Beatrice Baldaccini, Group Chief People Officer & VP of the BoD di UmbraGroup, Manuel Boccolini, CEO di Manini Prefabbricati, Filippo Campanile, Amministratore Delegato di SACI Industrie e Daniele Tonti, Chief Strategy Officer e membro del CdA di OMA, sono stati i protagonisti della tavola rotonda dedicata alle sfide che oggi attraversano il tessuto imprenditoriale umbro, tra passaggio generazionale, capitale umano, sostenibilità e dinamiche globali.
Manuel Boccolini ha aperto il confronto affrontando il tema della continuità aziendale, sottolineando l’importanza di una pianificazione anticipata e consapevole del passaggio generazionale. “Bisogna fare le cose quando si è in forze, quando si ha la lucidità per iniziare un percorso”, ha spiegato, raccontando un’esperienza di affiancamento lungo che gli ha permesso di raccogliere non solo la guida operativa, ma soprattutto i valori fondanti dell’impresa. Un percorso sostenuto da una governance strutturata, che ha previsto anche strumenti come il trust e una progressiva managerializzazione. “Imprenditore, amministratore e manager sono tre giacche diverse”, ha aggiunto, evidenziando la necessità di distinguere ruoli e responsabilità per garantire stabilità nel tempo.
Sul capitale umano, Beatrice Baldaccini ha evidenziato come il tema delle persone sia oggi centrale quanto quello industriale, soprattutto in un contesto sempre più internazionale. “Chi entra in azienda cerca equilibrio, prospettive di crescita e un progetto in cui riconoscersi”, ha osservato, sottolineando le differenze tra attrazione dei talenti in Italia e all’estero. In questo scenario, UmbraGroup ha rafforzato il proprio posizionamento attraverso una governance trasparente e un percorso di managerializzazione avviato già da anni. Baldaccini ha inoltre condiviso l’esperienza internazionale del gruppo, evidenziando un punto chiave: “Per fare business in altri contesti bisogna partire dai propri valori, ma con apertura e umiltà verso le altre culture”.
Sul fronte della sostenibilità, Filippo Campanile ha portato la prospettiva di un’azienda manifatturiera di lunga tradizione, sottolineando come il tema sia evoluto nel tempo. “Non va vista come una zavorra o un obbligo, ma come un’opportunità per creare vantaggio competitivo”, ha evidenziato, spiegando come il percorso intrapreso da SACI richieda investimenti, cambiamenti nei processi e una visione di lungo periodo. Anche interventi apparentemente semplici, come l’introduzione di plastica riciclata nei packaging, comportano infatti trasformazioni profonde e sfide operative. “Chi lavora sul campo sa che sono scelte complesse, ma strategiche”, ha aggiunto.
Il confronto si è poi allargato alle dinamiche globali con l’intervento di Daniele Tonti, che ha evidenziato come il contesto geopolitico stia ridefinendo le opportunità per intere filiere industriali. In particolare, nel settore aerospazio e difesa, queste trasformazioni possono tradursi in crescita economica, occupazione qualificata e sviluppo tecnologico. “Investire in queste industrie significa generare PIL e competenze avanzate per il Paese”, ha affermato, sottolineando anche il valore del trasferimento tecnologico verso il mondo civile. Accanto a questo, Tonti ha richiamato una sfida cruciale: la carenza di competenze, che richiede un impegno congiunto tra imprese, sistema formativo e territorio per attrarre e sviluppare nuovi talenti.
Il panel ha messo in luce come le imprese del territorio stiano affrontando una fase di trasformazione profonda, in cui continuità e innovazione si intrecciano. Pianificazione, attenzione alle persone, investimenti e capacità di leggere il contesto globale rappresentano fattori chiave per sostenere la crescita e rafforzare la competitività nel lungo periodo.