Ottobre 2013 - Aprile 2014

EY Capital Confidence Barometer

Cresce la fiducia nell’economia globale, maggior prudenza a livello italiano

In Italia si stimano valori medi più alti per le operazioni di M&A, con volumi sostanzialmente stabili

La disponibilità di credito in Italia è ancora un freno alla crescita delle imprese

Il focus principale degli intervistati italiani è sulla riduzione dei costi e miglioramento dell’efficienza operativa

EY - Capital Confidence Barometer
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“Più di un manager italiano su due tra gli intervistati dichiara che la propria azienda è ancora molto concentrata sulla riduzione dei costi e la ricerca di maggiore efficienza operativa. Ciò incide sui dati relativi alla propensione alla crescita per linee esterne” Andrea Guerzoni, Global Transaction Support Leader and Mediterranean TAS Managing Partner

I dati della nona edizione del Capital Confidence Barometer mostrano un notevole aumento della fiducia dei manager italiani verso la ripresa dell’economia globale e l’attività di M&A, anche se quando lo sguardo si sposta sulla situazione locale emerge un quadro meno roseo, pur se in miglioramento rispetto a sei mesi fa. Significativo, tra tanti, il dato relativo al focus principale delle imprese per il prossimo anno: più della metà dei manager intervistati a livello mondiale pone l’attenzione sulla crescita, mentre oltre un’impresa italiana su due, tra quelle presenti nel campione, risulta essere ancora molto concentrata sulla riduzione dei costi e la ricerca di maggiore efficienza operativa. E’ comunque incoraggiante lo zero percentuale di risposte legate alla sopravvivenza dell’azienda come obiettivo primario, in particolare se si pensa che un anno lo era per circa un intervistato su dieci.

Photo of Andrea Guerzoni, EY Global Transaction Support Leader and Mediterranean TAS Managing Partner

Inevitabilmente la cura rivolta verso l’interno dell’azienda e il miglioramento delle performance incidono sui dati relativi alla propensione alla crescita per linee esterne, addirittura ridottasi rispetto a quanto rilevato nella precedente edizione di sei mesi fa. La stretta sul credito, che in Italia si fa sentire più che all’estero, rappresenta poi un ulteriore freno all’attività di M&A, basti pensare che un’azienda su tre dichiara di essere in difficoltà a reperire i finanziamenti necessari per crescere. In questo senso alcuni strumenti alternativi al credito bancario, come ad esempio i mini bond, potrebbero rappresentare una soluzione e aprire nuove strade di sviluppo per le nostre imprese.

—Andrea Guerzoni, Global Transaction Support Leader and Mediterranean TAS Managing Partner