Dal Green Procurement al Circular Green Procurement

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Gli acquisti verdi della pubblica amministrazione rappresentano uno degli strumenti a maggior potenziale per promuovere la transizione verso un’economia circolare: cos’è cambiato alla luce del nuovo codice degli appalti e del collegato ambientale?

L’importanza dell’evoluzione verso un’economia di tipo circolare è già stata sottolineata dalla Commissione Europea attraverso l’adozione di un nuovo pacchetto di provvedimenti finalizzati ad acquisire un approccio che copra l'intero ciclo di vita dei prodotti, l’EU Action Plan for the Circular Economy. Secondo la Commissione, infatti, la prevenzione dei rifiuti, la progettazione ecocompatibile, il riutilizzo e misure analoghe possono generare risparmi netti per le imprese europee pari a 600 miliardi di euro, ossia l'8% del fatturato annuo, generando 580.000 nuovi posti di lavoro e riducendo nel contempo l'emissione di gas a effetto serra del 2-4% pari a 450 milioni di tonnellate all’anno.

In questo contesto, il Green Public Procurement rappresenta uno degli strumenti a maggior potenziale, grazie ai volumi che muove il settore in termini economici e alla numerosità delle aziende coinvolte, stimolandole ad investire in ricerca e sviluppo e a proporre soluzioni eco-innovative.

A livello italiano, il Ministero dell’ambiente, ha riconosciuto l’importanza che il GPP assume sempre più nelle politiche ambientali e produttive, proponendo una norma collegata all’ultima legge di stabilità  (L. n. 221/2015), contenente le «Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali»

Il cosiddetto “Collegato ambientale” rafforza il ruolo del GPP, rendendolo di fatto obbligatorio per alcune categorie di prodotti e parzialmente obbligatorio per altre e introduce tra i criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa il costo del ciclo di vita dell’opera, prodotto, o servizio , prevedendo un primo elemento maggiormente legato all’approccio dell’economia circolare.

Anche nel cosiddetto “nuovo codice appalti”, il d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, viene richiamato il GPP prevedendo delle disposizioni finalizzate al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (c.d. PAN GPP) riproducendo nella sostanza quanto già contenuto nel “collegato ambientale”.

La necessità di una transizione verso un’economia di tipo circolare è un fatto riconosciuto dalle autorità politiche europee e nazionali e da settori importanti del mondo industriale. Perché questa trasformazione abbia luogo sono necessari strumenti che supportino, indirizzino e agevolino il cambiamento. In questi termini una possibile risposta è rappresentata dal Green Public Procurement, che oltre a garantire ricadute positive in termini ambientali, offre alle aziende in grado di eco-innovare prodotti e processi, l’opportunità di ottenere un vantaggio competitivo sul mercato.

27 giugno 2016

F. D’Addato, G. Ridolfi, M. Bigi, V. Baruzzi

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