Aumenta la fiducia nelle grandi organizzazioni globali:attesa entro il 2012 la crescita del fatturato ai livelli pre-crisi
EBITDA 2009 invariato o diminuito per metà delle aziende intervistate, ma un terzo ha invece registrato un aumento tra il 5% e il 20%
Milano, 11 febbraio 2010 - Nell’ambito del programma Lessons from change di Ernst & Young, l’ultima indagine condotta sui senior executive di circa 900 grandi aziende a livello globale ha messo in luce uno scenario economico molto diverso rispetto all’anno scorso.Mentre a gennaio 2009, il 74% degli intervistati aveva risposto che la preoccupazione principale era mettere al sicuro la propria attività e solo il 19% cercava di trarre vantaggi dalla crisi inseguendo nuove opportunità di mercato, a dicembre 2009, la percentuale di chi rimane focalizzato alla salvaguardia del business è scesa al 53% e di chi insegue nuove opportunità ha raggiunto il 34%.Dopo le azioni che molti sono stati costretti a mettere in atto ad inizio anno, non ha sorpreso rilevare come le aziende, sebbene con una decrescita dal 39% al 27%, siano ancora impegnate sul miglioramento delle performance delle loro attività correnti, mentre altrettanto numerose, nonostante un decremento dal 37% al 27%, siano invece quelle impegnate nella ristrutturazione del loro business.Donato Iacovone, Partner di Ernst & Young e Markets Leader per la Sub-Area Mediterranean ha dichiarato: “Non è sorprendente constatare un aumento della fiducia nelle imprese, dato l’enorme impegno dei governi globali accorsi in aiuto all’economia che ha favorito un benessere generale e comincia ad avere effetti sulle economie emergenti. Le aziende potrebbero essere meno preoccupate della loro sopravvivenza nei prossimi 12 mesi, ma il ritorno a un’economia florida è ancora in fase iniziale”.Un terzo degli intervistati mostra una crescita dell’EBITDA negli ultimi 12 mesiPer una minoranza significativa inaspettatamente il 2009 è stato un anno in cui i guadagni sono aumentati. Più di un terzo delle aziende intervistate ha riferito che il guadagno prima degli interessi, della svalutazione e dell’ammortamento (EBITDA) è cresciuto di circa il 5% negli ultimi 12 mesi. In un contesto di crisi globale è inoltre molto significativo sottolineare come il 7% di tutte le imprese abbia aumentato del 20% i propri guadagni.Il 45% delle aziende con sede nell’area Asia Pacifico e con un giro d’affari compreso fra 100 e 500 milioni di dollari, così come un terzo delle più grandi aziende intervistate (ossia quelle con un giro d’affari di oltre 10 miliardi di dollari), hanno registrato un aumento dell’EBITDA superiore al 5%.L’America Latina (26%), l’Europa Occidentale (26%) e l’Europa Orientale (29%) hanno registrato un tasso di crescita dell’EBITDA inferiore alla soglia del +5% rilevato in altre aree. Se si guarda ai settori, più del 40% delle società intervistate appartenente al farmaceutico, all’aerospaziale, alla difesa e al bancario, ha superato del 5% la soglia di crescita. Le aziende dell’oil & gas e il settore manifatturiero e automotive hanno invece riportato più frequentemente risultati stabili o in decrescita.Iacovone ha aggiunto, “Come era stato previsto già lo scorso gennaio, nonostante i problemi e le sfide nel 2009, le aziende vincenti in questo contesto, sono state quelle in grado di scovare le opportunità nonostante le avversità. Secondo il nostro studio, si sta diffondendo fra paesi e settori, un gruppo di aziende che condivide determinate priorità, in particolare riguardo la capacità di “speed-to-market”: sono le più reattive nel prendere e rendere operative le decisioni.”Come le aziende stanno cercando di migliorare la loro performance 2010?Tre quarti degli intervistati crede che sarà opportuno contenere i costi tramite un miglioramento dell’efficienza. Un’alta percentuale di aziende (72%) sente il bisogno di aumentare la flessibilità tramite la riduzione dei costi fissi, in particolare quelli legati alle funzioni di supporto e di aumentare la produttività.L’altra risposta più condivisa è stata ottimizzare i mercati di riferimento già serviti (64%) grazie all’entrata in nuovi mercati, nuovi prodotti o nuovi canali, e tramite la rivitalizzazione dei modelli di business (64%) introducendo nuovi modi di concepire la struttura delle organizzazioni, allargando le competenze centrali e intraprendendo nuove collaborazioni. E’ opinione comune, inoltre, che accelerare i processi decisionali e la loro esecuzione (63%) e consolidare il talento del management (62%) potrebbero essere fondamentali per aumentare le probabilità di aver successo.L’80% punta alla crescita nonostante i problemi di accesso ai capitaliEsattamente la metà delle aziende intervistate è d’accordo sul fatto che accessi limitati ai capitali continueranno a frenare le prospettive di crescita per i prossimi anni, eppure una minoranza significativa (30%) ha rivelato che intende adottare una strategia aggressiva finalizzata alla crescita alla luce di un miglioramento generale della domanda nei mercati. Un ulteriore 49% di aziende afferma che intende portare avanti il progetto di crescita in maniera opportunistica, in quanto la prospettiva di una ripresa nel loro mercato, rimane incerta. Il rimanente 20% delle aziende dichiara che intende mantenere il focus strategico direttamente sul controllo dei costi fino a quando il mercato non migliorerà.Iacovone continua, “E’ chiaro che molte aziende stanno cercando di imparare dal profondo cambiamento dello scenario economico. Sebbene non ci siano soluzioni ottimali o una strategia che da sola possa portare al successo, la nostra ricerca ha identificato un certo numero di azioni che distinguono le imprese con alte performance. Ad esempio queste hanno una più profonda conoscenza dei loro mercati e dei rischi ai quali sono esposte. Inoltre sono più innovative nella strategia e nell’organizzazione della struttura rispetto ai loro concorrenti e sono più collaborative con i loro partner. Queste aziende di successo si stanno essenzialmente preparando ad un nuovo scenario economico e ad affrontare un nuovo futuro”.Una strada da seguire affinchè gli utili tornino come prima della crisiIn un momento come questo in cui si intravede un’uscita dalla crisi, le imprese rivolgono il loro interesse al momento in cui ci sarà un ritorno a pieno ritmo degli utili. Circa un terzo prevede che i profitti torneranno ad essere regolari entro sei mesi, un terzo sposta il pronostico all’inizio del 2011 e la rimanente parte prevede che almeno per due anni la situazione non potrà tornare alla normalità. Solo l’1% è abbastanza pessimista da dire che non si potrà mai tornare ai livelli di prima della recessione.Iacovone conclude: “La crescita del fatturato, e non solo quella degli utili, è oggi un tema caldo per le aziende, molte delle quali vedono la ripresa, certamente nel breve o medio periodo, come un processo molto lento.” Lo studio: Lessons from changeCome parte del programma in corso Lessons from Change, la Economist Intelligence Unit ha realizzato uno studio di 876 executive a Novembre e Dicembre 2009. La metà delle aziende intervistate ha realizzato entrate superiori al miliardo di dollari e il 22% ha avuto un turnover annuale superiore ai 10 milioni di dollari.
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