Benefit Corporation e Società Benefit: la rivoluzione che permetterà di integrare veramente la sostenibilità nel core business aziendale?

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Per anni si è dibattuto circa il netto confine di demarcazione tra aziende for profit e organizzazioni non profit. Le Benefit Corporation, o Società Benefit, potrebbero essere il nuovo paradigma che abbatterà questo confine ponendosi come realtà che perseguono il duplice obiettivo di massimizzare profitti e benefici comuni.

Siamo quindi di fronte a un cambiamento “epocale” nel modello tradizionale di capitalismo che conosciamo? È presto per valutarlo, ma sicuramente questa forma societaria offre la possibilità di acquisire una nuova identità – da adottare in qualsiasi momento della vita aziendale – per tutte quelle aziende che vogliono porsi come obiettivo, oltre alla massimizzazione del profitto, anche quello di perseguire una o più finalità di beneficio comune per la collettività, con riferimento a persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed ogni altro portatore di interesse.

E qual è la novità rispetto a coloro che da anni, anche in Italia, perseguono questi obiettivi? La vera novità non sta tanto nella sostanza dei comportamenti, quanto nel fatto che oggi queste aziende possono cambiare la loro ragione sociale e il loro statuto societario, a confermare che il radicamento degli impegni in tutto l’agire aziendale deve partire dalla governance, che potrà guidare con maggiore consapevolezza e partecipazione il vero cambiamento.

Cosa sono quindi le Benefit Corporation o Società Benefit e in cosa si differenziano rispetto alle altre aziende con forme giuridiche più classiche? Nascono nel 2010 negli Stati Uniti, con l’introduzione nell’ordinamento giuridico del Maryland della forma societaria di imprese “for benefit”. In Italia sono state introdotte su proposta del Senatore del Barba con il nome di Società Benefit con la Legge di Stabilità 2016, facendo diventare il nostro Paese il primo in Europa con la possibilità di conferire una forma giuridica a questa tipologia di azienda. Le Benefit Corporation o Società Benefit sono organizzazioni che nell’esercizio della propria attività economica adottano una gestione responsabile, sostenibile, trasparente e mirata a bilanciare gli interessi dei soci con l’effettivo perseguimento di impatti positivi, o la riduzione di effetti negativi, nel contesto in cui operano, favorendo il benessere sociale e ambientale.

In Italia, in linea con quanto prevede la legislazione statunitense, le Società Benefit sono tenute ad esprimere chiaramente nell’oggetto sociale le finalità di beneficio comune che intendono perseguire, modificando il proprio statuto in tal senso. È previsto, inoltre, che annualmente redigano una relazione, da pubblicare congiuntamente al bilancio societario, in cui venga data evidenza delle attività svolte per il perseguimento del beneficio comune così come definito nel proprio oggetto sociale e degli impatti che queste attività hanno generato sulla collettività; a proposito di quest’ultimo aspetto, la legislazione non prevede uno specifico standard da utilizzare per la valutazione degli impatti, ma suggerisce la scelta di uno strumento che sia oggettivo, esaustivo, credibile ed efficace nella valutazione degli impatti. Infine, le Società Benefit sono tenute a individuare uno o più soggetti responsabili cui affidare funzioni e compiti volti al perseguimento delle finalità benefit.

Solo una società che rispetta questi requisiti, pertanto, può introdurre, accanto alla denominazione sociale, le parole “Società Benefit” o l'abbreviazione “SB” e utilizzare tale denominazione nei titoli emessi, nella documentazione e nelle comunicazioni verso terzi, sottolineando così il proprio impegno.

Ad oggi è disponibile anche la certificazione “B-Corp”, rilasciata da B-Lab, l’organizzazione no profit americana che ha guidato la nascita di queste organizzazioni negli USA e creato il proprio framework di certificazione. Tale certificazione non prevede necessariamente la modifica dello status giuridico dell’azienda che la richiede, ma ne certifica, attraverso un percorso di valutazione dell’impatto aziendale sulla collettività, la capacità di integrare la sostenibilità all’interno del proprio business e l’obiettivo di generare valore condiviso. Nel mondo si contano circa 1.500 aziende certificate B Corp; negli Stati Uniti alcune grandi aziende hanno anche deciso di convertire la propria forma giuridica.

E in Italia quante sono le Società Benefit? Oggi sono circa 20 le Società Benefit; ci aspettiamo, e ci auguriamo, che con il tempo questo numero sia destinato a crescere. Siamo solamente nella fase iniziale del processo di sviluppo delle Società Benefit: il dibattito fra le aziende è aperto e sta emergendo la necessità di uno strumento che possa essere di supporto alle organizzazioni che desiderano avviare un percorso per diventare una Società Benefit. In quest’ottica, EY è stata chiamata ad accompagnare tale dibattito, che è partito con l’organizzazione di un Comitato Scientifico tenutosi a Roma il 23 maggio e che prenderà vita concretamente con la creazione di un tavolo di lavoro a porte chiuse, che sarà lanciato il 18 luglio a Milano, a cura di Daniele Zamboni, Rossella Zunino e Marco Castoldi.

Vi è quindi realmente un cambiamento significativo all’orizzonte? Certamente la nascita delle Società Benefit conferisce maggior valore all’impatto positivo che un’impresa può generare nei confronti della collettività. Diventare una Società Benefit significa indossare una veste oggi ancor più riconoscibile dell’impegno ad integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali, al fine di creare valore condiviso. Non resta che attendere e vederne le evoluzioni.

13 luglio 2016

Chiara Tonghini e Jacopo Vannini

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