Le nuove sfide del cambiamento climatico.
Dalla mitigazione all’adattamento

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In uno scenario evolutivo caratterizzato da un forte incremento demografico, una crescente domanda di energia, servizi e benessere e una sempre maggiore scarsità di risorse naturali, il 12 dicembre 2015 a Parigi è stato raggiunto un accordo storico per la lotta al cambiamento climatico fra gli oltre 190 Paesi riuniti alla Conferenza delle Parti dell’ONU (COP21). Fra gli obiettivi dell’accordo, che prevede di mantenere al di sotto di 2 gradi centigradi l'incremento della temperatura media mondiale rispetto ai livelli preindustriali, figurano i target di riduzione delle emissioni di gas serra che ciascun Paese intende determinare, stilati attraverso i cosiddetti Intended Nationally Determined Contributions (INDCs). Gli INDCs presentati alla COP21, tuttavia, non sono sufficienti, dal momento che gli esperti hanno stimato un aumento della temperatura di quasi 3°C nell’ipotesi che tutti i singoli obiettivi nazionali vengano rispettati. Pertanto, accanto alla mitigazione delle emissioni climalteranti, emerge la necessità di abbracciare un approccio innovativo che comprenda anche misure di adattamento.

Tale approccio risulta di fondamentale importanza per quei settori direttamente impattati dagli eventi climatici estremi derivanti dal cambiamento climatico, quali piogge torrenziali, inondazioni, smottamenti, periodi di siccità estrema, ecc.. In tal senso, il settore agricolo risulta particolarmente sensibile in considerazione della forte correlazione tra produzione e variazione delle condizioni climatiche. A titolo di esempio, le ripercussioni di un potenziale calo nella produzione di colture quali riso, mais, soia e frumento in determinate aree del globo, potrebbero arrivare a causare mutamenti anche repentini nei prezzi di tali prodotti, minando allo stesso tempo la sopravvivenza delle aziende agricole.

Al di là dei settori direttamente interessati, la quasi totalità delle aziende risulta esposta alle potenziali conseguenze di eventi climatici estremi, i quali possono avere impatti significativi fino ad arrivare, in alcuni casi, a minacciare la continuità del business. Pertanto, le imprese stesse giocano un ruolo fondamentale nel cambio di paradigma verso la diffusione e l’adozione di misure di adattamento. Tale cambio di paradigma implica la necessità per le aziende di definire degli strumenti efficaci di valutazione e gestione dei rischi che permettano, a loro volta, di individuare opportune misure di adattamento per far fronte ad eventi climatici estremi, qualora questi si dovessero verificare.

A livello europeo, tuttavia, in molti Paesi il settore privato non sembra ancora aver completamente integrato strategie di adattamento nei propri processi di business, poiché i singoli soggetti non dispongono delle conoscenze e delle competenze tecniche necessarie.

In questo ambito fa eccezione il settore assicurativo che, per propria natura, possiede forti conoscenze e competenze tecniche di risk assessment e risk management e si trova quindi in una posizione privilegiata per contribuire ad irrobustire la resilienza e la sostenibilità degli altri soggetti operanti sul territorio.

Un esempio particolarmente significativo in questo senso è rappresentato dal progetto DERRIS (DisastEr Risk Reduction InSurance), sviluppato nel 2015 dal Gruppo Unipol allo scopo di promuovere una sinergia tra compagnie assicurative, pubbliche amministrazioni e piccole e medie imprese. 

Il progetto DERRIS, focalizzato sulla realtà locale italiana, ha l’obiettivo di individuare e offrire un set di strumenti, che siano replicabili anche su altre realtà e che permettano di mettere a fattor comune le risorse e le conoscenze nel campo della valutazione e gestione dei rischi proprie del settore assicurativo a favore delle pubbliche amministrazioni e delle piccole e medie imprese, tra i primi soggetti impattati dai fenomeni climatici estremi. Nell’ambito di tale progetto, che è valso al Gruppo Unipol il finanziamento LIFE dell’Unione Europea con orizzonte temporale fino al 2018, il team EY Climate Change and Sustainability Services fornisce assistenza tecnica nell’implementazione di alcune fasi del progetto stesso.

Il progetto LIFE DERRIS è solo uno dei segnali della crescente attenzione verso le misure di adattamento al cambiamento climatico. Le maggiori pubblicazioni a livello internazionale, tra cui il Quinto Rapporto di Valutazione dell’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC), confermano, infatti, l’ineluttabilità degli effetti derivanti dal cambiamento climatico e dai fenomeni estremi ad esso correlati e la conseguente necessità di definire con sufficiente anticipo opportune misure di adattamento. In questo contesto, l’adozione di tali misure rappresenterà in futuro un importante strumento per garantire la continuità e la competitività delle attività delle singole imprese.

3 ottobre 2016

Roberto Raccanelli, Maria Benedetti, Daniele Carbonin

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