Comunicato stampa

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Incertezza politica e guai finanziari pesano sulle energie rinnovabili

La Cina guida la classifica seguita dagli USA. L’Italia riconferma la quinta posizione.

Milano, 7 settembre 2011 - L’attuale crisi del debito e i recenti negoziati sul debito sovrano degli Stati Uniti stanno impattando notevolmente sul finanziamento di progetti in energie pulite secondo l’ultimo Renewable energy country attractiveness indices di EY. I costi di finanziamento sono cresciuti ai massimi livelli nelle economie più vulnerabili, mentre i mercati meno esposti alle turbolenze stanno vivendo un ritorno a condizioni di finanziamento più competitive. L’indice fornisce per 35 paesi i dati relativi al mercato delle energie rinnovabili a livello nazionale, alle infrastrutture per le energie rinnovabili e alla loro adeguatezza tecnologica.

 

Andrea Paliani, partner EY Settore Energy, ha dichiarato: “La pressione, da un lato della continua crisi del debito sovrano e dall’altro delle misure di Austerity dei governi in numerosi mercati maturi, sta pesando sull’intero settore “renewable”. I costi per l’ottenimento dei finanziamenti si stanno rivelando abbastanza volatili con il rischio generale di essere solo in parte contrastati da una maggiore concorrenza fra gli istituti di credito. Nel frattempo, il capitale finora frustrato a causa delle deludenti performance dei mercati azionari, è sempre più alla ricerca di infrastrutture, comprese quelle per energie pulite, come porto relativamente sicuro per investire”.

 

Un confronto tra paesi 

Rispetto all’ultima rilevazione si è registrato solo qualche cambiamento nella prima metà dell’indice All renewables (la classifica dei paesi in base alla loro attrattività per investimenti in energie pulite) dove la Cina si riconferma al vertice. Il Governo cinese ha riconfermato il suo costante sostegno all’eolico offshore annunciando che ci saranno gare per progetti da 2 gigawatt (GW) con lo scopo di raggiungere il suo obiettivo di 5GW nel 2015. Il sostegno per l’eolico offshore si conferma anche in altri paesi che figurano nell’indice, con la Francia che ha lanciato la tanto attesa gara per progetti da 3GW e la Germania che ha avviato un programma da 5 miliardi di euro per fornire incentivi al settore. L’Italia si riconferma in quinta posizione nella classifica All renewables e rappresenta attualmente il secondo mercato energetico al mondo per il solare. Inoltre, l’Italia è considerata come uno dei paesi più promettenti per la produzione di biomasse, che dovrebbe raggiungere quota 19% di tutta la produzione energetica rinnovabile nazionale entro il 2020.

 

Nella seconda metà della classifica la Romania guadagna più di tutti posizioni, favorita dall’approvazione ottenuta dalla Commissione Europea del Green Certificate del paese che con tutta probabilità stimolerà investimenti notevoli nello sviluppo dell’eolico onshore.

 

Energia nucleare

I governi hanno lanciato messaggi confusi in seguito al disastro nucleare di Fukushima. Il Giappone ha perso una posizione in classifica – il governo ha ora abbandonato i progetti per le nuove costruzioni nucleari, ma si sta concentrando sulla ricostruzione delle infrastrutture, riducendo la domanda di energia e investendo in gas naturali per avere a disposizione una capacità energetica di base. La Germania guadagna due posizioni, salendo al terzo posto, dopo aver annunciato di abbandonare il nucleare per il 2022, mentre la Francia resta ferma in classifica al settimo posto, nonostante abbia riconfermato il proprio sostegno a favore dei programmi nucleari. Il Regno Unito, che ha guadagnato un posto stabilendosi in quinta posizione, ha recentemente fatto chiarezza sulla sua Electricity Market Reform, in particolare con la conferma dei Contracts for Difference feed-in-tariff per le fonti a basse emissioni energetiche.

 

Paliani ha dichiarato: “Le risposte dei governi e delle aziende al disastro nucleare di Fukushima e alla Arab Spring sottolineano l’importanza strategica del mix energetico che deve lasciare sempre più spazio al comparto delle rinnovabili. Inoltre, dal momento che la crisi del debito globale impatta sui finanziamenti statali in energie pulite, le aziende del settore devono adottare misure originali per sviluppare nuovi mercati, migliorare l’efficienza e implementare alternative finanziarie innovative per il settore privato con l’obiettivo di sostenere le proprie strategie di crescita”.

 

 

Lo studio

Lo studio Renewable Energy Country Attractiveness Indices, realizzato da EY a partire dal 2003, approfondisce le tematiche relative al mercato delle energie rinnovabili a livello nazionale, alle infrastrutture per le energie rinnovabili e alla loro adeguatezza tecnologica. Lo studio classifica il mercato delle energie rinnovabili per paese e tecnologia e viene aggiornato su base trimestrale. I trentacinque paesi monitorati sono: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, India, Irlanda, Italia, Giappone, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Sud Africa, Sud Corea, Spagna, Svezia, Taiwan, Turchia, Stati Uniti.

Per maggiori informazioni: www.ey.com/CAI

EY 
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“EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti.

Per ulteriori informazioni: www.ey.com

Questo comunicato stampa è stato rilasciato da EYGM Limited, che appartiene al network di EY e che non fornisce servizi ai clienti.

 

 

 

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