Comunicato stampa

  • Share

 

 

EY:  investimenti in India per dominare il prossimo decennio

Il crollo degli investimenti statunitensi in India bilanciato dalla crescita europea e asiatica

 

Milano, 30 gennaio 2011 - Secondo il primo studio Indian Attractiveness Survey di EY, gli investitori stranieri credono che l’India presenti enormi possibilità di crescita a lungo termine. I dati sugli investimenti esteri diretti (FDI - Foreign Direct Investment) mostrano che questo paese è ancora in fase di ripresa dal declino degli investimenti interni registrati nel 2009 a seguito della crisi finanziaria globale. Con il crollo del flusso di investimenti globali, il numero dei progetti FDI nel 2010 è rimasto uguale, rispetto al 2009, a quota 750.

 

Nonostante il numero dei progetti e dei posti di lavoro creati sia ancora molto lontano dall’apice raggiunto nel 2008, quando sono stati registrati 971 progetti, il trend di lungo termine in quest’ultimo decennio ha mostrato un costante se non spettacolare movimento in salita. Il numero totale dei progetti nel 2010 è cresciuto del 60% rispetto al 2003 e il numero di posti di creati del 30%.

 

Il crescente interesse delle aziende verso l’India è spiegato non solo dal potenziale di sviluppo economico del paese, ma anche dalla percezione di come il paese cambierà di pari passo alla crescita del PIL prevista per il prossimo anno. Verso la fine del 2010 EY ha intervistato più di 500 leader di aziende multinazionali circa il potenziale dei mercati indiani. La maggior parte di questi ritiene che, addirittura entro il 2020, l’India diventerà leader globale nell’istruzione, nella ricerca e sviluppo e un produttore di beni e servizi ad alto valore aggiunto.

 

Il 75% delle multinazionali, già presenti in India e che hanno preso parte alla ricerca, ha dichiarato che vorrebbe espandere ulteriormente le proprie operazioni. L’indagine conferma che l’India sta attraversando una fase di transizione, sia in termini di percezione da parte degli investitori del suo potenziale di mercato, sia in termini reali.

 

Rajiv Memani, Country Managing Partner di EY in India ha dichiarato: “Con una previsione di crescita economica del PIL in aumento dell’8% annuo e con le stime che danno per triplicato per i prossimi 15 anni il numero di persone della classe media indiana, con risvolti anche sul reddito disponibile, ci si aspetta che la domanda domestica cresca in maniera esponenziale. Il giovane profilo demografico dell’India inoltre fornisce una forza lavoro ben formata e competitiva per quanto riguarda i costi. Questi fattori pongono l’India in una buona posizione per attrarre una quota crescente di FDI globali”.

 

Un’analisi storica degli investimenti

 

Il declino degli Stati Uniti come fonte di FDI in India sembra essere continuato nel 2010: il numero di progetti FDI statunitensi nel 2010 (206) è stato il più basso dal 2003 e quasi la metà rispetto al 2006, durante il quale si è registrato il picco degli ultimi anni.

 

Gli altri primi dieci investitori della classifica che hanno assistito ad un declino nel 2010 rispetto alle loro medie di breve termine (per il 2003-10) sono stati Francia e Regno Unito, che hanno subito un calo rispettivamente del 21% e del 3%. Fra gli altri maggiori investitori europei, gli investimenti di Germania e Italia hanno mostrato una performance più positiva nel 2010 in termini di numero di progetti, crescendo rispettivamente del 25% e del 27% in più rispetto alle loro medie di medio termine. Questo ha permesso alla Germania di superare il Regno Unito nella classifica dei maggiori investitori in India, il che è forse una riflessione sulla solida ripresa dalla crisi da parte dell’economia del paese tedesco. Sia Germania che Regno Unito, tuttavia, sono state superate dal Giappone le cui aziende hanno intrapreso più del 50% dei progetti FDI rispetto alla media degli ultimi tempi.

 

In termini di potenziale di trend di lungo periodo riscontrabile con l’analisi dei dati provvisori del 2010, forse il più significativo è la rapida crescita della Cina (e, in minor misura, degli Emirati Arabi Uniti, nonostante i problemi finanziari di Dubai registrati nel 2010) come investitore in India. I 19 progetti intrapresi dalle compagnie cinesi nel 2010 sono stati notevolmente superiori rispetto ai 7 implementati nel 2009 e hanno rappresentato un aumento del 92% rispetto alla media di medio termine. In questo modo, la Cina è salita dal 16esimo posto nella classifica dei maggiori investitori in India nel 2009 in termini di progetti, al nono nel 2010. .

 

 

Attrattività dei settori

 

Nonostante il settore dei servizi software e IT sia ancora il più importante in termini di progetti FDI e di numero di occupati, rispetto alla media di medio termine ha assistito rispettivamente al più grande e al secondo maggiore declino di settore con riferimento al numero di progetti FDI e di occupati. Comunque questi risultano essere ancora i settori più attrattivi per il 31% degli executive intervistati. Tuttavia, anche automotive, consumer product e infrastrutture sono annoverati tra i maggiori motori dell’economia indiana e attirano FDI significativi a causa dell’espansione di mercato trainata dalla richiesta per questi settori che si riflette nei loro tassi di crescita.

 

Insieme allo sviluppo di tali settori si è registrata una forte crescita degli investimenti nell’healthcare (209%), Space & Defence (180%), materie plastiche (142%), energie rinnovabili (105%) e dispositivi medicali (87%) che mostrano le diverse opportunità che l’India offre agli investitori stranieri.

 

In termini di attività aziendali, quella manifatturiera attrae la maggior parte di progetti FDI in India e il paese sta attualmente emergendo anche come centro di esportazione manifatturiera in particolare per settori come l’automotive. Seguono le vendite, il marketing e il relativo supporto, i servizi alle imprese, sviluppo e design. Il numero di progetti FDI nel settore elettrico ha mostrato il più alto tasso annuale di crescita, mentre il numero di progetti nei centri di servizi condivisi ha assistito ad un brusco declino.

 

Concorrenti

 

Secondo i partecipanti al sondaggio, i principali investitori dell’India in termini di attrattività aziendale sono la Cina (60%) e il Brasile (9%), fra i mercati emergenti e gli Stati Uniti (17%) e la Germania (9%) fra i paesi sviluppati. La grandezza del mercato interno e l’accessibilità per i consumatori sono percepite come il maggior vantaggio competitivo di differenziazione. Ad ogni modo, con le stime di crescita del PIL e con la previsione di un maggior reddito disponibile per la classe media, la più importante caratteristica del mercato indiano, come confermato dal 55% del campione intervistato, è rappresentata dall’alto potenziale del mercato domestico.

 

Le previsioni sono brillanti

 

Il futuro per l’India è brillante e non sorprende che la metà di tutti gli intervistati e il 75% di quelli che sono già presenti nel paese stia aumentando il numero di operazioni allargando i servizi o il presidio del territorio. Tuttavia, al fine di aumentare la sua attrattività, l’India necessita di un maggiore focus sull’espansione delle infrastrutture, sul rendere accessibile ad un maggior numero di persone un’istruzione di alta qualità e sul continuare con politiche economiche in grado di favorire le imprese federali e statali.

 

Farokh Balsara, Markets Leader di EY in India ha dichiarato: “Il grande potenziale del suo mercato domestico ha permesso all’India di mostrarsi resiliente durante la crisi economica globale. Il paese sta oggi emergendo come meta manifatturiera, sia per i mercati domestici che globali. Dal momento che le aziende leader competono per crescere nella nuova economia, c’è un urgente bisogno comune a tutti gli intervistati di cogliere le prospettive offerte dal mercato indiano. Questa indagine è finalizzata a supportare i leader d’impresa nelle loro decisioni relative agli investimenti e i governi nel delineare uno scenario che favorisca la crescita”.

 

 

EY 

EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory. In tutto il mondo le nostre 141.000 persone sono unite da valori condivisi e da un saldo impegno costantemente rivolto alla qualità. Facciamo la differenza aiutando le nostre persone, i nostri clienti e la nostra comunità di riferimento ad esprimere pienamente il proprio potenziale.

“EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti.

Per ulteriori informazioni: www.ey.com

Questo comunicato stampa è stato rilasciato da EYGM Limited, che appartiene al network di EY e che non fornisce servizi ai clienti.

 

 

 

Per ulteriori informazioni stampa:

Pleon

Daniela Sarti, Alice Fracassi, Eros Bianchi

tel: 02 0066290

email: team.ey@pleon.com
Web site: http://www.pleon.com