Scenario macroeconomico, AI e passaggio generazionale: le sfide delle imprese al centro della tappa umbra dell’EY Private Roadshow

Il 30 giugno ha preso il via da Assisi la terza edizione dell’EY Private Roadshow, l’iniziativa dedicata al tessuto imprenditoriale italiano che promuove il confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder sui principali driver di crescita. Al centro della tappa umbra, lo scenario macroeconomico, l’innovazione tecnologica e le sfide del passaggio generazionale, con un focus sulle eccellenze del territorio. Premiate, inoltre, alcune realtà distintesi per visione strategica, innovazione e capacità di sviluppo, anche a livello internazionale.

EY Private e il valore dei territori

(L’introduzione di Massimo Meloni e di Costanza Calabrese)

Report Umbria


Ad aprire l’incontro è stata la giornalista del Tg5 Costanza Calabrese, che ha introdotto e moderato i lavori del pomeriggio.

Massimo Meloni, EY Private Leader di EY Italia, dando il benvenuto ai partecipanti, ha ribadito la centralità delle aziende familiari e il forte radicamento territoriale della firm. “Siamo spesso associati alle grandi corporation, ma la nostra realtà è profondamente radicata nei territori”, ha affermato, evidenziando come oltre il 90% dell’attività sia dedicato al mondo delle imprese private. Meloni ha inoltre sottolineato come il Roadshow, evoluzione territoriale del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno, nasca proprio con l’obiettivo di valorizzare il legame tra imprese ed ecosistemi locali, affiancando alla celebrazione delle eccellenze momenti di confronto sui principali driver di trasformazione: scenario macroeconomico, innovazione tecnologica e passaggio generazionale.

Su quest’ultimo tema, ha ricordato come nei prossimi dieci anni fino a un’azienda su tre sarà coinvolta in un cambio generazionale, in un contesto che evidenzia al tempo stesso una forte resilienza: “Il 78% delle aziende ha resistito senza impatti significativi e una su tre è riuscita a crescere”, ha osservato, richiamando anche la crescente difficoltà nel reperire competenze adeguate.

In questa fase, è intervenuto Roberto Coletta, Branch Manager Italy di Julius Baer, partner dell’iniziativa, che ha sottolineato l’impegno della banca privata al fianco degli imprenditori. Presente in Italia da più di un anno, Julius Baer si posiziona come interlocutore dedicato alla gestione della ricchezza a tutto tondo, con un focus specifico sul mondo imprenditoriale, il cuore pulsante dell’economia nazionale: “In Italia una parte preponderante della ricchezza dell’imprenditore è rappresentata dall’azienda stessa”, ha spiegato, evidenziando un approccio che integra consulenza, accesso ai mercati dei capitali e wealth management, con l’obiettivo di supportare imprese e famiglie nelle loro scelte strategiche.

Le sfide dell’innovazione tra tecnologia, imprese e territorio

(Mariano Gattafoni nel suo intervento)

Mariano Gattafoni, Presidente della sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Umbria, ha portato il punto di vista del territorio, analizzando le principali sfide legate all’innovazione. Dopo i saluti istituzionali e il ringraziamento a EY per l’iniziativa, ha richiamato le opportunità offerte dalle nuove misure STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), attivate dalla Regione Umbria nell’ambito del PR FESR 2021-2027 per sostenere lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie strategiche nei Paesi dell’Unione. Gli interventi si concentrano su tre ambiti: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse – le cosiddette cleantech – e biotecnologie. «Non si tratta semplicemente di introdurre tecnologie già esistenti, ma di generare vera innovazione, anche attraverso aggregazioni tra imprese», ha spiegato Gattafoni. Nel suo intervento, ha invitato a cogliere l’innovazione come un’opportunità trasversale, anche al di fuori dei settori tradizionali di eccellenza del territorio. “L’innovazione non è solo dove siamo già forti, ma anche dove non ce l’aspettiamo”, ha affermato, richiamando un parallelo storico con la nascita della fotografia per riflettere sulle dinamiche dell’intelligenza artificiale. Un cambiamento, ha osservato, che pone interrogativi simili in termini di impatto sul lavoro e implicazioni etiche, ma che al tempo stesso apre nuove opportunità di sviluppo: “Le risposte non arrivano dalle macchine, ma dalle persone, attraverso la responsabilità”. Un messaggio che invita le imprese a cogliere per tempo le trasformazioni in atto e a posizionarsi in modo proattivo nei nuovi scenari tecnologici.

Il quadro macroeconomico nazionale e territoriale

(Il quadro macroeconomico presentato da Alberto Caruso)

Dopo l’intervento istituzionale, Alberto Caruso, Director di EY-Parthenon Italia e Senior Economist, ha delineato il quadro macroeconomico, evidenziando la complessità di uno scenario in cui tensioni geopolitiche, inflazione e politiche monetarie incidono direttamente su imprese e famiglie.

Nel primo trimestre del 2026 l’economia italiana ha registrato una crescita del PIL dello 0,3%, sostenuta da consumi, investimenti e domanda estera. Un segnale positivo che si inserisce però in un contesto ancora incerto: l’inflazione è tornata a salire, trainata dalla componente energetica, mentre il mercato del lavoro resta solido ma in rallentamento e i salari reali non hanno ancora recuperato i livelli pre-crisi. “Più che previsioni, costruiamo scenari”, ha osservato Caruso.

Lo scenario atteso da EY-Parthenon indica una crescita moderata, con PIL allo 0,6% nel 2026 e allo 0,7% nel 2027, sostenuta principalmente dai consumi e, in prospettiva, dal contributo della domanda estera. Una dinamica però non uniforme: i servizi continuano a trainare l’economia, mentre la manifattura recupera solo gradualmente, confermando la necessità di analisi sempre più puntuali a livello settoriale.

Guardando all’Umbria, la regione mostra un andamento in linea con la media nazionale, seppur con differenze tra Perugia, più dinamica, e Terni, più frenata. Il sistema economico resta fortemente orientato ai servizi, mentre l’industria evidenzia segnali di debolezza, in particolare nella metallurgia. Le esportazioni, pari a circa il 21% del PIL regionale, si concentrano su tessile, metalli, macchinari e alimentare, con una forte esposizione ai mercati europei.

Nel medio-lungo periodo, ha concluso Caruso, la principale sfida resta quella demografica, insieme alla necessità di rafforzare produttività, innovazione e capacità di competere in un contesto globale sempre più complesso.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali

(Roberto Piuca nel suo intervento)

Ad approfondire il tema dell’innovazione è stato Roberto Piuca, Partner Private Market – Data, AI &Automation di EY Italia, che ha evidenziato come l’intelligenza artificiale sia già oggi diffusa nelle aziende, spesso anche in modo informale. “L’AI ormai è in tutte le imprese, anche dove si pensa di non utilizzarla”, ha osservato, sottolineando come strumenti come chatbot e assistenti digitali stiano contribuendo a migliorare la produttività individuale.

Piuca ha distinto però tra benefici operativi e vantaggio competitivo. Se gli strumenti di AI generativa supportano le persone rendendo il lavoro più veloce ed efficace, il vero valore per le imprese si genera portando l’intelligenza artificiale all’interno dei processi aziendali. “Il vantaggio arriva quando l’AI viene integrata nei processi, automatizzando attività e migliorando la qualità delle decisioni”, ha spiegato, evidenziando come questo passaggio richieda un approccio graduale e concreto, particolarmente rilevante per le PMI.

Un altro tema centrale riguarda i dati, spesso considerati un ostacolo all’adozione. Piuca ha precisato come la qualità delle informazioni resti importante, soprattutto per le applicazioni più tradizionali, rilevando però che le nuove soluzioni generative permettono di partire anche in contesti meno strutturati. “Si può iniziare anche con dati non perfettamente ordinati, soprattutto lavorando su contenuti come documenti, contratti e policy aziendali”, ha sottolineato.

Infine, Piuca ha evidenziato come le imprese stiano mostrando un crescente interesse verso queste tecnologie, in un contesto in cui l’innovazione non sostituisce il lavoro umano ma ne trasforma le modalità. Le principali sfide riguardano soprattutto le competenze e la capacità di accompagnare il cambiamento, evitando la perdita di conoscenze aziendali e garantendo un utilizzo consapevole degli strumenti. “L’automazione deve supportare le persone, che restano responsabili delle decisioni”, ha concluso.

Il passaggio generazionale tra continuità e trasformazione

(Da sinistra Chiara Pirrone, Roberto Coletta e Costanza Calabrese)

Prima di dare spazio alle testimonianze imprenditoriali, il confronto si è spostato su un’altra leva strategica per le imprese familiari: il passaggio generazionale. A discuterne sono stati Chiara Pirrone, Family Office Leader di EY Italia, e Roberto Coletta, Branch Manager Italy di Julius Baer, che hanno approfondito sfide e opportunità di un momento sempre più centrale per il sistema imprenditoriale italiano.

Secondo Pirrone, il passaggio generazionale è oggi uno dei temi più attuali, troppo spesso sottovalutato fino a quando non diventa urgente. “Parliamo di un processo che riguarda non solo l’azienda, ma l’intero sistema familiare”, ha spiegato, evidenziando come nei prossimi anni siano attesi migliaia di passaggi, spesso accompagnati da operazioni di vendita. La differenza, però, sta nell’approccio: da un lato le vendite consapevoli, frutto di scelte strategiche condivise, dall’altro quelle forzate, legate a mancanza di pianificazione o conflitti tra eredi. “Il punto è sedersi quando tutto va bene”, ha sottolineato, invitando gli imprenditori a separare chiaramente patrimonio e azienda e a sfruttare strumenti normativi e fiscali disponibili per gestire il processo in modo strutturato.

Nel suo intervento, Pirrone ha richiamato anche le principali criticità, spesso legate non a fattori tecnici ma a dinamiche familiari. “Le imprese familiari raramente falliscono per mano del mercato, ma per errori interni fatti di paura, orgoglio e mancato dialogo”, ha osservato, sottolineando l’importanza di una governance chiara, sia a livello societario sia familiare, e di un coinvolgimento consapevole delle nuove generazioni, oggi sempre più eterogenee per competenze, aspettative e percorsi internazionali.

A completare il quadro è stato Roberto Coletta, che ha evidenziato il ruolo della banca come partner strategico lungo tutto il percorso. Il passaggio generazionale, ha spiegato, rappresenta anche un’opportunità per ripensare la struttura dell’azienda e valutarne l’apertura del capitale. “Non è solo un momento di continuità, ma anche di accelerazione della crescita”, ha affermato, sottolineando come la presenza di investitori o partner finanziari possa rafforzare governance e competitività sui mercati internazionali.

Coletta ha inoltre ribadito l’importanza della pianificazione anticipata, soprattutto in un contesto in cui gli asset familiari e aziendali sono spesso intrecciati. “Quando il passaggio generazionale diventa forzato, è già troppo tardi”, ha osservato, evidenziando come strumenti finanziari, operazioni di riassetto e nuove forme di governance possano supportare una gestione più equilibrata tra esigenze familiari e sviluppo dell’impresa.

Le imprese del territorio tra continuità, persone e trasformazione

(Da sinistra: Daniele Tonti, Filippo Campanile, Manuel Boccolini, Beatrice Baldaccini)

Beatrice Baldaccini, Group Chief People Officer & VP of the BoD di UmbraGroup, Manuel Boccolini, CEO di Manini Prefabbricati, Filippo Campanile, Amministratore Delegato di SACI Industrie e Daniele Tonti, Chief Strategy Officer e membro del CdA di OMA, sono stati i protagonisti della tavola rotonda dedicata alle sfide che oggi attraversano il tessuto imprenditoriale umbro, tra passaggio generazionale, capitale umano, sostenibilità e dinamiche globali.

Manuel Boccolini ha aperto il confronto affrontando il tema della continuità aziendale, sottolineando l’importanza di una pianificazione anticipata e consapevole del passaggio generazionale. “Bisogna fare le cose quando si è in forze, quando si ha la lucidità per iniziare un percorso”, ha spiegato, raccontando un’esperienza di affiancamento lungo che gli ha permesso di raccogliere non solo la guida operativa, ma soprattutto i valori fondanti dell’impresa. Un percorso sostenuto da una governance strutturata, che ha previsto anche strumenti come il trust e una progressiva managerializzazione. “Imprenditore, amministratore e manager sono tre giacche diverse”, ha aggiunto, evidenziando la necessità di distinguere ruoli e responsabilità per garantire stabilità nel tempo.

Sul capitale umano, Beatrice Baldaccini ha evidenziato come il tema delle persone sia oggi centrale quanto quello industriale, soprattutto in un contesto sempre più internazionale. “Chi entra in azienda cerca equilibrio, prospettive di crescita e un progetto in cui riconoscersi”, ha osservato, sottolineando le differenze tra attrazione dei talenti in Italia e all’estero. In questo scenario, UmbraGroup ha rafforzato il proprio posizionamento attraverso una governance trasparente e un percorso di managerializzazione avviato già da anni. Baldaccini ha inoltre condiviso l’esperienza internazionale del gruppo, evidenziando un punto chiave: “Per fare business in altri contesti bisogna partire dai propri valori, ma con apertura e umiltà verso le altre culture”.

Sul fronte della sostenibilità, Filippo Campanile ha portato la prospettiva di un’azienda manifatturiera di lunga tradizione, sottolineando come il tema sia evoluto nel tempo. “Non va vista come una zavorra o un obbligo, ma come un’opportunità per creare vantaggio competitivo”, ha evidenziato, spiegando come il percorso intrapreso da SACI richieda investimenti, cambiamenti nei processi e una visione di lungo periodo. Anche interventi apparentemente semplici, come l’introduzione di plastica riciclata nei packaging, comportano infatti trasformazioni profonde e sfide operative. “Chi lavora sul campo sa che sono scelte complesse, ma strategiche”, ha aggiunto.

Il confronto si è poi allargato alle dinamiche globali con l’intervento di Daniele Tonti, che ha evidenziato come il contesto geopolitico stia ridefinendo le opportunità per intere filiere industriali. In particolare, nel settore aerospazio e difesa, queste trasformazioni possono tradursi in crescita economica, occupazione qualificata e sviluppo tecnologico. “Investire in queste industrie significa generare PIL e competenze avanzate per il Paese”, ha affermato, sottolineando anche il valore del trasferimento tecnologico verso il mondo civile. Accanto a questo, Tonti ha richiamato una sfida cruciale: la carenza di competenze, che richiede un impegno congiunto tra imprese, sistema formativo e territorio per attrarre e sviluppare nuovi talenti.

Il panel ha messo in luce come le imprese del territorio stiano affrontando una fase di trasformazione profonda, in cui continuità e innovazione si intrecciano. Pianificazione, attenzione alle persone, investimenti e capacità di leggere il contesto globale rappresentano fattori chiave per sostenere la crescita e rafforzare la competitività nel lungo periodo.

Il riconoscimento delle eccellenze del territorio

(da sinistra: Marco Magnanelli, Angela Pispola, Giacomo Pompei, Marco Minelli, Silvio Pascolini, Costanza Calabrese)

Ad aprire il momento delle premiazioni è stato Marco Magnanelli, Partner EY presso l’ufficio di Perugia, che ha sottolineato il legame storico della firm con il territorio. “EY è presente a Perugia da quasi trent’anni e la nostra crescita è stata resa possibile anche dalla fiducia degli imprenditori locali”, ha affermato. Magnanelli ha quindi evidenziato il valore del tessuto imprenditoriale umbro, caratterizzato da persone “con idee, tenacia ed entusiasmo nel perseguire i propri obiettivi”, sottolineando come questo rappresenti il momento ideale per valorizzare le eccellenze locali. “L’Umbria è una regione piccola, ma ricca di imprenditori capaci di far crescere le proprie aziende: riconoscerne il valore è oggi più che mai importante”, ha concluso.

ICOM e la visione strategica di Silvio Pascolini

(Marco Magnelli premia Silvio Pascolini)

Il premio Visione Strategica è stato assegnato a Silvio Pascolini, Amministratore Delegato di ICOM, per aver contribuito allo sviluppo di una storica realtà manifatturiera umbra, accompagnandone l’evoluzione verso un modello industriale capace di ampliare ambiti applicativi e rafforzare il ruolo del packaging come leva di valore per clienti e territorio.

Nel suo intervento, Pascolini ha sottolineato il legame tra visione e concretezza. “La visione senza concretezza resta un sogno, ma con la sola concretezza, senza visione, si rimane fermi”. Ha quindi  evidenziato come la crescita del gruppo sia nata da scelte orientate nel tempo e dalla capacità di trasformarle in progetti e investimenti reali. Un percorso costruito anche sulla diversificazione e sulla creazione di sinergie tra settori, senza però perdere un’identità comune. “Abbiamo sempre investito in attività capaci di generare valore e competenze condivise”, ha spiegato. Centrale anche il ruolo delle persone, in particolare delle nuove generazioni: “I giovani portano uno sguardo diverso sul futuro e sono fondamentali per innovare”.

ECOSUNTEK e la visione di Matteo Minelli nella transizione energetica

(Marco Magnanelli premia Matteo Minelli)

Il premio Transizione Energetica è stato assegnato a Matteo Minelli, Amministratore Delegato di ECOSUNTEK, per aver guidato la crescita di una realtà umbra attiva nel settore energetico, sviluppando un modello integrato lungo la filiera, contribuendo alla diffusione delle fonti rinnovabili e alla costruzione di un ecosistema energetico sostenibile e competitivo.

Nel suo intervento, Minelli ha sottolineato come il riconoscimento rappresenti soprattutto una conferma di scelte imprenditoriali coraggiose portate avanti nel tempo. “Non ho aspettato il cambiamento, ho cercato sempre di anticiparlo”, ha spiegato, evidenziando come la crescita del gruppo sia nata anche dalla capacità di assumersi rischi e cogliere opportunità in contesti complessi.

Un percorso sviluppato attraverso un modello integrato che copre l’intera filiera energetica, dalla produzione alla distribuzione, con una forte attenzione all’innovazione e all’internazionalizzazione. Centrale anche il ruolo delle persone e dell’organizzazione: “La vera sfida oggi è costruire una struttura adeguata per sostenere la crescita”, ha osservato.

UmbraGroup e l’eccellenza industriale nel mondo

(Angela Pispola con Beatrice Baldaccini)

Il premio Eccellenza Industriale nel Mondo è stato assegnato a Beatrice e Leonardo Baldaccini di UmbraGroup, per aver guidato lo sviluppo di un gruppo industriale umbro capace di affermarsi nei mercati internazionali ad alta tecnologia, valorizzando competenze ingegneristiche e qualità produttiva e contribuendo a posizionare il territorio nel panorama globale dell’aerospazio, della difesa e dell’ingegneria avanzata.

Nel suo intervento, Baldaccini ha sottolineato il percorso di crescita che ha portato l’azienda a competere con player globali in un settore altamente specializzato. “Non è un percorso immediato: servono tecnologia, certificazioni e anni di investimento”, ha spiegato, ricordando come l’evoluzione da impresa manifatturiera a gruppo internazionale sia stata guidata da innovazione continua e ambizione.

Agrieuro e l’innovazione digitale

(Marco Magnanelli premia Giacomo Pompei)

Il premio Innovazione Digitale è stato assegnato a Filippo Settimi, CEO di AGRIEURO, per aver trasformato un’attività commerciale tradizionale in una piattaforma e-commerce digitale leader a livello europeo, innovando il settore della distribuzione di macchine e attrezzature per l’agricoltura e il giardinaggio e costruendo un modello integrato che coniuga tecnologia, logistica e servizio al cliente.

A ritirare il premio è stato Giacomo Pompei, Digital Project Manager, che ha evidenziato come l’innovazione rappresenti il cuore stesso del modello di business: “Per noi non è un’opzione, è la quotidianità”. Un approccio che si traduce in un ecosistema integrato, in cui tecnologia, logistica e servizio al cliente evolvono costantemente. Determinante è stata anche la scelta strategica di sviluppare una piattaforma proprietaria, costruendo nel tempo un modello capace di coniugare canale digitale e infrastruttura operativa. Un percorso che ha permesso all’azienda di affermarsi come punto di riferimento nel panorama europeo dell’e‑commerce di settore.