Comunicato stampa

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I risultati del nuovo studio Ernst & Young: le partnership innovative con attori non tradizionali sono sempre più importanti per sopravvivere nell’industria farmaceutica

Milano, 23 marzo 2010 - Le aziende di information technology (IT), la grande distribuzione e le imprese di telecomunicazione sono strategicamente pronte a capitalizzare i rapidi cambiamenti in atto nel settore sanitario. Le aziende farmaceutiche, invece, sono sempre più alla ricerca di approcci innovativi per collaborare con questi nuovi attori del settore al fine di migliorare i risultati per i pazienti. Nonostante i dirigenti dell'industria farmaceutica siano quasi universalmente d’accordo sul fatto che le aziende non tradizionali aiuteranno a rimodellare il mercato sanitario, la maggior parte di questi si sentono impreparati ad affrontare le sfide che presenteranno queste nuove partnership. Questi risultati e altre novità emergono nell’ultima edizione di Progressions Pharma 3.0 lo studio sul settore farmaceutico condotto ogni anno a livello globale da Ernst & Young.

Lo studio individua diverse tendenze che portano aziende non tradizionali ad un ingresso nel settore farmaceutico, tra cui la riforma sanitaria, l’health IT, la crescente capacità di valutare l’efficacia dei prodotti in termini comparati, nonché una nuova consapevolezza da parte del consumatore. Questi e altri fattori stanno spingendo le aziende farmaceutiche a modificare il focus, dalla produzione di nuovi farmaci alla fornitura di risultati (“healty outcomes") - un passaggio che sarà guidato da alleanze innovative e un nuovo modello di business.

"Nonostante i grossi cambiamenti registrati nel corso degli ultimi anni, i dirigenti hanno realizzato che la strada da percorrere diventerà ancora più complessa con l'ingresso di nuovi operatori sempre più interessati al settore farmaceutico”, ha dichiarato Lapo Ercoli, partner Ernst & Young e Life Science leader per l’Italia. "In questo contesto, le aziende di successo troveranno nuove soluzioni per combinare il loro patrimonio e le loro competenze con quelle dei nuovi partner attraverso una collaborazione dinamica finalizzata alla massimizzazione del risultato al paziente e dell'esperienza del consumatore".

Lo studio Progressions descrive la rapida transizione da un settore integrato verticalmente basato sul modello blockbuster-driven, definito nel precedente studio come Pharma 1.0, all’attuale modello di business Pharma 2.0. Nell'ambito di questo modello di business, le aziende hanno adottato una serie di modifiche per migliorare la produttività e le performance finanziarie: perseguire terapie più mirate, ampliando il proprio portafoglio di prodotti e competenze, rendere più flessibile e indipendente la Ricerca e Sviluppo, promuovere partnership con le imprese biotecnologiche e con università ed esternalizzare molte funzioni non-core.

Lo studio rileva che le aziende farmaceutiche continuano ad attuare strategie per prosperare in Pharma 2.0, ma tali sforzi rischiano di essere vanificati dall’avvento del Pharma 3.0, un “ecosistema” composto da membri convenzionali del settore, aziende non tradizionali e consumatori sempre più informati.

L'ingresso di numerosi attori non tradizionali nel Pharma 3.0 aumenterà il bisogno di innovazioni nel modello di business adottato dalle aziende farmaceutiche più tradizionali, rendendo lo sviluppo di modelli commerciali innovativi un elemento critico per la realizzazione di farmaci all’avanguardia. La gestione e l’ottimizzazione di un network di partner sempre più complesso metterà a dura prova i leader del settore, il cui successo dipenderà dalla capacità di adattare le risorse e le competenze specifiche della loro azienda a modelli di business più vicini a quelli dei nuovi attori. I primi tentativi dell'industria per adeguarsi al contesto Pharma 3.0 evidenziano alcune delle sfide che, secondo lo studio, sono alle porte. Ad esempio:

  • Poiché i pazienti svolgono un ruolo sempre più attivo nella gestione della loro salute reso possibile grazie alle cartelle cliniche personali, alle applicazioni smart-phone e ad altre tecnologie, le aziende farmaceutiche rimangono in gran parte ai margini di questa rivoluzione, ostacolata dal lento sviluppo del quadro normativo che disciplina le interazioni del paziente con il sistema sanitario.
  • Gli ospedali e i sistemi sanitari, tramite gli attuali sistemi informativi, controllano ormai i dati che consentono di correlare le prescrizioni ai risultati ottenuti dai pazienti. Le aziende farmaceutiche, dunque, hanno perso il controllo esclusivo che avevano un tempo sui risultati, il che aumenta i rischi connessi ai rimborsi rendendo strategica l’acquisizione di nuovi strumenti e competenze per la raccolta e l’analisi dei dati.
  • Poiché le aziende farmaceutiche si espandono nei mercati emergenti, stanno sempre più valutando potenziali alleanze con partner non tradizionali – dai micro istituti di credito, che potrebbero colmare i divario di costo, alle imprese alimentari che con la capacità distributiva e le reti già esistenti di infrastrutture potrebbero facilitare la gestione delle catene di approvvigionamento. La natura di queste nuove partnership pone nuove sfide nel determinare la struttura degli accordi e il valore da attribuire al contributo di ciascun partner.

I leader dello sviluppo di nuovi Business analizzano le sfide attese con il Pharma 3.0 

Come parte del programma Progressions, Ernst & Young ha intervistato i dirigenti di Business Development di 24 aziende di spicco del settore, tra cui quelli di 11 delle 15 più grandi aziende farmaceutiche a livello mondiale e membri di nuovi settori che dovrebbero entrare nell’ecosistema Pharma 3.0. Le risposte a questa indagine hanno sottolineato quali saranno le sfide future. Di seguito sono riportati i principali risultati:

  • il 92% degli intervistati ritiene che nuovi attori entreranno nell’ecosistema Pharma 3.0; fra i più attesi vengono indicati l'e-health, il mobile-health e le imprese di tecnologie mediche innovative;
  • il 67% degli intervistati ha dichiarato di non essere ben preparato per la valutazione e la gestione degli accordi con partner non tradizionali;
  • il 75% degli intervistati ritiene che le alleanze che si formeranno nell’ecosistema Pharma 3.0 renderanno più difficile la definizione delle strategie aziendali, dell’offerta e posizionamento sul mercato, nonché l’effettuazione delle attività di due diligence; 
  • il 50% degli intervistati si aspetta che gli accordi saranno più impegnativi nel Pharma 3.0, mentre solo il 2% si aspetta che diverranno meno problematici.

Anche se questo settore è stato sempre improntato all’evoluzione, “chi vuole ottenere successo nel Pharma 3.0 dovrà avvicinarsi all’innovazione con un nuovo approccio” ha concluso Lapo Ercoli, partner Ernst & Young e Life Science leader per l’Italia. “L'innovazione non è più solo sul prodotto, ma include il modo e con chi si fanno gli affari, nonché come vengono mobilitate le risorse per contribuire a migliorare i risultati per il paziente”.

About Ernst & Young’s Global Life Sciences Center
 Ernst & Young’s Global Life Sciences Center brings together a worldwide team of professionals to help life sciences companies address their challenges at every stage of development. From the emerging biotech or medtech firm to the well-established, global pharmaceutical company, our industry teams bring deep experience in providing assurance, tax, transaction and advisory services. The Center works to anticipate market trends, identify implications and develop points of view on relevant industry issues. Whether it’s forming innovative alliances, improving operations, new regulations or exploring new markets, we can give you a clear perspective on how to drive value in an increasingly complex, competitive and risk-driven environment. It’s how Ernst & Young makes a difference.
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