Comunicato stampa

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Caduta del PIL al 2% e del prestito bancario al 6% se l’eurozona non riuscirà a gestire la crisi del debito sovrano

Milano, 17 ottobre 2011 - Secondo l’Eurozone outlook for financial services di EY per creare una chiara e credibile protezione volta a contrastare un contagio tra i mercati finanziari sarebbe necessario moltiplicare di un fattore pari a sette volte i 440 miliardi di euro di risorse disponibili all’ “Eurozone Financial Stability Facility”. In assenza di azioni decise, il PIL dell’eurozona potrebbe scende fino al 2% nel 2012 e di un ulteriore 1% per il 2013 in uno scenario di default. La probabilità che questo accada è data al 20%.

Guido Celona, responsabile italiano del settore Financial Services di EY, ha dichiarato : “Mentre stiamo andando in stampa, l’EBA ha annunciato una seconda ondata di stress test che abbiamo inteso includerà possibile svalutazioni di debiti sovrani selezionati come parte dell’analisi. Si spera che questi stress test possano servire a colmare il gap fra lo scetticismo attuale degli investitori circa lo stato di salute dei servizi finanziari e i precedenti stress test, accrescendo la fiducia del mercato. Ad ogni modo, sebbene benvenuti, questi test probabilmente serviranno solo ad evidenziare che un certo numero di istituzioni devono ridurre la leva finanziaria o procurarsi ulteriori capitali. L’Eurozone outlook for financial services prevede una possibilità su cinque di default e il riprezzamento dei titoli bancari in Europa negli ultimi 18 mesi suggerisce che gli investitori ritengono da tempo che qualche forma di ristrutturazione del debito sovrano nei paesi periferici resta lo scenario più auspicabile.”

Le banche riducono i prestiti 

Il risultato di uno scenario di default delle banche nell’intera area potrebbe ridurre l’erogazione di prestiti di oltre il 6% nel 2012 e di un ulteriore 2% nel 2013.

 

Marie Diron, economic advisor dell’Eurozone outlook for financial services di EY, ha dichiarato: “Gli ultimi dati mostrano già evidenti segnali di rischio di recessione dato che i prestiti nei paesi periferici continuano a diminuire e che la disponibilità di credito al business si contrae in tutta l’eurozona. In caso di default, la riduzione dei prestiti di un ulteriore 6% impatterebbe pesantemente sui principali driver dell’economia influenzando le prospettive di lungo termine per tutti i paesi europei”.

 

Rischio di “credit crunch” 

Diron ha aggiunto: “Il rischio sovrano è rimasto il driver principale delle performance dei prezzi delle azioni bancarie, e qualsiasi previsione di crescita degli utili delle banche è basata sull’ipotesi di calo degli accantonamenti per crediti inesigibili, calo che ovviamente non avverrà se si scivolerà in una nuova recessione”.

 

Data l’incertezza, gli investitori sono già diventati diffidenti a concedere prestiti alle banche della zona euro e l’emissione di debiti non garantiti a lungo termine si va esaurendo. Le banche dell’eurozona hanno circa 800 miliardi di euro di debiti in scadenza che necessitano un rifinanziamento nel 2012, aumentando il rischio di un “credit crunch”.

 

Celona ha dichiarato: “L’intero settore dei servizi finanziari condivide lo stesso pool di credito che sta cominciando a ridursi rapidamente a fronte della continua incertezza di mercato. La prolungata mancanza di azioni esacerberà l’attuale sfiducia del mercato e i mercati dei capitali si bloccheranno ulteriormente sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta, con la chiusura di flussi di ricavo per le banche simultaneamente alla limitazione di possibilità di rifinanziamento”.

 

Un segmento cosiddetto “shadow banking” potrebbe emergere per chiudere il “credit gap” 

Con le banche che probabilmente dovranno affrontare per più anni restrizioni nella loro capacità di erogare prestiti, i fondi di investimento, di private equity e aziende di investimento potrebbero sfruttare il credit gap per estendere il credito direttamente alle grandi società. Celona ha commentato: “Le banche continuano a mantenere un vantaggio competitivo in termini di esperienza nelle attività di erogazione di prestiti to ma senza una sicura fornitura di credito il mercato rimarrà esposto ad un possibile ingresso del segmento “shadow banking” danneggiando il settore tradizionale del credito. Le possibili attività dello “shadow banking” potranno anche non essere soggette alle nuove regolamentazioni ed a ulteriori requisiti di patrimonializzazione, dando loro un potenziale vantaggio concorrenziale nei margini applicati alle erogazioni.”

 

Gli assicuratori sono i più protetti rispetto ad uno scenario di default 

Nell’intervallo tra i primi segnali premonitori di problemi di solvibilità in Grecia, Irlanda e Portogallo e la prima indicazione di un default innescato dalla Grecia, la maggior parte degli assicuratori e riassicuratori ha sostanzialmente ridotto la propria esposizione al debito sovrano dei paesi periferici dell’eurozona, proteggendo pertanto l’industria assicurativa dall’impatto di un potenziale inadempimento.

 

Diron ha commentato: “Oltre ad aver ridotto la propria esposizione al debito sovrano, gli assicuratori non sembrano essere pesantemente coinvolti nell’erogazione di CDS sul debito dei paesi periferici, il che rende il settore assicurativo quello meglio posizionato all’interno dei servizi finanziari per superare uno scenario di default. Tuttavia, le esposizioni indirette dei singoli assicuratori, inclusa quelle significative verso il settore bancario, avranno impatti sul grado di protezione effettivo delle compagnie contro uno scenario di default."

 

Il settore dell’Asset management e degli investitori retail pesantemente esposti 

Celona ha dichiarato: “Il debito sovrano dell’Eurozona è stato importante per il settore dell’asset management nell’ultimo decennio. Nonostante ci sia stato il tempo per ridurre tali esposizioni, uno scenario di default danneggerebbe nel breve termine le performance e la credibilità del settore per il fatto che resta inevitabilmente esposto sia agli effetti immediati di un default sovrano sia alle ripercussioni sui mercati azionari”.

 

“In una certa misura il mercato lo ha già anticipato, ma gli investitori retail potrebbero non essere consapevoli dei potenziali rischi sui loro investimenti. La performance di quasi tutte le tipologie di fondi comuni potrebbe essere colpita sia da una ulteriore instabilità dei mercati – l’accuratezza dei “tracker funds” declinerebbe e le performance degli “absolute return funds” risentirebbe di movimenti del mercato imprevedibili e improvvisi. Persino il muoversi con cash o con strumenti “money market” sarebbe una soluzione poco allettante a causa dei tassi di interesse reali negativi e delle preoccupazioni circa la liquidità”, ha aggiunto Diron.

 

La tassazione delle transazioni finanziarie (FTT) è un’altra inattesa preoccupazione 

Molto probabilmente, i mercati con un margine ristretto come quello delle valute e dei “futures” diventerebbero business impraticabili a seguito di una tassazione delle transazioni finanziarie (FTT) applicato solo all’Europa.

 

“L’annuncio della Comunità Europea di una proposta di FTT ha aggiunto ulteriori incertezze ad un mercato già di per sé teso. Mettendo da parte il rischio di una migrazione delle istituzioni al di fuori dell’Europa, l’introduzione di un FTT potrebbe colpire in maniera sproporzionata le banche di investimento e gli operatori di borsa, ostacolando ulteriormente le attività redditizie del settore dei servizi finanziari in Europa.” Ha dichiarato Diron.”

 

E’ urgente una risposta congiunta e concertata da parte di autorità e governi 

“Dobbiamo stare attenti alle conseguenze indirette di ciascun intervento normativo e politico che potrebbero ulteriormente danneggiare la possibilità di una ripresa economica. Oggi più che mai è necessaria una risposta tempestiva da parte delle autorità e dei governi che assicuri un sostegno al settore dei servizi finanziari per garantire che questo possa giocare il suo ruolo decisivo nel guidare la ripresa, nel rifinanziamento del debito e nel risparmio a lungo termine,” ha aggiunto Celona.

 

About the EY Eurozone Forecast 

The forecasts and analyses presented in the EY Eurozone Forecast are based on the European Central Bank’s model of the Eurozone economy. This model embeds state‐of‐the‐art economic theory and techniques and is used by the ECB to produce its quarterly forecasts of the euro area.

About the EY Financial Services Eurozone Forecast 

The EY Financial Services Eurozone Forecast was published for the first time in Summer 2011 and examines the implications for the European financial services sector in relation to the current macro‐economic outlook.

 

EY 

EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory. Il network EY fornisce anche consulenza legale, nei paesi ove è consentito. In tutto il mondo le nostre 152.000 persone sono unite da valori condivisi e da un saldo impegno costantemente rivolto alla qualità. Facciamo la differenza aiutando le nostre persone, i nostri clienti e la nostra comunità di riferimento ad esprimere pienamente il proprio potenziale. “EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti. Per ulteriori informazioni: www.ey.com.

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Questo comunicato stampa è stato rilasciato da EYGM Limited, che appartiene al network di EY e che non fornisce servizi ai clienti.

 

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