Comunicato stampa

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EY: Rapidità e agilità restano gli obiettivi principali delle grandi imprese

 

Milano, 1 luglio 2011 - L’incertezza per le imprese continua a crescere a livello mondiale, costringendole a diventare più rapide e agili. Nei prossimi tre anni, le più importanti opportunità arriveranno proprio dal miglioramento dell’agilità operativa e dall’ottimizzazione dei costi. In sintesi, è questo il messaggio che emerge dal nuovo report di EY “Turn risks and opportunities into results”.

 

Alberto Girardi, Partner EY e Head of Risk per la Sub-Area Mediterranean commenta: “In molti settori stiamo assistendo a un ritorno alla crescita. Mentre gli ultimi due anni sono stati caratterizzati da tagli dei costi piuttosto severi, oggi vediamo le imprese rispondere alla concorrenza migliorando la fase di esecuzione della propria strategia e investendo per migliorare l’operatività e la competitività”.

 

A livello mondiale le prime quattro opportunità per le imprese riguardano l’investimento in aree quali processi, strumenti, formazione, IT, innovazione ed esecuzione della strategia. Il miglioramento in quest’ultimo ambito, attraverso le varie funzioni aziendali, occupa la prima posizione assoluta. Le imprese cercano dunque di ottimizzare il modo in cui comunicano la propria “vision”, gli obiettivi e la strategia, coinvolgendo tutte le funzioni nella definizione della strategia, sia in fase di pianificazione delle spese sia a consuntivo. Per le imprese italiane intervistate le prime quattro opportunità non cambiano: processi, innovazione, execution e IT.

 

L’approccio che emerge a livello mondiale rappresenta una grande differenza nel modo in cui le imprese hanno risposto alla crisi rispetto a quanto avveniva in passato. Tradizionalmente, cercavano opportunità sul mercato senza attendere troppo. Oggi, invece, “pensano prima di agire”, assicurandosi di possedere competenze e capacità di innovazione tali da fare davvero la differenza nel contesto in cui operano. La ricerca mostra un alto grado di omogeneità sia tra paesi che tra settori e un focus comune su agilità e competitività. Tale omogeneità è presente sia nelle economie mature che in quelle emergenti, anche se le imprese appartenenti alle seconde riconoscono la necessità di adottare modelli operativi, strutture, processi e controlli tipici delle prime, oltre a rispondere alla pressione competitiva.

 

Sorprendentemente, la crescita della domanda nelle economie emergenti appare solo in quinta posizione nella classifica delle opportunità. Anzi, un’impresa su cinque dichiara di avere ridotto il focus sull’Asia a seguito di alcune battute d’arresto, per privilegiare quello sul mercato domestico. Indipendentemente dagli ostacoli attuali, comunque, si prevede che questa opportunità salga in classifica entro il 2013. I risultati italiani sono ancora più netti in questo caso e la crescita della domanda nei mercati emergenti è citata solo in decima posizione.

 

Secondo la ricerca, non importa a quale economia ci si riferisca ma normative e compliance continuano a rappresentare la sfida più grande per le imprese multinazionali. Nei paesi che maggiormente stanno crescendo, compresi Cina, India, Russia e l’area del Medio Oriente/Nord Africa, le imprese intervistate ritengono che i rischi legati a questi aspetti possano attenuarsi entro il 2013 e per gestirli al meglio si stanno attrezzando per rinforzare le proprie funzioni dedicate al risk management.

 

I rischi legati alla “guerra” per i talenti continuano a crescere. La gestione dei talenti è il terzo rischio in classifica e, importante, in quasi tutti i settori figura nei primi quattro, con previsioni di ulteriore crescita di importanza da qui al 2013. Molte delle zone geografiche dove questo rischio è particolarmente sentito appartengono alle economie emergenti, eccezion fatta per l’Italia che lo colloca in seconda posizione. Complessivamente, il nostro paese si discosta leggermente dai risultati globali, indicando come primo rischio il taglio dei costi e come terzo quello legato a normative e compliance. A livello mondiale i rispondenti sono equamente divisi nel definire problemi interni quali la debolezza nei processi di gestione delle risorse umane, e pressioni esterne quali la crescente corsa ad accaparrarsi i talenti migliori, come cause della “salita” in classifica di questo rischio.

 

Conclude Girardi: “Lo studio sembra indicare che molte imprese sono impegnate a rivedere il proprio focus sul mercato, attrezzandosi per essere più competitive, favorendo la crescita e arrivando ad eseguire la strategia in modo eccellente”.

 

 

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Top 10 global business risks:

1. Normative e compliance

2. Taglio dei costi

3. Opportuno "governo" dei talenti

4. Pressione sui prezzi

5. Tecnologie emergenti

6. Rischi di mercato

7. Espansione del ruolo statale nell'economia

8. Ripresa lenta o nuova ricaduta della recessione

9. Consenso sociale e responsabilità sociale di impresa

10. Accesso al credito

 

Top 10 global business opportunities:

1. Miglioramento nell'esecuzione della strategianelle diverse funzioni aziendali

2. Investimenti in processi, strumenti e formazione per aumentare la produttività

3. Investimenti in IT

4. Innovazione di prodotti, servizi e operatività

5. Crescita della domanda nei mercati emergenti

6. Investimenti in cleantech

7. Eccellenza nelle investor relation

8. Nuovi canali marketing

9. Fusioni e acquisizioni

10. Partnership pubblico-privato

 

 

METODOLOGIA 

La prima fase della ricerca è stata condotta da Oxoford Analytica, su un campione di 75 executive e analisti, rappresentanti sette settori industriali. E’ stato chiesto di classificare le prime 10 opportunità e i primi 10 rischi per le imprese sia oggi che nel 2013. Il campione comprendeva responsabili della strategia, chief risk officers, membri dei CDA, direttori di funzione, esponenti del mondo universitario, consulenti indipendenti e professionisti EY.

La seconda fase della ricerca è stata condotta da Oppermann su un ampio campione di imprese e governi di 15 paesi, per classificare rischi e opportunità, ottenere previsioni sulle attuali sfide e sulla loro importanza da qui al 2013 e per scoprire come le imprese leader in ciascuno dei sette settori stanno affrontando queste sfide.

Come parte della ricerca abbiamo intervista oltre 750 senior executive a livello mondiale (CEO/CFO/COO/CDO/responsabili della strategia/risk manager/responsabili di funzione).  

 

EY 

EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory. In tutto il mondo le nostre 141.000 persone sono unite da valori condivisi e da un saldo impegno costantemente rivolto alla qualità. Facciamo la differenza aiutando le nostre persone, i nostri clienti e la nostra comunità di riferimento ad esprimere pienamente il proprio potenziale.

“EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti.

Per ulteriori informazioni: www.ey.com

 

 

 

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:

Brunswick

Giovanni Moccagatta / Natasha Aleksandrov

tel: +39 02 9288 6200

email: eyitalia@brunswickgroup.com