riforme e avviarsi verso la ripresa.

Diron ha concluso, “Nonostante la triste prospettiva per il breve termine e i continui rischi di downside, ci aspettiamo ancora che i conti dell’eurozona si stabilizzino nel 2012, con la fine della crisi in Italia e Grecia che migliorerà le prospettive di crescita a medio termine e il ritorno ad una maggiore stabilità finanziaria. Inoltre, il continuo stimolo dai mercati emergenti, che si stima guideranno la crescita mondiale nei prossimi anni e supereranno le economie sviluppate in termini di quota di PIL a livello mondiale già nel 2014, contribuirà a riportare la crescita dell’Eurozona al 2% nel 2014-15, con prospettive di miglioramento successive.”

About the EY Eurozone Forecast 

The forecasts and analyses presented in the EY Eurozone Forecast are based on the European Central Bank’s model of the Eurozone economy. This model embeds state-of-the-art economic theory and techniques and is used by the ECB to produce its quarterly forecasts of the euro area.

 

EY 

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