Il passaggio da smart city a wise city è stato al centro dell’intervento di Francesco Lecis, Client & Industry Leader di EY Italia, che ha evidenziato come la vera sfida per le città non sia più accumulare tecnologie e dati, ma utilizzarli in modo consapevole per migliorare concretamente la qualità delle decisioni pubbliche. In questa prospettiva, i contesti urbani evolvono in ecosistemi integrati, in cui infrastrutture, servizi e comunità sono sempre più interconnessi e il valore si genera dalla capacità di mettere in relazione informazioni e attori diversi.
Elemento abilitante di questa trasformazione è l’interoperabilità, intesa non solo come integrazione tecnologica, ma anche come convergenza semantica e organizzativa tra sistemi e stakeholder. In questo scenario, il BIM si configura come una leva strategica, evolvendo da strumento tecnico a linguaggio condiviso alla base dello sviluppo di digital twin urbani. Una trasformazione, ha concluso Lecis, che richiede però un approccio responsabile alla governance dei dati e dell’intelligenza artificiale, fondato su trasparenza, accountability ed equità, per garantire che l’innovazione si traduca in servizi pubblici più efficaci, inclusivi e sostenibili.
PNRR, AI e sovranità digitale: le priorità per la PA nel nuovo ciclo di trasformazione
A margine dell’evento, in un’intervista ad Ansa, Antonio Lombardo, EY Italy Consulting Government and Public Sector Leader, si è soffermato sulle principali direttrici di evoluzione della Pubblica Amministrazione, sottolineando come il 2026 rappresenti un passaggio decisivo: da un lato la chiusura del ciclo degli investimenti del PNRR; dall’altro, l’ingresso concreto dell’intelligenza artificiale nell’azione amministrativa. In questo scenario, la sfida principale sarà trasformare gli investimenti in valore tangibile per cittadini e imprese, abilitando un cambio di paradigma verso una PA adattiva, capace di prendere decisioni più rapide e informate, anche in modo predittivo.
Secondo Lombardo, questa evoluzione richiede un cambiamento profondo nei modelli operativi, nei comportamenti amministrativi e nelle competenze, valorizzando in particolare il ruolo dei territori, dove gli ecosistemi di smart city possono generare un salto di qualità integrando dati, piattaforme e servizi. Un percorso trasformativo, supportato da EY, che si inserisce in un contesto internazionale sempre più competitivo e che rende necessario rafforzare la sovranità digitale del Paese.