Comunicato stampa

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Investimenti immobiliari in Italia: outlook 2013

Mentre gli investitori europei mostrano segnali di ottimismo, tra gli operatori italiani permane un clima di sfiducia

Milano, 15 gennaio 2013 - “Trend Indicator Real Estate Assets Investment Europe”: survey condotta da EY su 500 investitori in 15 Paesi Europei.

La notte è più buia poco prima dell'alba

Gli operatori italiani sono tra i più pessimisti in Europa e critici nei confronti dell’attrattività del nostro paese quale meta di investimento, secondo la seconda edizione della survey di EY Trend Indicator Real Estate Assets Investment Europe condotta in 15 Paesi Europei (500 il totale degli intervistati) e per la prima volta anche in Italia, a cui hanno partecipato 20 operatori nazionali.

Solo il 30% degli intervistati italiani considera che il mercato immobiliare italiano sarà attrattivo nel 2013: l’Italia risulta ultima in classifica tra i 15 Paesi coinvolti, mentre gli intervistati degli altri 14 Paesi risultano avere una visione più ottimistica sul proprio mercato domestico.

“Questa è una chiara proiezione del passato sul futuro”, commenta Marco Daviddi, Executive Director del Transaction Real Estate di EY e Med Real Estate Leader per il Transaction Advisory Services. “Il volume delle transazioni relative al 2012 è stato, in Italia, più basso del 40% rispetto alla media del 2009, del 2010 e del 2011. E’ pertanto comprensibile che non ci sia ottimismo per il 2013. Per contro stiamo assistendo a un chiaro aumento dell’interesse da parte di molti investitori italiani, in particolare istituzionali afferenti al comparto assicurativo e previdenziale, nel diversificare gli investimenti in asset non domestici”.

 

Ma non necessariamente i prezzi diminuiranno

Analizzando più in dettaglio i risultati della survey, emergono con chiarezza gli elementi di maggiori criticità oggi riscontrati sul mercato e che influenzeranno le performance anche nel 2013. Il divario, ancora troppo elevato, tra domanda e offerta e la scarsa 2 disponibilità di credito sono visti dall’85% degli intervistati come i maggiori fattori ostativi alla ripresa del mercato in Italia; il risultato atteso è un numero di transazioni ancora molto limitato.

I prezzi sono uno specchio di questa situazione. Sono attese riduzioni in molti segmenti, in particolare nel settore retail e industriale nelle location secondarie. “Ma ci sono comunque dei segnali positivi; ad esempio nel settore alberghiero la maggior parte degli intervistati ritiene che i prezzi non diminuiranno, nemmeno nelle location secondarie e, inoltre, il 60% degli intervistati ritiene che i prezzi nelle prime location non subiranno riduzioni”, commenta Marco Daviddi.

Per questo, secondo i risultati dello studio, prime assets a destinazione residenziale e retail in location di prestigio rimarranno un target, seppure moderato, per gli investitori anche nel 2013.

 

Investitori internazionali selettivi, ma non assenti

Il 50% dei partecipanti alla survey ritiene che nel corso del 2013 gli investitori internazionali saranno attivi o moderatamente attivi, nel nostro paese. “È comunque nostra opinione che gli investitori internazionali continueranno ad essere principalmente venditori e che la loro domanda di investimento sarà molto selettiva, limitata ad asset prime, in location ottimali e con alte prospettive di ritorno; ma come è già stato evidente nel corso del 2012, ci sono importanti segnali di ripresa, con una domanda consistente relativa a trophy buildings, specialmente nel settore alberghiero, che proviene dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dalla Cina. Alcune operazioni di rilievo sono state chiuse nel corso del 2012 e riteniamo che il trend possa continuare nel prossimo anno”, commenta Andrea Guerzoni, Med Managing Partner del Transaction Advisory Services.

 

Un ruolo cruciale: Assicurazioni, Fondi Pensione ed Enti Previdenziali

Nello studio emergono ulteriori indicatori che fanno pensare ad una ripresa più vicina per il mercato immobiliare italiano. I partecipanti indicano che tra i soggetti maggiormente attivi sul mercato ci saranno le compagni di assicurazione, gli enti previdenziali e i fondi pensione.

“Il mercato sta guardano sempre più a questi soggetti quali promotori di una possibile ripresa; del resto stimiamo che negli ultimi cinque anni il totale degli investitori istituzionali italiani abbia perfezionato operazioni immobiliari per un totale di circa Euro 10 Miliardi, di cui circa l’80% attraverso lo strumento del fondo immobiliare. Inoltre l’attuale contesto normativo consente un potenziale di investimento nel settore immobiliare da parte di investitori istituzionali italiani pari a circa Euro 40 Miliardi; certamente non tutti investiranno al limite delle possibilità concesse dai profili di asset allocation, ma certo la tendenza di una ripresa di interesse verso il real estate è sicuramente evidente”, afferma Marco Daviddi che aggiunge che i prodotti core e core plus attireranno la maggior domanda di investimento, anche se possono esserci spazi interessanti per operazioni value added.

“È inoltre nostra opinione che lo strumento del fondo immobiliare continuerà ad avere un ruolo essenziale quale veicolo di investimento, anche se è visto in crescita l’intervento degli stessi investitori istituzionali nel segmento dei non performing loans ed è ancora aperto il tema di quale possa essere lo strumento più efficace in tali casi”.

 

GLI ALTRI 14 PAESI EUROPEI: UN OUTLOOK POSITIVO PER IL 2013

(Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Regno Unito, Russia, Turchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina).

A parte l’Italia, la survey è stata condotta in altri 14 Paesi, per un totale di circa 500 società coinvolte. Gli intervistati considerano attrattiva la grande maggioranza dei Paesi considerati.

Ciononostante, gli investitori presenti nei paesi fuori dall’Eurozona hanno un outlook migliore rispetto al proprio mercato domestico; è un ulteriore riflesso della crisi che sta attraversando la zona Euro e per questo stesso motivo i mercati immobiliari nel sud Europa e nei paesi periferici sono visti con maggior cautela rispetto a quelli centrali/del nord.

Seppure con caratteristiche diverse da nazione a nazionale, gli operatori hanno espresso interesse per tutte le tipologie di immobili; il segmento retail comunque ha raccolto il maggior livello di interesse. Conseguentemente, i prezzi di acquisto sono attesi al rialzo o, perlomeno, rimarranno stabili nei segmenti su cui gli investitori punteranno.

EY 
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