Come integrare la sostenibilità nel business

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EY in collaborazione con DNV GL ha presentato i risultati di uno studio condotto nel 2016 su un campione di 1500 aziende da cui emerge come l’attenzione verso le tematiche di sostenibilità sia crescente. Anche in Italia.

Il momento è arrivato, la sostenibilità è entrata a far parte delle strategie aziendali e l’Italia non fa eccezione, seppur con cifre ancora inferiori alla media globale. Questo è quanto emerge dallo studio “Seize the change – Integrare la sostenibilità nel core business”.

L’analisi è stata presentata durante un evento arricchito dalla partecipazione di prestigiosi  ospiti del panorama industriale nazionale tra cui Bolton Group, Enel, Gruppo Hera, Intesa Sanpaolo e Pedon,  che hanno discusso dell’importanza di approcciare la sostenibilità come premessa strategica ineludibile per garantire un successo imprenditoriale duraturo.

Le fonti prese in considerazione sono state cercate nella letteratura, abbiamo analizzato gli strumenti oggi disponibili e intervistato oltre 1.500 professionisti, di cui 193 per l’Italia, provenienti da aziende di tutto il mondo operanti in diversi comparti dei settori primario, secondario e terziario in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia. Inoltre il lavoro è stato integrato con una analisi sui principali motori di ricerca web, generalisti ed accademici trovando circa 100 articoli pubblicati dal 2010 ad oggi e che hanno completato il lavoro.

I risultati presentati mostrano che il 40% delle imprese Nazionali dichiara di integrare la sostenibilità nel proprio core business. 

Circa 1 azienda italiana su 2 si è dotata di una policy ad hoc e altrettante hanno investito in iniziative specifiche nell'ultimo triennio. In vetta alla classifica delle azioni intraprese figurano le politiche di mitigazione degli impatti (35%), le attività per la diffusione della cultura della sostenibilità (29%) e lo stakeholder engagement (19%).

Il messaggio è oramai chiaro: parlare di sostenibilità non significa mettere in discussione che la priorità di un’azienda sia garantire la redditività, ed i benefici superano di gran lunga i costi.

Oltre alla molteplicità di regolamenti internazionali, comunitari e nazionali, questo lavoro ha voluto fare chiarezza sugli strumenti disponibili per integrare la sostenibilità nel business, come ad esempio: i Sistemi di Gestione, la ISO 26000, la creazione dello “Shared Value”, le B-Corp, l’approccio legato all’ Economia Circolare o iniziative di stakeholder engagement, solo per citarne alcuni.

Oggi stiamo attraversando un periodo di sostanziale mutamento a livello mondiale e tale mutamento si riflette implicitamente anche nelle aziende, le quali devono essere in grado di afferrare per tempo le opportunità e dove possibile di anticiparle. La capacità di osservare il mercato, di soddisfare i bisogni sociali insoddisfatti sono elementi essenziali per la sopravvivenza dell’ azienda. Si è evidenziato il fatto di come, soprattutto per le realtà che operano su scala globale, vi possano essere delle insidie legate alla catena di produzione. Essa stessa però può, diventare un potente strumento di comunicazione con gli stakeholders. Queste realtà globali sono chiamate quotidianamente a confrontarsi con culture diverse con le quali non è sufficiente adattarsi ma, per una strategia vincente di lungo termine, è necessario integrarsi.

Ne è un esempio Enel, per cui la ridefinizione dei business models verso risorse rinnovabili è oggi il light motive delle scelte di business che ha come scopo quello di investire in progetti che possano avere un ritorno economico di breve termine. Ed il ritorno economico è un tema che è stato ripreso in più momenti, a testimonianza di come la sostenibilità non sia più considerata meramente come un costo ma come un investimento strategico. 

In questo scenario così innovativo, sussiste però un elemento essenziale per unire armoniosamente tutti gli  elementi: la persona. Questa deve possedere delle caratteristiche intrinseche, quali la coerenza, l’ impegno, l’ innovazione e la passione affinché possa concretamente contribuire al cambiamento. Qualcuno che sia in grado di afferrare il cambiamento e che non si limiti ad osservarlo passare davanti a se.

Infine, una domanda per il CSR Director del futuro: nel momento in cui la sostenibilità dovesse realmente integrarsi nelle diverse funzioni del business, quale sarà il destino di coloro che si occupano “solamente” di Corporate Social Responsibility?

14 aprile 2017

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