Comunicato stampa

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M&A: attese grandi operazioni per i prossimi 12 mesi.

Cresce la fiducia anche in Italia

Milano, 14 aprile 2014 - Secondo il decimo rapporto semestrale Capital confidence barometer realizzato da EY, indagine che coinvolge più di 1600 senior executives in 54 paesi, le grandi acquisizioni sembrano destinate a caratterizzare il mercato delle M&A nel corso dei prossimi 12 mesi, visto che le aziende internazionali si concentreranno su un minor numero di deal ma di elevato valore dimensioni. Tuttavia nonostante uno scenario globale che si è particolarmente rafforzato e pone condizioni favorevoli per cambiamenti sostanziali, solo il 31% del campione si dichiara propenso ad un’acquisizione per il prossimo anno. La percentuale di aziende internazionali interessate a realizzare deal di grandi dimensioni (oltre i 500 milioni di dollari) è raddoppiata in un anno, dal 12% al 27%. Un chiaro segnale che evidenzia come i piani di acquisizione stiano accelerando. La fiducia degli intervistati sulla disponibilità di credito a livello globale ha raggiunto il livello più alto degli ultimi cinque anni, con l’88% degli intervistati che considera la disponibilità di credito crescente o stabile.

Per la prima volta gli intervistati hanno indicato come appare oggi la pipeline dei deal: circa un terzo (29%) si aspetta un incremento delle operazioni nei prossimi dodici mesi, il che potrebbe risultare in un aumento dei volumi nel lungo termine. Tuttavia, nel breve, sarà necessario bilanciare le proprie priorità di crescita e fare scelte selettive sulle operazioni di M&A. C’è una pressione crescente da parte degli azionisti che incoraggia a focalizzarsi sulla riduzione dei costi: il 93% degli intervistati ritiene che l’agenda dei CdA sia fortemente influenzata dalla pressione degli azionisti e di questi il 47% conta di avviare un processo di riduzione dei costi.

Andrea Guerzoni, TAS Leader di EY nell’area Mediterranea, commenta: “Nel breve termine saranno i valori e non i volumi a fare notizia. I grandi deal domineranno un trend già avviato nel 2014 con un incremento del 25% nel valore delle operazioni a fronte di una caduta dell’11% sul volume globale. Dopo una prolungata crisi finanziaria e le difficoltà sul mercato dell’M&A, le aziende e i consigli di amministrazione stanno puntando più sulla qualità, che sulla quantità”.

Riduzione del gap di valutazione

Si sta riducendo il divario tra il prezzo che le aziende sono disposte a pagare per gli asset che intendono acquisire e le valutazioni sottostanti. Circa la metà degli intervistati ritiene che la differenza nelle valutazioni sia ormai inferiore al 10%, e la maggioranza si aspetta che questo gap rimanga lo stesso o diminuisca ulteriormente il prossimo anno. Questo nuovo scenario favorirà la realizzazione di deal più strategici e di dimensioni maggiori.

Nonostante gli shock, la ripresa è resiliente

La fiducia nell’economia è più resiliente che in qualsiasi altro momento negli ultimi anni: il 60% degli intervistati che prevede un miglioramento dell'economia globale. Tuttavia le pressioni economiche - come il rallentamento della crescita dei mercati emergenti, la riduzione degli stimoli di politica monetaria negli Stati Uniti e i disordini geopolitici in Medio Oriente e in Europa dell'Est continuano a minare in parte questo ottimismo. Il 30% dei top manager infatti considera l’instabilità politica globale come il più grande fattore di rischio per la ripresa economica.

Riequilibrio delle destinazioni di investimento

Le prime cinque destinazioni per gli investimenti mostrano un riequilibrio tra i mercati emergenti come India e Cina ed un’attenzione costante sui mercati più maturi come Stati Uniti, UK e Germania. Si prevede che nei prossimi 12 mesi la più ampia percentuale (39%) di capitale destinato alle acquisizioni nei BRIC, sebbene ci sia un sostanziale allineamento tra i BRIC, gli altri mercati emergenti e le economie più mature. Le cinque destinazioni privilegiate mostrano infatti un equilibrio tra mercati emergenti ed economie mature: Brasile, Irlanda, Giappone, Singapore ed Emirati Arabi.

I settori che mostrano maggiore attrattività per deal di grandi dimensioni sono retail e wholesale, power & utilities, telecoms & technology, metals & mining e oil & gas. I settori caratterizzati da volumi maggiori saranno financial services, power & utilities, life sciences e oil & gas.

Lo scenario italiano

Migliora la fiducia degli italiani circa lo stato attuale dello scenario economico dell’Italia: rispetto alla survey dello scorso anno infatti passa dal 14% al 27% la percentuale di coloro che riportano miglioramenti e scende dal 55% al 14% la percentuale di quanti percepiscono un declino della nostra economia. Il 53% del campione intervistato quest’anno rileva una maggiore fiducia sulla disponibilità di credito: un dato particolarmente incoraggiante soprattutto se paragonato alle rilevazioni dello scorso anno dove la stessa percentuale era pari a zero. Le aziende italiane, dato sostanzialmente in linea con le rilevazioni globali, sono concentrate oggi sulla crescita (37%) e sulla ricerca di efficienza operativa accompagnata dal contenimento dei costi (36%). Cresce inoltre rispetto ad un anno fa la percentuale di chi punterà a mantenere la stabilità (20% vs 3% di aprile 2013) avendo già impostato negli ultimi due anni un modello aziendale più efficace e efficiente.

Il campione italiano risulta essere cauto circa le aspettative sui volumi di M&A a livello globale: solo il 33% del campione si aspetta miglioramenti (vs 58% del campione globale) e il 60% del campione crede che la situazione rimarrà stabile (vs 36% del campione globale). Tuttavia si riscontra una certa fiducia degli intervistati se si guarda al mercato locale con il 43% del campione che si aspetta una crescita dei volumi di M&A in Italia nei prossimi 12 mesi. Commenta Andrea Guerzoni: “l’aumento di fiducia anche nel nostro Paese è tangibile e si riflette anche in maggior disponibilità da parte degli imprenditori ad aprire il capitale delle aziende per finanziare progetti di crescita”.

Se sei mesi fa solo il 28% del campione prevedeva di portare avanti acquisizioni entro l’anno, oggi lo dichiara il 37% degli intervistati, una percentuale addirittura maggiore rispetto alle rilevazioni globali (31%).

Lo studio evidenzia inoltre come sia cambiata l’aspettativa circa il volume delle operazioni. Oggi secondo il 36% del campione italiano il valore dei deal supererà i 500 milioni di euro e secondo la metà di questo campione si tratterà addirittura di operazioni al di sopra del miliardo. Uno scenario ben diverso rispetto alle rilevazioni di un anno fa quando i valori stimati erano ben al di sotto delle attese attuali e comunque inferiori a 500 milioni di euro.

I settori che mostrano maggior attività in Italia sono quello dell’energia e del largo consumo. Secondo il campione italiano le cinque destinazioni top per gli investimenti sono Stati Uniti, Germania, UK, India e Russia.

Guerzoni conclude: “Alla luce dell’importanza dei megatrend, dell’incertezza geopolitica e della bassa crescita dell’economia globale, non deve sorprendere come molti top manager uniscano fiducia a prudenza. Il risultato è un focus strategico che combina la crescita alla gestione dei costi – comprese acquisizioni altamente selettive. La tanto attesa convergenza tra fiducia economica nella ripresa e fondamentali solidi necessaria per sostenere alti volumi di deal a livello globale non si è ancora verificata... Prevediamo che lo scenario nel prossimo futuro del mercato M&A sarà comunque di crescita anche se caratterizzato da volumi comunque ben più bassi dei livelli registrati pre-crisi”. .

About the survey

The EY Capital confidence barometer is a survey of 1600 senior executives from large companies around the world and across industry sectors. The objective of the Barometer is to gauge corporate confidence in the economic outlook, to understand boardroom priorities in the next 12 months, and to identify the emerging capital practices that will distinguish those companies that will build competitive advantage as the global economy continues to evolve. This is the tenth bi-annual Barometer in the series, which began in November 2009.

EY

EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory. La nostra vision e i servizi di qualità che offriamo sostengono la fiducia nei mercati dei capitali e nelle economie di tutto il mondo. Coltiviamo una leadership di successo che lavora compatta affinché le nostre promesse diventino realtà. Crediamo di avere un ruolo fondamentale nel costruire un mondo del lavoro migliore per le nostre persone, i nostri clienti, le nostre comunità.

EY indica l’organizzazione globale e può riferirsi a una o più “Member Firm” di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti. Per ulteriori informazioni: www.ey.com.

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