Press release
17 mar 2026  | Milano, Italy

Le aspettative dei leader finanziari globali puntano sulla crescita: AI, governance e strategie di mercato orientano il 2026 

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  • Nove CEO su dieci nel settore dei servizi finanziari e assicurativi, a livello globale, prevedono una crescita di ricavi, redditività e produttività nel 2026, pur mantenendo un approccio prudente sull’andamento dell’economia mondiale.
  • Dal progetto pilota alla scalabilità: il 25% dei CEO intervistati da EY afferma che l’AI sta generando risultati significativamente superiori alle aspettative.

Milano, 17 marzo 2026 – I CEO degli intermediari finanziari guardano al 2026 con cauto ottimismo, mentre l’incertezza economica globale continua a pesare sul clima generale di fiducia. È quanto emerge dall’ultima edizione della EY CEO Outlook Survey, indagine trimestrale condotta su 240 CEO del settore dei servizi finanziari in 21 Paesi, tra cui l’Italia.

Il 59% dei CEO intervistati si dichiara ottimista sulle prospettive del settore nel 2026, benché solo il 27% esprima un alto livello di fiducia sul contesto macroeconomico.

Nonostante le incertezze geopolitiche ed economiche, nove CEO su dieci prevedono una crescita di ricavi, redditività e produttività nel 2026. Il 21% si aspetta un aumento significativo di ricavi e della redditività su base annua, mentre il 46% prevede un marcato incremento della produttività. Tuttavia, sul fronte dei costi, il 23% stima aumenti significativi rispetto al 2025.

I risultati dell’AI superano le aspettative e rafforzano la fiducia dei CEO

Nel 2026, gli investimenti in AI nel settore dei servizi finanziari passeranno dalla fase dei progetti pilota a quella della scalabilità. Il 45% dei CEO intervistati considera gli investimenti in AI e digitalizzazione il principale fattore di resilienza e adattabilità dell’organizzazione nell’attuale contesto.

Un quarto dei CEO afferma che le iniziative di AI già implementate hanno superato significativamente le attese, mentre il 57% segnala risultati superiori alle previsioni, rafforzando la fiducia della C-suite nella trasformazione digitale.

Il 30% dei CEO prevede che l’AI trasformerà radicalmente la capacità di generare valore nella propria organizzazione nell’arco dei prossimi due anni, mentre il 63% si aspetta che l’AI porti a miglioramenti significativi nelle operations. Tra le tecnologie di maggiore impatto, il 53% dei CEO indica la Generative AI (GenAI) come quella con il più elevato potenziale trasformativo, seguita dal machine learning (45%) e dagli agenti AI (38%).

L’indagine condotta da EY rivela che le strategie di trasformazione fondate sull’intelligenza artificiale sono al centro dell’attenzione dei consigli di amministrazione: il 76% dei board si aspetta che le metriche relative al ritorno sugli investimenti nei progetti di trasformazione vengano monitorate e valutate con la stessa regolarità dei risultati finanziari.

I CEO intervistati riportano una crescente attenzione e progressi nella governance dell’intelligenza artificiale all’interno delle proprie organizzazioni. Il 90% afferma di aver definito una responsabilità chiara, a livello di vertici aziendali o di consiglio di amministrazione, per i risultati legati all’AI, includendo aspetti come l’etica, il ritorno sull’investimento e l’impatto sulla forza lavoro. Inoltre, l’84% indica di privilegiare un’implementazione responsabile ed etica dell’AI, anche qualora ciò comporti una riduzione dei benefici economici.

Con il passaggio dell’intelligenza artificiale dai progetti pilota a una implementazione su larga scala, gli operatori finanziari si posizionano come leader nella governance dell’AI, integrando le necessarie misure di controllo man mano che queste tecnologie vengono incorporate nelle strategie operative e di business. Nove CEO su dieci riportano l’esistenza di framework di governance a livello di consiglio di amministrazione, rispetto a otto su dieci negli altri settori: questo indica che il settore dei servizi finanziari sta definendo lo standard per la governance dell’intelligenza artificiale nel 2026

Il talento rimane centrale nella trasformazione guidata dall’AI: l’87% dei CEO è ottimista sulla capacità di attrarre e trattenere talenti nel prossimo anno; il 60% ritiene che l’investimento in AI comporterà un mantenimento o aumento dei livelli occupazionali, contro il 28% che prevede una riduzione della forza lavoro nel 2026.

M&A, joint venture e alleanze: la risposta dei CEO all’incertezza

Le strategie dei CEO per il 2026 indicano un’intensa attività di M&A e joint venture nel settore, dopo un anno di pianificazione proattiva. Otto CEO su dieci hanno adeguato i piani di investimento in risposta agli sviluppi geopolitici e commerciali.

Un terzo dei CEO intervistati afferma di aver rimandato investimenti programmati, mentre il 18% ha deciso di uscire da un mercato operativo. D’altra parte, il 32% ha accelerato nuovi investimenti e il 24% ha fatto ingresso in nuovi mercati, dimostrando la determinazione del management a cogliere con decisione le opportunità strategiche.

L’ottimizzazione dei processi attraverso la digitalizzazione, l’aumento dei ricavi e il potenziamento dell’engagement con i clienti sono i fattori principali che guidano le strategie di acquisizione. Al contrario, per chi pianifica dismissioni, la principale motivazione è la riduzione dei costi.

Il 49% dei CEO del settore dei servizi finanziari prevede attività di M&A nell’anno in corso, mentre l’84% pianifica joint venture o partnership strategiche.

I dati dell’indagine EY confermano che gli Stati Uniti restano la principale destinazione globale per gli investimenti nei servizi finanziari, seguiti da Regno Unito, Canada, Singapore e Germania, a dimostrazione di quanto i CEO stiano riequilibrando le priorità tra i mercati mentre ricalibrano i loro obiettivi.

Nonostante le condizioni geopolitiche e macroeconomiche complesse, il management degli intermediari finanziari italiani sta agendo per rafforzare il posizionamento delle proprie aziende ricercando economie di scopo e di scala, come evidenziato in primis dal consolidamento in corso sul settore bancario. Inoltre, nel percorso di trasformazione digitale, emerge con forza un modello di collaborazione crescente tra incumbent ed ecosistema FinTech (inteso in senso lato ovvero considerando anche le InsurTech, le TechFin, le WealthTech, etc). Attraverso partnership e/o acquisizioni, si trasformano prodotti e servizi, per abilitare efficienza operativa, per adottare soluzioni basate sull’AI, per diversificare il business e aggredire nuovi segmenti di clientela