Comunicato stampa

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Riviste al ribasso le aspettative sulla crescita dei prestiti alle imprese nel 2014 a fronte dell’Asset Quality Review

Ulteriori riduzioni del prestito alle imprese e al consumo potrebbero avere un impatto sulla sostenibilità della ripresa nell’Eurozona

Milano, 4 aprile 2014 - Le previsioni di crescita del credito alle imprese nell’Eurozona nel 2014 sono state riviste al ribasso per la seconda volta quest'anno. Secondo lo EY Eurozone Financial Services Forecast (EEFSF), l’impatto a breve termine della Asset Quality Review (AQR) sui bilanci delle banche porteranno ad una riduzione della crescita nel 2014 dall’1,6% allo 0,5%. Lo scenario base dello studio prevede che la crescita acceleri nuovamente a partire dal 2015, perché ci aspettiamo che l’AQR rivelerà un deficit di capitale di dimensioni ridotte.

Tuttavia, gli scenari più avversi mostrano come le previsioni di crescita economica siano vulnerabili all’impatto che l’AQR potrebbe avere sul credito bancario. Il modello EEFSF mostra come un vincolo sul credito pari o superiore allo 0,4% indebolirebbe le previsioni di crescita del PIL dell’eurozona nel 2015. Ulteriori analisi realizzate da EY suggeriscono che qualsiasi deficit di capitale superiore a 60 miliardi di euro si tradurrebbe in un vincolo sul credito di almeno lo 0,4%.

Guido Celona, responsabile italiano del settore Financial Services di EY commenta: “Se si considera la stretta dipendenza dei consumi e del finanziamento alle PMI dal credito bancario nell’Eurozona, l’AQR potrebbe avere un impatto economico rilevante. La speranza è che il processo possa eliminare gli ostacoli che impediscono alle banche di sostenere una crescita più solida, ma nel caso dovesse esserci un ampio deficit di capitale, l’AQR potrebbe avere un impatto sostanziale, non abbastanza forte da provocare una recessione, ma sufficiente a prolungare la fase di bassa crescita o stagnazione".

L’esito incerto dell’AQR incombe sulle previsioni di crescita dell'Eurozona

Le stime di deficit di capitale delle banche dell'Eurozona post-AQR vanno da € 50 miliardi a € 300 miliardi. La previsione di base dello studio EEFSF presuppone che il deficit patrimoniale si collochi al livello inferiore di questo intervallo, e in questo caso non si avrebbe alcun effetto significativo sul credito bancario. In questo scenario di riferimento, ci si aspetta che nel 2015 il credito alle imprese cresca del 3,8% e il credito al consumo del 2,9%, sostenendo una crescita del PIL reale dell’1,4%. Questo outlook è supportato dal fatto che i prestiti non-performing calino dal picco dell'8% raggiunto nel 2013 al 7,6% entro la fine del 2014 e al 6% entro la fine del 2015.

Tuttavia, se il deficit di capitale fosse più elevato di € 60 miliardi, si potrebbe verificare un effetto a catena abbastanza rilevante sui prestiti alle imprese e sul credito al consumo che potrebbe danneggiare la crescita economica. Lo studio EY stima che nel caso di un deficit di tali dimensioni, la crescita dei prestiti sarebbe inferiore dello 0,4%, e questo si tradurrebbe in una riduzione dello 0,1% della crescita del PIL.

Se invece la dimensione del deficit si collocasse nella parte centrale della forchetta prevista attualmente dal mercato, le prospettive di crescita del credito sarebbero riviste al ribasso dell'1%. L'effetto a catena sul PIL della zona euro determinerebbe una riduzione dello 0,3%, e un rallentamento della crescita ad un modesto 1,1% nel 2015. Nello scenario più estremo, se il deficit di capitale dovesse rientrare nella parte alta dell’intervallo, si stima un calo del 2% delle aspettative sul credito al consumo e alle imprese. L'effetto a catena sul PIL della zona euro comporterebbe una riduzione dello 0,7%, dimezzando la crescita del PIL allo 0,7% nel 2015.

Gli AUMs dell'Eurozona cresceranno del 24% raggiungendo € 6.051 miliardi entro il 2018

Gli afflussi verso i fondi europei continueranno, come conseguenza del ritiro degli investitori dai mercati emergenti e nel 2014 gli AUM della zona euro conosceranno un altro anno di solida crescita, aumentando di circa il 7%.

Nel medio termine, l'Eurozona rimane ben posizionata per continuare ad attrarre risorse da altre regioni del mondo e si prevede che gli AuM della zona euro possano crescere del 24% nel corso dei prossimi cinque anni, raggiungendo € 6.051 b entro il 2018.

La ripresa inoltre favorisce l’afflusso di maggiori capitali nei fondi azionari. Così come sta avvenendo negli Stati Uniti questa tendenza è rispecchiata da un progressivo ritiro dai mercati obbligazionari. Il rapporto tra fondi azionari e fondi obbligazionari della zona euro, che si attestava al 100% all'inizio del 2013, si prevede possa raggiungere il 129% entro la fine di quest'anno e il 140% nel 2015.

L’applicazione di Solvency II in un contesto di bassa crescita e bassi tassi di interesse rappresenta una sfida

I premi di assicurazione sulla vita stanno conoscendo una ripresa molto lenta, con una crescita in Europa del 4,1 % quest'anno, del 3,8% il prossimo anno e sotto il 3 % annuo fino al 2018 . Ciò riflette la pressione sui redditi delle famiglie e l’elevato tasso di disoccupazione che caratterizzano molti mercati. Il contesto di bassi tassi di interessi è particolarmente critico per il business vita. Gli assicuratori tedeschi e olandesi sono particolarmente esposti al rischio di bassi rendimenti a causa della quota relativamente elevata di prodotti con rendimenti garantiti venduti in questi paesi.

I premi danni stanno crescendo ad una velocità leggermente superiore rispetto al passato, con un aumento del 2,4 % nel 2014, ma questo nasconde variazioni significative e volatilità . Ad esempio, dall'inizio dell’anno le previsioni di crescita per il 2015 sono state aggiornate in positivo per la Germania, ma riviste al ribasso per la Francia. Inoltre l’aumento della frequenza e della gravità delle catastrofi naturali continueranno a minacciare la redditività degli assicuratori contro i danni, con un costo per la copertura di riassicurazione in aumento nella maggior parte dei mercati.

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