(Riscaldamento prima dell’allenamento)
L’infortunio del dicembre 2024 aveva coinvolto entrambe le gambe - frattura scomposta di tibia e perone a destra, rottura del crociato e lesioni ai menischi a sinistra - rendendo il recupero particolarmente lungo e complesso. Lo strappo muscolare dello scorso dicembre ha richiamato Pietro a una realtà dura ma necessaria: tornare non significa solo allenarsi, ma ritrovare il pieno controllo.
«Dopo lo strappo per un mese non sono riuscito ad allenarmi, all’inizio mi muovevo con le stampelle. È stato come tornare indietro, ma poi, con la terapia e il lavoro in acqua, in poche settimane sono riuscito a tornare in condizione». Parallelamente, Zazzi ha lavorato molto anche sulla massa muscolare, recuperando quasi 12 kg rispetto ai momenti più difficili della riabilitazione: «Sono tornato al mio peso pre-infortunio. Finalmente riesco ad allenarmi bene, senza dolore».
Un nuovo obiettivo e un nuovo calendario
La combinazione tra il recupero non ancora completo e l’alto livello della squadra italiana ha reso evidente a Zazzi che anticipare i tempi sarebbe stato rischioso.
«Per qualificarmi alle Olimpiadi avrei dovuto ottenere da subito risultati molto importanti. Ma dentro di me sapevo di non essere al livello che desideravo. Mi sono accorto che ero indietro, ed era inutile forzare». L’obiettivo, ad oggi, è chiaro: tornare in Coppa del Mondo nella prossima stagione.
Le prime gare si terranno a novembre e, una volta conclusa la fase riabilitativa e il piccolo intervento di rimozione del chiodo nella tibia previsto a maggio, Zazzi ripartirà dalla nazionale con gli stessi punteggi di quando si era fermato. «In Super G dovrei partire appena fuori dai primi 30 al mondo, mentre in discesa ci saranno da riconquistare alcune qualifiche. Ma è normale: sono pronto a lavorare per riguadagnarmi tutto».
Il ritorno sugli sci e il pieno controllo