Press release
24 apr 2026  | Milano, Italy

EY Parthenon Bulletin: scenario globale fragile, capitale più selettivo ma aziende attive e pronte al cambiamento

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M&A in Italia in continuità nei volumi ma con valori in calo, focus crescente su Energy & Infrastructure

  • Scenario fragile e interconnesso: shock ricorrenti, tensioni commerciali e instabilità geopolitica condizionano prezzi energetici e materie prime, orientando aziende e investitori verso scelte più prudenti e selettive nell’allocazione del capitale.
  • M&A in crescita nei volumi ma con valori complessivi in riduzione: nel primo trimestre 2026, annunciate nel mercato M&A italiano 326 operazioni (+8% rispetto alle 301 dello stesso periodo 2025), per un controvalore complessivo pari a 6,3 miliardi di euro. In crescita la pipeline di operazioni in vari settori.
  • Private Equity e strategie di consolidamento al centro dell’attività transazionale: coinvolgimento nel primo trimestre 2026 di fondi di PE e infrastrutturali in 166 operazioni su target italiane, per un valore complessivo di circa 1,6 miliardi, quest’ultimo dato in forte riduzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; si rafforza la dinamica di consolidamento di settori e filiere, con circa il 77% delle operazioni innescate da questa opportunità strategica. In tale contesto molto rilevante il contributo dei fondi di Private Equity attraverso l’attività di investimento tramite portfolio company.
  • Continua l’attività di investimento di aziende italiane su mercati esteri, con target prevalentemente in Europa, con l’obiettivo di rafforzare presenza su mercati target, ma anche trovare efficienze e riduzione costi nelle attività produttive, specie per la dinamica dei costi energetici che penalizza il nostro Paese.
  • Energy & Infrastructure aree chiave per investimenti e trasformazione: nel 2025 la raccolta globale dei fondi infrastrutturali non quotati ha raggiunto circa 250 miliardi, massimo storico, a supporto di transizione energetica, reti, accumulo e infrastrutture di trasporto. L’Italia può essere protagonista in questi settori, rafforzando il suo ruolo guida al centro del Mediterraneo, sempre più sistema economico ed energetico integrato.

Milano, 24 aprile 2026 – L’EY-Parthenon Bulletin è il progetto editoriale di EY che analizza, su base trimestrale, elementi di Strategy, Transactions e Transformations con cui si confrontano aziende, investitori e istituzioni. La nuova edizione fotografa un inizio d’anno che ha visto aziende e fondi riprendere in maniera consistente la pianificazione e attuazione di progetti di investimento e trasformazione, dopo un 2025 più attendista. In uno scenario macroeconomico caratterizzato da incertezze geopolitiche persistenti, tensioni commerciali e volatilità dei prezzi energetici e delle materie prime, si riscontrano, ad ogni modo, approcci sempre più selettivi nell’allocazione del capitale.

Il contesto globale è sempre più fragile e fortemente interconnesso; l’economia mondiale è molto sotto pressione e sta cercando nuove traiettorie di crescita in un ambiente segnato da shock ricorrenti, con un elevato timore di non riuscire a soddisfare i fabbisogni energetici. In questo scenario, la sensibilità dell’Italia alle dinamiche internazionali emerge con chiarezza, evidenziando come il contesto mondiale resti un fattore determinante per il sistema produttivo nazionale, molto orientato all’export.
Dopo un 2025 attendista, le aziende, non solo italiane, hanno iniziato il 2026 con spirito positivo e nonostante la gravissima crisi in Medio Oriente non abbiamo riscontrato nelle ultime settimane rilevanti segnali di rallentamento, anche se, inevitabilmente, si assiste ad una più attenta allocazione del capitale per gli investimenti e rimane alta l’attenzione alla gestione operativa. Il nuovo quadro geopolitico, la frammentazione del commercio globale e le criticità logistiche determinate dal blocco dello stretto di Hormuz stanno fornendo ulteriore stimolo alla regionalizzazione delle catene produttive e di approvvigionamento, ridisegnando il ruolo del Mediterraneo, che da semplice corridoio di transito diventa sempre più una piattaforma di integrazione tra Europa e Nord Africa.

I dati della presente edizione dell’EY-Parthenon Bulletin delineano come la crescita, sia a livello globale che europeo, sia sottopressione per via dell’attuale contesto economico e politico a cui anche l’Italia rimane fortemente esposta. Le stime del modello macroeconomico di EY (EY Italian Macroeconomic Bulletin) ad inizio anno prefiguravano una crescita del PIL per l’Italia dello 0,7% per il 2026, ma aggiornamenti recenti portano ad una riduzione a circa lo 0,4-0,5%, dato confermato anche da Banca di Italia e dal MEF.

Inevitabilmente per l’Italia la crisi in atto ha ripercussioni macro-economiche, con crescita messa a rischio da costi energetici più alti, domanda mondiale in standby e logistica più complessa. Ma nel medio periodo il nostro Paese ha di fronte a sé diverse opportunità. Innanzitutto, di rafforzarsi come hub energetico Euro-Mediterraneo, con la riduzione della dipendenza dalle forniture energetiche dal Golfo Persico.La Commissione UE ha recentemente approvato il programma italiano a sostegno della produzione di idrogeno rinnovabile e parallelamente continua la spinta agli investimenti in Africa attraverso il Piano Mattei.
Inoltre, la posizione geografica baricentrica nel Mediterraneo e la presenza di infrastrutture portuali rilevanti consolidano la capacità del Paese di fungere da piattaforma logistica tra Nord e Sud. In aggiunta, il settore turistico è destinato a rafforzarsi. L’Italia può contare su un importante soft power in ambito accademico e culturale e su un know-how consolidato in settori strategici, sostenuto dalla presenza di grandi aziende in grado di svolgere un ruolo di capofila. In questo panorama molto articolato, il sentiment delle imprese italiane resta complessivamente positivo, seppur più prudente e selettivo: cresce l’attenzione alla diversificazione delle supply chain, alla riduzione dei rischi operativi e geopolitici e alla trasformazione dei modelli di business, energy resilience e ottimizzazione dei costi.
Le aziende continuano a investire in tecnologie digitali e AI, facendo leva su partnership e operazioni straordinarie per accelerare i percorsi di riorganizzazione e cogliere nuove opportunità, con un impatto particolarmente visibile nei settori energetici e delle infrastrutture, dove transizione energetica, ammodernamento delle reti, digitalizzazione e nuovi assetti regolatori stanno ridisegnando fabbisogni di capitale e traiettorie di crescita.

Il mercato italiano delle operazioni di M&A riflette il contesto descritto, aprendo il 2026 con segnali di continuità rispetto ai trend del 2025, ma con una selettività ancora più accentuata. Nei primi tre mesi del 2026 sono state annunciate 326 operazioni, segnando un aumento dell’8% rispetto alle 301 annunciate nello stesso periodo di riferimento del 2025. Il valore totale degli investimenti, quando è noto, ammonta a 6,3 miliardi di euro, valori in riduzione rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2025, ovvero 7 miliardi.  Durante il primo trimestre, svolto in un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche e da un’elevata incertezza, il midmarket ha registrato una riduzione del valore rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il numero di megadeal (operazioni con un valore superiore a 1 miliardo) annunciati risulta sostanzialmente in linea.

I settori che continuano a guidare gli investimenti per numero di operazioni sono principalmente il comparto industriale (con il 24% delle operazioni annunciate), in linea con quanto registrato nei primi tre mesi del 2025. Seguono, il settore dei beni di consumo (13%), il settore dei servizi (13%) e il settore tecnologico (12%). Il comparto finanziario, il settore dei beni di consumo, il settore life sciences, hanno invece subito una contrazione.

Il PE continua a svolgere un ruolo centrale. Nei primi tre mesi del 2026, fondi di PE e infrastrutturali sono stati coinvolti in 166 operazioni su target italiane, con un valore complessivo, quando disponibile, di circa 1,6 miliardi (rispetto a 127 operazioni per 4,3 miliardi nello stesso periodo del 2025). Pur in presenza di una flessione del valore aggregato – dovuta in larga misura all’assenza di megadeal – questi fondi continuano a rappresentare una percentuale significativa di acquirenti nelle operazioni annunciate, superando il 50%. Rimane inoltre elevata l’incidenza delle operazioni effettuate tramite portfolio company, pari al 54%, a conferma del focus su strategie di consolidamento e crescita selettiva.

Parallelamente, l’attività cross‑border resta dinamica: nel primo trimestre 2026 le aziende italiane hanno annunciato 81 acquisizioni all’estero, con un incremento del 7% rispetto alle 76 annunciate nello stesso periodo del 2025. Il valore complessivo, dove disponibile, è pari a 6,6 miliardi (rispetto a 9,7 miliardi nel primo trimestre 2025). Oltre la metà delle operazioni (circa 60%) si concentra in cinque mercati chiave – Spagna, Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia – evidenziando una traiettoria di internazionalizzazione focalizzata sui principali Paesi europei di prossimità, non solo, per un più efficace presidio dei mercati target, ma anche per la ricerca di efficienza nella produzione, anche per effetto di costi energetici più bassi.

In un contesto di capitale più selettivo, il settore Energy & Infrastructure rimane al centro dell’attenzione degli investitori, sostenuto dalla transizione energetica e digitale, dalla sicurezza degli approvvigionamenti e dalla necessità di rinnovare infrastrutture critiche. Nel 2025 i fondi non quotati dedicati alle infrastrutture hanno raccolto circa 250 miliardi a livello globale, il miglior risultato di sempre, destinando una quota significativa anche al mercato italiano, in particolare verso energia, reti e asset a supporto della digitalizzazione.

In Italia, energia e trasporti restano i principali motori degli investimenti: l’energia trainata da interventi su rinnovabili, sistemi di accumulo e rafforzamento delle reti; i trasporti sostenuti dal recupero dei volumi di traffico, dalla stabilizzazione dei flussi di cassa e da un quadro regolatorio in evoluzione che valorizza aeroporti, autostrade e porti come asset resilienti.  In un contesto di capitale abbondante ma più selettivo, visione strategica, competenze industriali e disciplina finanziaria saranno determinanti per cogliere le opportunità legate alla transizione energetica, all’ammodernamento delle reti e delle infrastrutture di trasporto e allo sviluppo dei servizi collegati.

EY Parthenon Bulletin #5