Il primo panel, moderato da Franco Vernassa, EY Italia, si è concentrato sullo stato di avanzamento della riforma fiscale e sul suo impatto operativo, con particolare attenzione al rapporto tra bilancio e reddito imponibile. Vernassa ha sottolineato la complessità del quadro normativo, caratterizzato da numerosi decreti attuativi e correttivi, evidenziando come il percorso di riforma – in via di completamento – richieda un continuo sforzo interpretativo. Da qui il focus del panel: analizzare le principali aree di disallineamento ancora presenti e individuare possibili direttrici di semplificazione, a partire dal tema della derivazione.
Nel suo intervento, Giulia Abruzzese, Direttore Politiche Fiscali di Confindustria, ha sottolineato il valore del principio di derivazione quale strumento per ancorare il reddito imponibile al bilancio, garantendo maggiore coerenza con la capacità contributiva. Tuttavia, la presenza di numerose variazioni – giustificate da esigenze antielusive o di politica economica – rischia di rendere il sistema complesso e poco armonico. I recenti correttivi, ha proseguito, rappresentano un primo passo, ma restano aperti diversi ambiti di intervento, mentre la diffusione di norme “sperimentali” continua a incidere negativamente sulla stabilità e sulla prevedibilità del quadro fiscale.
Annalisa Cazzato, EY Italia, ha approfondito il tema degli errori contabili, evidenziando come, dopo una fase di maggiore apertura, il legislatore abbia introdotto limiti più stringenti alla rilevanza fiscale delle correzioni. Le modifiche recenti hanno ridotto l’ambito applicativo e ristretto le tempistiche, riportando al centro esigenze di cautela, ma riducendo al contempo le semplificazioni operative. Il risultato è un equilibrio ancora incerto tra semplificazione e controllo. Cazzato ha inoltre affrontato il tema del beneficiario effettivo, alla luce delle più recenti pronunce della Cassazione, evidenziandone la complessità applicativa e l’assenza di una definizione univoca. L’adozione di criteri interpretativi ampi genera incertezza, soprattutto per i soggetti italiani in qualità di sostituti d’imposta, esposti a rischi sanzionatori. Da qui la necessità, nell’auspicio di un intervento normativo in tal senso, di rafforzare i presidi, anche attraverso strumenti come due diligence strutturate e meccanismi di tutela, per aumentare la certezza operativa e l’attrattività del sistema
Savino Tatò, Partner Tax, EY Italia, ha poi analizzato il tema delle operazioni straordinarie, soffermandosi sulle modifiche ai conferimenti di partecipazioni minusvalenti, che consentono la deducibilità entro limiti coerenti con il valore economico dell’operazione, prevenendo possibili abusi. Più in generale, ha precisato, la riforma introduce elementi di armonizzazione delle regole applicabili alle operazioni straordinarie (ad es. in materia di imposta sostitutiva ed in materia di riporto delle perdite), ma resta spazio per interventi ulteriori, soprattutto in ottica di incentivo alla crescita dimensionale delle imprese, anche attraverso strumenti più competitivi e misure di supporto alle operazioni di aggregazione.
Sul piano operativo, Tatò ha inoltre richiamato l’attenzione sulla gestione delle perdite fiscali, evidenziando l’elevata complessità delle nuove regole in presenza di operazioni straordinarie infragruppo. Tra i suggerimenti, l’adozione del consolidato fiscale che ad oggi risulta comunque piu’ flessibile rispetto alle regole introdotte dalla riforma, la necessità di una ricostruzione accurata della storicità delle perdite e dell’appartenenza delle varie società al gruppo, l’attenzione a cambio di controllo “indiretto” che potrebbero generare limitazioni al riporto delle perdite.
Tornando sul tema degli incentivi, Abruzzese ha infine commentato il ritorno dell’iperammortamento come parte di un più ampio processo di razionalizzazione degli strumenti agevolativi. Se da un lato la misura presenta elementi positivi, dall’altro emergono criticità legate alla complessità delle procedure e agli adempimenti richiesti, che rischiano di limitarne l’efficacia.