Trasformazione digitale, AI e governance dei dati, EY a FORUM PA 2026


Digitalizzazione, intelligenza artificiale, governance dei dati e sovranità digitale: sono stati questi i temi al centro della partecipazione di EY a FORUM PA 2026, appuntamento di riferimento per l’innovazione della Pubblica Amministrazione, che si è svolto a Roma dal 9 all’11 giugno. In un contesto caratterizzato dalla crescente centralità delle tecnologie AI e dalla necessità di trasformare gli investimenti pubblici in valore per cittadini e imprese, EY ha contribuito al dibattito portando una visione integrata, orientata a rafforzare la capacità della PA di evolvere verso modelli più efficienti, interoperabili e naturalmente data-driven.

Nel corso della tre giorni sono intervenuti:

  • Antonella De Simone, Partner, Business Consulting Public Leader EY Italia
  • Francesco Lecis, Client & Industry Leader EY Italia
  • Francesco Paolo Milillo, Partner di EY Italia, Consulting, Government & Public
  • Giuseppe Perrone, AI & Data Consulting Leader, EY Italia
  • Andrea Tonci, Partner EY Italia e Digital Engineering Lead EY Europe West

L’AI come leva per rafforzare la governance degli investimenti pubblici

(da sinistra, Francesco Paolo Milillo, Antonella De Simone e Giorgio Centurelli)

La governance dei programmi d’investimento pubblico è stata al centro dell’intervento di Antonella De Simone, Business Consulting Public Leader di EY Italia, e di Francesco Paolo Milillo, Partner di EY Italia, Consulting, Government & Public, che hanno evidenziato come questo campo rappresenti uno snodo strategico per la capacità della Pubblica Amministrazione di trasformare risorse in valore pubblico, a fronte di criticità legate a complessità normativa, governance multilivello e sistemi di monitoraggio. Il panel ha visto anche il contributo di Giorgio Centurelli, Capo segreteria Tecnica del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Nel suo intervento, Antonella De Simone ha inquadrato il tema in una prospettiva sistemica, sottolineando la necessità di evolvere i modelli di governance per gestire programmi complessi e una platea estesa di attori, valorizzando il dato come leva per decisioni più efficaci e tempestive. In questo contesto, ha spiegato, l’Intelligenza Artificiale abilita un cambio di paradigma se inserita in un disegno organico che integri servizi, dati e change management, accompagnando l’evoluzione verso una PA sempre più “cognitiva”, capace di anticipare i bisogni e generare valore pubblico.

A questa visione si è affiancato il contributo di Francesco Paolo Milillo, che ha approfondito il ruolo dell’AI dal punto di vista operativo. L’integrazione di machine learning e soluzioni di AI generativa, ha sottolineato, consente di rafforzare le funzioni di governo dei programmi, migliorando analisi documentale, processi di controllo e capacità predittive. Il modello proposto da EY si articola lungo tre dimensioni – conoscenza, trasformazione e applicazione – e abilita un approccio integrato lungo tutto il ciclo di vita degli investimenti, dalla gestione del dato all’integrazione nei workflow decisionali. Un approccio già sperimentato con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che consente un monitoraggio evoluto e una maggiore tempestività nelle scelte.

Sovranità digitale e politiche dell’innovazione: verso modelli operativi più resilienti

(L’intervento di Andrea Tonci)

Andrea Tonci, Partner EY Italia e Digital Engineering Lead EY Europe West, ha dedicato il suo intervento alla sovranità digitale, evidenziando come questo ambito stia assumendo una crescente centralità nelle politiche di innovazione, in un contesto globale segnato da frammentazione geopolitica e accelerazione tecnologica. In questo scenario, ha precisato, diventa sempre più necessario affiancare al quadro normativo la capacità di tradurre gli indirizzi strategici in modelli operativi concreti.

Nel suo intervento, Tonci ha individuato tre direttrici prioritarie: una valutazione strutturata e quantitativa dei livelli di sovranità digitale delle PA, per orientare le azioni di mitigazione del rischio; la concentrazione di investimenti e competenze su ambiti chiave dello stack tecnologico, per sviluppare capacità distintive; e, infine, l’utilizzo delle leve di procurement per stimolare la domanda di soluzioni cloud e AI a maggiore controllo. Un approccio che può attivare un circolo virtuoso tra domanda e offerta, rafforzando resilienza, competitività e capacità di innovazione del sistema Paese.

Competenze e collaborazione per accelerare la transizione digitale della PA

(Il tavolo di lavoro a cui ha partecipato Giuseppe Perrone, sulla sinistra)

Sul ruolo delle competenze e sulla collaborazione tra stakeholder si è incentrato l’intervento di Giuseppe Perrone, AI & Data Consulting Leader, EY Italia, che ha partecipato al tavolo di lavoro dedicato a RTD e IT Manager, focalizzato sulle principali sfide della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. L’iniziativa ha introdotto un approccio innovativo basato sulla gamification, pensato per stimolare il confronto tra profili diversi su temi chiave come migrazione al cloud, cybersecurity, interoperabilità e adozione dell’intelligenza artificiale.

In questo contesto, Perrone ha evidenziato come la transizione digitale della PA non possa essere affrontata esclusivamente sul piano tecnologico, ma richieda una forte integrazione tra competenze, modelli di governance e collaborazione tra attori pubblici e privati. Il ruolo di RTD e IT Manager emerge infatti come sempre più strategico nel guidare le scelte, abilitare l’innovazione e accompagnare le amministrazioni in un percorso di evoluzione sostenibile. Un approccio che conferma l’impegno di EY nel supportare la Pubblica Amministrazione nella definizione di modelli operativi più efficaci e innovativi, capaci di generare valore concreto per cittadini e imprese.

Dalle smart city alle wise city: dati e interoperabilità per decisioni più efficaci

(Francesco Lecis durante il suo intervento)

Il passaggio da smart city a wise city è stato al centro dell’intervento di Francesco Lecis, Client & Industry Leader di EY Italia, che ha evidenziato come la vera sfida per le città non sia più accumulare tecnologie e dati, ma utilizzarli in modo consapevole per migliorare concretamente la qualità delle decisioni pubbliche. In questa prospettiva, i contesti urbani evolvono in ecosistemi integrati, in cui infrastrutture, servizi e comunità sono sempre più interconnessi e il valore si genera dalla capacità di mettere in relazione informazioni e attori diversi.

Elemento abilitante di questa trasformazione è l’interoperabilità, intesa non solo come integrazione tecnologica, ma anche come convergenza semantica e organizzativa tra sistemi e stakeholder. In questo scenario, il BIM si configura come una leva strategica, evolvendo da strumento tecnico a linguaggio condiviso alla base dello sviluppo di digital twin urbani. Una trasformazione, ha concluso Lecis, che richiede però un approccio responsabile alla governance dei dati e dell’intelligenza artificiale, fondato su trasparenza, accountability ed equità, per garantire che l’innovazione si traduca in servizi pubblici più efficaci, inclusivi e sostenibili.

PNRR, AI e sovranità digitale: le priorità per la PA nel nuovo ciclo di trasformazione

A margine dell’evento, in un’intervista ad Ansa, Antonio Lombardo, EY Italy Consulting Government and Public Sector Leader, si è soffermato sulle principali direttrici di evoluzione della Pubblica Amministrazione, sottolineando come il 2026 rappresenti un passaggio decisivo: da un lato la chiusura del ciclo degli investimenti del PNRR; dall’altro, l’ingresso concreto dell’intelligenza artificiale nell’azione amministrativa. In questo scenario, la sfida principale sarà trasformare gli investimenti in valore tangibile per cittadini e imprese, abilitando un cambio di paradigma verso una PA adattiva, capace di prendere decisioni più rapide e informate, anche in modo predittivo.

Secondo Lombardo, questa evoluzione richiede un cambiamento profondo nei modelli operativi, nei comportamenti amministrativi e nelle competenze, valorizzando in particolare il ruolo dei territori, dove gli ecosistemi di smart city possono generare un salto di qualità integrando dati, piattaforme e servizi. Un percorso trasformativo, supportato da EY, che si inserisce in un contesto internazionale sempre più competitivo e che rende necessario rafforzare la sovranità digitale del Paese.

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