In un clima di generale riduzione, resiste meglio dei principali Paesi europei, ma rimane ancora rilevante il gap
- Nel 2025 l’Italia conta 206 progetti di investimenti diretti esteri (IDE), in calo dell'8% rispetto al 2024, in linea con il rallentamento europeo (-7%) e con una tenuta migliore rispetto ai principali Paesi (Francia -17%, Regno Unito -14%, Germania -10%).
- L'Italia mantiene stabile la propria quota di mercato europea al 4,1%, più che raddoppiata rispetto al periodo pre-Covid.
- Gli Stati Uniti restano il primo Paese investitore (18%), seguiti dalla Germania (14%); crescono i prodotti industriali e la mobilità, primo settore con 58 progetti (da 43), e le infrastrutture digitali, con i data center che passano da 2 a 8.
- L'Italia sale al nono posto in Europa per attrattività (+3 posizioni): il 56% degli intervistati prevede un miglioramento dell'attrattività del Paese nei prossimi tre anni e il 48% intende stabilire o espandere le proprie attività nel Paese.
Milano, 21 luglio 2026 – La nuova edizione dell'EY Attractiveness Survey Italy rileva che nel 2025 in Italia sono stati annunciati 206 progetti di investimenti diretti esteri (IDE)1, in calo dell'8% rispetto al 2024. Non si tratta di un arretramento specifico dell'Italia, ma della conferma di un rallentamento generalizzato in Europa, dove il numero complessivo dei progetti si è ridotto del 7%. Nonostante il calo, il Paese mantiene per il secondo anno consecutivo il settimo posto nella classifica europea per numero di progetti IDE e la propria percentuale di quota di mercato europea (4,1%), confermando un posizionamento stabile tra le principali destinazioni europee per gli investimenti e un livello di attrazione ormai consolidato su valori molto più elevati rispetto alla fase pre-Covid.
Le grandi economie europee come Francia, Regno Unito e Germania continuano a guidare la classifica dei Paesi destinatari di IDE, ma nel 2025 registrano contrazioni più marcate rispetto all'Italia, rispettivamente -17%, -14% e -10%. Nonostante ciò, questi tre Paesi concentrano complessivamente il 42% degli IDE europei, a conferma del loro ruolo strutturale nei flussi di investimento del continente, anche se in calo rispetto al 46% del 2024 e al 51% del 2023.