Fiducia nel futuro nonostante le incertezze
Pur esprimendo una valutazione prudente sul quadro economico generale, gli imprenditori italiani continuano a guardare avanti con moderato ottimismo. Secondo la ricerca, il 63% delle aziende prevede un'evoluzione positiva della propria attività nei prossimi cinque anni. Il dato assume particolare rilevanza se confrontato con la percezione dell'attuale scenario economico. Solo il 7% degli imprenditori esprime infatti un giudizio positivo sull'economia italiana e appena il 3% valuta favorevolmente il contesto economico globale. Emerge, quindi, una fiducia nel potenziale delle proprie imprese superiore alle aspettative riposte nel sistema economico complessivo. Una forma di ottimismo pragmatico che trova fondamento nella consapevolezza di poter influenzare direttamente il proprio percorso di crescita attraverso investimenti, innovazione e capacità organizzativa.
Il paradosso della competitività italiana
Un altro aspetto interessante evidenziato dall'indagine riguarda il rapporto tra fiducia e percezione del sistema Paese. Il 67% degli imprenditori si dichiara fiducioso nella capacità di innovazione delle imprese italiane, ma tale percentuale scende al 40% quando il giudizio viene esteso alla capacità di innovare del Paese. Ancora più significativa appare la valutazione sulla competitività internazionale: soltanto il 43% ritiene che le aziende italiane siano oggi in grado di competere efficacemente sui mercati globali, in netto calo rispetto al 59% registrato nel 2024. Si tratta di un segnale che richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare alcuni fattori strutturali della competitività nazionale, dalle infrastrutture alla formazione, dalla semplificazione normativa alla capacità di attrarre competenze e investimenti.
Geopolitica e nuove strategie di adattamento
L'instabilità geopolitica rappresenta oggi una delle principali fonti di preoccupazione per le imprese. Gli effetti si manifestano in modo diretto sui margini di profitto e sulla domanda, entrambi indicati dal 60% degli intervistati tra gli ambiti maggiormente colpiti. Le tensioni internazionali impattano significativamente sulla logistica, la disponibilità di materie prime e le attività di import-export. Per rispondere a queste sfide, le aziende stanno adottando strategie sempre più articolate. Il 70% punta sulla digitalizzazione dei processi, il 61% sulla diversificazione dei mercati di sbocco e il 55% sull'efficientamento energetico. Parallelamente cresce l'interesse verso l'autonomia energetica e verso tecnologie in grado di migliorare la resilienza organizzativa. La trasformazione digitale, in questo quadro, non rappresenta più soltanto un fattore di efficienza ma uno strumento essenziale di gestione del rischio.
La sfida delle competenze nell'era dell'intelligenza artificiale
La transizione tecnologica porta con sé il tema sempre più centrale delle competenze. In questo ambito, l'84% delle aziende è alla ricerca di personale e quasi la metà (43%) segnala difficoltà crescenti nel reperire profili adeguati. Le maggiori criticità riguardano le competenze tecnico-operative, evidenziando un disallineamento tra domanda e offerta. Contestualmente emerge una crescente attenzione verso la formazione manageriale. Le competenze digitali e quelle legate all'intelligenza artificiale rappresentano oggi la priorità per il 61% delle imprese, seguite da leadership 51%, pianificazione strategica 40%, cybersecurity e gestione del rischio 23%. L'evoluzione del capitale umano si conferma quindi una delle condizioni necessarie per tradurre l'innovazione tecnologica in vantaggio competitivo.
L'intelligenza artificiale da promessa a realtà operativa
L'adozione dell'intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase di maturità. Il 55% delle aziende coinvolte nella ricerca ha già avviato o completato progetti di implementazione dell'IA, specie in ambito di analisi dei dati (68%), automazione dei processi amministrativi (45%), ottimizzazione della produzione (39%). Per le imprese italiane l'IA non viene percepita principalmente come una tecnologia di rottura, ma come uno strumento capace di migliorare efficienza e produttività. Accanto alle opportunità emergono tuttavia anche alcune aree di attenzione. Le preoccupazioni maggiori riguardano la protezione dei dati e della proprietà intellettuale indicate dal 45% delle aziende, la dipendenza tecnologica (38%), la complessità di integrazione tra sistemi differenti (38%). Criticità a parte, la stragrande maggioranza delle imprese, il 93%, sottolinea la necessità di formazione continua sulle tecnologie emergenti, mentre il 78% evidenzia la crescente dipendenza da vendor tecnologici esterni. Non da ultimo, emerge la crescente domanda di supporto strategico specie riguardo innovazione, ICT e intelligenza artificiale (59%), oltre all’esigenza espressa dai manager di rafforzare i modelli organizzativi e di governance con focus su consulenza organizzativa (49%) e managerializzazione (43%).
Il Premio EY L'Imprenditore dell'Anno®
Visione strategica, innovazione, capacità di creare valore nel lungo termine rappresentano oggi elementi imprescindibili per guidare organizzazioni sempre più complesse. Sono proprio queste caratteristiche che il Premio EY L'Imprenditore dell'Anno® celebra da quasi trent'anni.
Giunto alla sua XXIX edizione, il Premio rappresenta oggi uno dei più autorevoli riconoscimenti per le imprese italiane e non solo. Attraverso una giuria indipendente composta da accademici, imprenditori ed esperti di aziende familiari, il Premio valorizza quelle realtà attive in Italia da almeno 3 anni e con un fatturato pari o superiore a 150 milioni di euro, che contribuiscono allo sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese. L'edizione 2026 sarà guidata dal concept "The Shapers", oltre alle categorie del Premio, EY assegnerà lo speciale riconoscimento “Shape The Future” dedicato agli imprenditori in grado di interpretare le trasformazioni in atto e contribuire alla costruzione di nuovi modelli di sviluppo, creando un impatto positivo. La cerimonia conclusiva, prevista il 27 novembre presso Palazzo Mezzanotte a Milano, rappresenterà ancora una volta l'occasione per raccontare le storie di chi ha saputo trasformare visione e innovazione in valore duraturo.