Comunicato stampa

10 nov 2020 Milano, IT

L'attività globale delle IPO registra una netta ripresa raggiungendo i massimi storici nel terzo trimestre del 2020, ma l’Italia è in controtendenza con collocamenti sinora molto limitati

Il terzo trimestre del 2020 ha segnato un incremento nell’attività di nuove quotazioni sul mercato globale dei capitali

Contatto stampa
EY Italy

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  • La liquidità sul mercato e le previsioni degli investitori hanno portato ad un aumento a livello mondiale del numero di operazioni e della raccolta rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente
  • I settori tecnologia, manifatturiero e healthcare, relativamente meno impattati dalla crisi Covid-19, rappresentano la maggioranza delle nuove quotazioni a livello globale, con 537 IPO per una raccolta aggregata di circa 110,5 miliardi di dollari
  • Il terzo trimestre del 2020 è stato il più attivo degli ultimi 20 anni per raccolta complessiva delle IPO a livello globale
  • In Italia si registrano 8 IPO nei primi 9 mesi del 2020, in calo rispetto allo scorso anno, la cui spiegazione non può essere solo imputabile agli affetti della crisi generata da Covid-19.

Milano, 10 novembre 2020. Il terzo trimestre del 2020 ha segnato un incremento nell’attività di nuove quotazioni sul mercato globale dei capitali; nonostante il periodo da giugno a settembre sia tradizionalmente caratterizzato da limitata operatività sui mercati, l’abbondanza di capitali disponibili e la ripresa dei processi interrotti nei primi due trimestri hanno determinato un’elevata attività. Il periodo è pertanto risultato il terzo trimestre più attivo degli ultimi 20 anni per raccolta aggregata e il secondo Q3 più attivo per numero di IPO. A livello globale l'attività delle nuove quotazioni da inizio anno ha registrato un'accelerazione, con un aumento del 14% del numero totale di IPO (872 nei primi 9 mesi dell’anno) e un notevole incremento (43%) in termini di raccolta (165,3 miliardi di dollari).

L’area EMEIA (Europa, Medio Oriente, India e Africa) ha registrato valori in crescita nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019, seppure il numero di processi completati e la raccolta dall'inizio dell'anno siano ancora in calo rispettivamente del 27% (130) e del 24% (17,6 miliardi di dollari) rispetto ai primi nove mesi 2019. 

In America sono state realizzate nei primi 9 mesi 2020 188 operazioni che hanno registrato una raccolta aggregata di 62,4 miliardi di dollari, con una crescita rispettivamente del 18% e del 33% a confronto con i primi 9 mesi del 2019, mentre l'area Asia-Pacific ha registrato 554 IPO per una raccolta di 85,3 miliardi di dollari, con una crescita del 29% e dell'88% nei primi 9 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Entrambe le aree geografiche hanno quindi superato i livelli registrati nel 2019. Il trend delle IPO cross-border è rimasto stabile in termini di numero di operazioni e raccolta, rappresentando queste rispettivamente l'8% e il 10% dell'attività IPO globale. 

I settori tech, manifatturiero e healthcare sono ancora una volta in testa alla classifica. Il settore tech ha registrato 210 IPO e una raccolta aggregata di 53,9 miliardi di dollari, i prodotti industriali 168 IPO e una raccolta di 23,3 miliardi, mentre l’healthcare 159 IPO e una raccolta di 33,3 miliardi. Questo è quanto emerge dal nuovo report EY Global IPO Trends: Q3 2020.

Le IPO in Italia

Nei primi nove mesi del 2020, in Italia si è riscontrato un certo rallentamento sul mercato dei capitali. Gran parte delle aziende che avevano valutato l’opzione della quotazione per il 2020 sono risultate attive in settori, dai beni di consumo ai prodotti industriali, dai tour operator ai servizi broadband, in molti casi particolarmente impattate dal lockdown di primavera conseguente alla crisi sanitaria e hanno quindi posticipato il progetto, preferendo il concentrarsi sulla gestione della liquidità e della business continuity. Sono 8 le nuove quotazioni registrate su Borsa Italiana nei primi 9 mesi del 2020, di cui solamente una sul segmento MTA dedicato alle aziende medio-grandi, rispetto a 25 IPO nello stesso periodo del 2019 (di cui 2 sul MTA).
 
Commenta Marco Daviddi, Leader dell’area Strategy and Transactions di EY nell’area Mediterranea. “Le caratteristiche del tessuto produttivo italiano vedono, da un lato, una dimensione media delle aziende molto contenuta, dall’altro una preponderante presenza in settori quali Retail, Consumer Products, Fashion & Luxury, manifatturiero; questo ha reso le nostre aziende più esposte alla crisi derivante dalle restrizioni finalizzate a contenere la diffusione della pandemia e, conseguentemente, ha determinato la necessità per molte aziende di rinunciare ai programmi di quotazione”.
 
Continua Marco Daviddi: “Parallelamente in Italia continua ad aumentare la liquidità disponibile. L’ultimo bollettino dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) pone in evidenza la crescita dei depositi bancari alla fine di settembre 2020, con un incremento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, di circa 125 miliardi di euro (+8%), dovuta ad una sensibile crescita, sia, dei depositi corporates (+18%, + circa 50 miliardi di euro), che di quelli privati delle famiglie (+5%, + circa 70 miliardi di euro). Appare dunque del tutto evidente che, a fronte di proposte organiche e in settori strategici, tale ampia liquidità disponibile potrebbe essere indirizzata anche verso collocamenti azionari, come è il caso della quotazione sull’MTA di quest’anno, nel settore della robotica e ottimizzazione dei processi industriali, che ha raggiunto una domanda di oltre 6 volte la raccolta fissata di circa 500 milioni di euro. Il rafforzamento del capitale delle aziende è un obiettivo strategico che dovrebbe essere perseguito in questa fase molto complessa. Strumenti come le IPO possono essere una valida alternativa, anche per aziende di piccola-media dimensione. Occorre però un cambio di mentalità significativo, dotarsi di adeguati strumenti manageriali e, chiaramente, un business case resiliente. La liquidità, in questi casi, non potrà che essere disponibile”.
 

Nell’area EMEIA il mercato IPO prende slancio e torna in pista
 
Dopo un rallentamento nel primo semestre 2020, le IPO in area EMEIA (Europa, Medio Oriente, India e Africa) hanno acquisito uno slancio significativo nel terzo trimestre 2020, con numero di operazioni e raccolta in aumento del 34% e del 49% rispetto al terzo trimestre 2019, soprattutto per effetto di svariate IPO di grandi dimensioni. Le nuove quotazioni dei settori tech, industriale e healthcare hanno cavalcato l'onda della digitalizzazione. In Europa i mercati hanno registrato un periodo di ripresa, con IPO in aumento del 48% e raccolta in crescita del 51% rispetto al Q3 2019. In particolare, il Regno Unito ha registrato un megadeal nel settore e-commerce, con raccolta superiore al miliardo di dollari, confermando l’ampia disponibilità di liquidità sul mercato e l'interesse degli investitori internazionali.
 
In America una ripresa dell’attività di IPO nel terzo trimestre 2020
 
Le IPO in America hanno registrato un incremento del 18% a volume (188 operazioni) e del 33% a valore di raccolta (62,4 miliardi di dollari) nei 9 mesi dall'inizio dell'anno rispetto al periodo corrispondente del 2019. Mentre il settore healthcare primeggia da inizio anno per numero di IPO (71), il comparto tecnologico è in testa per raccolta complessiva, pari a 22,3 miliardi di dollari durante il trimestre. L’America ha dimostrato di essere l’area più fertile per la nascita dei cosiddetti unicorni, ossia start-up a capitale privato con valore di capitalizzazione superiore al miliardo di dollari. L’area delle Americhe ha registrato l’IPO di 12 unicorni sul totale di 18 operazioni di questo tipo avvenute nel terzo trimestre 2020.
 
Le nuove quotazioni sulle Borse valori statunitensi hanno rappresentato la maggior parte delle IPO nell’area Americhe, ossia l'82% delle operazioni e l'87% della raccolta nell’area nel terzo trimestre 2020. Inoltre, nel 2020 è aumentata anche l'importanza delle SPAC (Special Purpose Acquisition Company) nei processi di IPO delle Borse statunitensi. Nel resto d’America, il Brasile ha registrato una ripresa in termini di nuove quotazioni, poiché i tassi di interesse bassi hanno reso più attrattivo il mercato azionario per gli investitori. Nel paese si sono registrate ben 13 IPO nel terzo trimestre 2020, rispetto a nessuna nuova quotazione nel terzo trimestre 2019: il 2020 potrebbe quindi chiudersi come anno più attivo per le IPO in Brasile sin dal 2007.
 
Anche nell’area Asia-Pacific si rafforza il panorama delle IPO 
 
Le IPO nell’area Asia-Pacific hanno superato nei primi 9 mesi del 2020, sia per volume (+29%) sia per raccolta (+88%), le nuove quotazioni de periodo corrispondente del 2019. L'attività ha registrato un'accelerazione in parte per effetto delle politiche pubbliche di stimolo all’economia a seguito della pandemia Covid-19, quali ad esempio i sussidi all'occupazione forniti alle compagnie aeree nella regione. Nell’area della Greater China, le IPO del terzo trimestre 2020 sono sulla buona strada per raggiungere i massimi storici, con una crescita per numero di operazioni e raccolta del 152% e 139% su base annua. Con l'intensificarsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, anche in vista delle elezioni presidenziali statunitensi, alcune società cinesi quotate in USA hanno scelto di intraprendere una seconda quotazione sul mercato azionario cinese. Anche il mercato giapponese ha registrato un periodo di fermento, con un aumento del 67% nel numero di IPO e del 40% nella raccolta rispetto al terzo trimestre 2019.
 
Prospettive per il quarto trimestre 2020: aspettatevi l'inaspettato
 
Quest'anno è stato imprevedibile. Sebbene vi siano alcune incognite nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, negli effetti delle elezioni presidenziali statunitensi e della Brexit, le prospettive per il quarto trimestre rimangono positive con buone prospettive di IPO in cantiere su molti mercati.

Il periodo YTD 2020 fa riferimento ai primi nove mesi del 2020; dal 2011 al 2019 si fa riferimento all’intero anno.

Fonte: rielaborazione EY su dati Dealogic