Il futuro del report di sostenibilità secondo il GRI

  • Share

Il progetto “Sustainability and reporting 2025” individua i nuovi trend di sostenibilità e i loro impatti sul reporting, in termini di obiettivi, contenuti e forma

Sempre più diffusa tra le aziende e presto obbligatoria per le grandi società quotate europee: la rendicontazione extra-finanziaria rappresenta oggi una delle attività cardine per qualsiasi organizzazione che si avvicini alla responsabilità sociale d’impresa.

È in questo quadro che, lo scorso gennaio, la Global Reporting Initiative (GRI) – con il supporto di un gruppo di partner composto dal Boston College Center for Corporate Citizenship, Enel, SAP e dalla stessa EY - ha avviato il progetto ”Sustainability and reporting 2025”, che ha l’obiettivo di promuovere il dibattito e identificare i riflessi che fenomeni quali l’avvento delle tecnologie digitali e i nuovi scenari socio-economici avranno sui contenuti, il formato e le finalità stesse dei report.

Il progetto ha visto la pubblicazione del secondo “Analysis Paper” che offre alcuni spunti di interesse. Il punto di partenza è chiaro: i prossimi anni richiederanno alle imprese di contribuire in modo sempre più significativo allo sviluppo di nuove soluzioni per affrontare sfide quali la crescita demografica, l’aumento delle disuguaglianze e i cambiamenti climatici, anche attraverso la costruzione di partnership con altri attori pubblici e privati. Per riuscire in questo compito e per rispondere alla crescente domanda di trasparenza dei portatori d’interesse, il modo in cui le aziende concepiscono le interrelazioni tra gli aspetti di sostenibilità e il business, in termini di strategia, integrazione dei processi decisionali e comunicazione è destinato a cambiare.

Il reporting dovrà giocare un ruolo in questa transizione, fornendo un modello di riferimento e un linguaggio affidabile, coerente e “completamente integrato” – nelle parole del GRI – per interpretare e comunicare i cambiamenti in atto e i loro impatti sul business. La capacità delle imprese di descrivere e raccontare il modo in cui il contesto esterno condiziona le loro scelte operative sarà in questo senso cruciale, così come l’adozione di metriche per valutare gli impatti sociali, ambientali ed economici.

Secondo lo studio, inoltre, il moltiplicarsi delle richieste di disclosure – a livello regolamentare e di società civile – e le evoluzioni tecnologiche muteranno i formati utilizzati. La comunicazione digitale sarà la più diffusa e i report saranno come sempre più brevi e “materiali”. Le nuove tecnologie, inoltre, offriranno possibilità di accesso e fruizione innovative, fornendo agli utenti, ad esempio, la possibilità di consultare in real time i dati, confrontare le performance e correlarle ad altri fattori di analisi. Ciò ridurrà la possibilità per le aziende di controllare i flussi informativi che le riguardano: si tratta di un’evoluzione che renderà la trasparenza una scelta obbligata.

Nell’attesa del rapporto finale del progetto – previsto per gennaio – il messaggio di fondo del GRI è evidente: occorre che le aziende comincino a lavorare oggi per progettare quello che sarà il reporting di sostenibilità di domani.

22 dicembre 2015

C. Monari, R. Giacomelli

 

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla newsletter per conoscere le prossime pubblicazioni.

Home EY Sustainability

 

EY - Map Milano ×

 

EY - Map Roma ×