20 mag 2024
Multicolor boat

Tassi delle banche centrali in discesa, ma quando e con quale ritmo?

Da EY Italy

Multidisciplinary professional services organization

20 mag 2024

Crescita, inflazione, investimenti e produttività. Un convegno EY-Oxford Economics, tenutosi lo scorso 14 maggio, dedicato agli scenari macroeconomici che attendono l’Italia, l’Europa e il mondo

Come sta evolvendo il quadro macroeconomico globale? Cosa attende l’Europa e l’Italia? Quali sono le principali sfide del futuro alla luce del taglio dei tassi di interesse? Sono stati questi i principali temi di confronto del convegno ‘’Tassi delle banche centrali in discesa, ma quando e con quale ritmo?’’ tenutosi lo scorso 14 maggio presso l’EY wavespace di Roma. Organizzato da EY e Oxford Economics e moderato dal vicedirettore del Corriere della Sera, Federico Fubini, l’evento ha visto un dialogo tra economisti, rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e del mondo accademico per analizzare lo scenario economico globale ed italiano e le conseguenze macroeconomiche delle politiche monetarie delle maggiori banche centrali. Il confronto, come ha spiegato Fubini, si è inserito in un momento di svolta per la politica monetaria ma anche per la politica di bilancio, soprattutto per un Paese ad alto debito come l’Italia.

(Marco Daviddi, Strategy and Transactions Managing Partner di EY Italia - Emilio Rossi enior Economic Advisor di Oxford Economics)

Marco Daviddi, Strategy and Transaction Managing Partner di EY Italia, ha aperto i lavori, ricordando lo scenario geostrategico ad alta complessità che devono fronteggiare istituzioni e imprese, anche alla luce del ciclo elettorale del 2024, che porterà al voto più della metà della popolazione globale, coinvolgendo, tra gli altri, India, Usa e Unione europea. In questo contesto, EY sta aiutando le aziende a navigare la complessità anche tramite report geostrategici utili ad affrontare le conseguenze di business del passaggio da un sistema bipolare a un sistema policentrico. Tra questi, ha rimarcato Daviddi, la crescente spinta protezionista che sta avendo un impatto non indifferente su imprese e consumatori. Una trasformazione che, affiancata all’avvento della Gen. AI e alla sempre maggiore attenzione ai temi legati alla sostenibilità, sta cambiando radicalmente le strategie industriali di molte imprese e Paesi. Per EY, ha concluso, politiche monetarie più espansive rappresentano un’opportunità per accelerare la crescita, che può essere rafforzata anche dagli incentivi fiscali. Quest’ultima leva in Italia può essere utile, a patto che venga meno la loro polverizzazione.Dopo aver ringraziato EY per l’iniziativa e per il valore della partnership globale, Emilio Rossi, Senior Economic Advisor di Oxford Economics, ha messo in luce il momento decisivo per le politiche monetarie. Anche se, ha precisato, l’Eurozona e gli Stati Uniti stanno vivendo due congiunture differenti che probabilmente porteranno Bce e Fed a tagliare i tassi in modo diverso. Inoltre, mentre l’Europa - soprattutto Italia e Germania - ha subito le dure conseguenze economiche dell’invasione Russa dell’Ucraina e ha avuto una politica non troppo marcata di finanza pubblica, gli Usa hanno visto un massiccio intervento in questo ambito. Questi fattori si rifletteranno nelle differenti tempistiche della politica monetaria.
 

Lo stato dell’economia globale tra sorprese, novità e conferme

Andamento dell’economia globale ed evoluzione del rapporto tra Usa e Cina è stato il focus dell’intervento di Paolo Grignani, Senior Economist di Oxford Economics. Il 2024, ha spiegato Grignani, è partito in modo positivo come emerso nel primo trimestre. Basti pensare ai dati della Cina e dell’Eurozona, sopra le aspettative. Anche gli Stati Uniti hanno avuto una crescita positiva, seppur leggermente inferiore alle aspettative.



(Grafico 1 – Pil delle principali economie globali)

0,8%

Crescita Pil Eurozona 2024

2,6%

Crescita Pil USA 2024

4,7%

Crescita Pil Cina

 

Il 2023 è stato un anno con un’inflazione elevata, politiche monetarie restrittive eppure con una crescita discreta, anche al di sopra delle attese, dovuta alle politiche fiscali espansive. C’è stata dunque un’asincronia tra politica monetaria e politica fiscale: la prima premeva sul freno, la seconda ha spinto invece l’economia. Questo, se da un lato, ha facilitato la crescita; dall’altro, ha reso più difficile il contenimento dell’inflazione. A partire dal 2025 Oxford Economics si aspetta una restrizione delle politiche fiscali. La crescita, ha concluso Grignani, nel prossimo decennio subirà un rallentamento per via del declino demografico che avrà conseguenze ancor più importanti tra il 2030 e il 2040. Soprattutto in Italia dove la demografia è diventato un fattore cruciale.

Per quanto riguarda il quadro di finanza pubblica, Oxford Economics - ha proseguito Grignani - rimane ottimista sui rischi fiscali, considerato che molti paesi hanno una crescita nominale del PIL superiore al tasso di interesse sul debito. In questa condizione il rapporto debito/PIL tende a scendere, garantendo la sostenibilità del debito. L’Italia, invece, si trova in una condizione complessa, esattamente sulla bisettrice del grafico 2. Gli effetti del superbonus, del resto, avranno delle conseguenze non indifferenti nei prossimi anni.

In questo contesto, Oxford Economics prevede la discesa dell’inflazione per via di politiche monetarie restrittive ma anche per la riduzione dei prezzi di gas e petrolio. Nello specifico, dunque, Oxford Economics si aspetta il proseguimento del processo disinflattivo, dopo il picco del 2022-2023. Tuttavia, non sarà più come nel decennio 2010-2020 in cui l’inflazione era molto contenuta e a bassa volatilità. Pandemia e tensioni geopolitiche hanno rotto gli equilibri del passato, complicando il quadro e portando anche i tassi fuori target rispetto al recente passato.