Fonte: Elaborazioni EY-Parthenon su dati ISTAT e previsioni EY. La linea tratteggiata rappresenta l’orizzonte di previsione. Le previsioni EY cominciano dal secondo trimestre 2026. La voce “Investimenti” fa riferimento agli investimenti pubblici e privati, e comprende gli investimenti fissi lordi, le acquisizioni meno le cessioni di oggetti di valore e gli ammortamenti.
Primo trimestre in crescita, consumi e investimenti sostengono il PIL
In dettaglio, il primo trimestre del 2026 ha registrato una crescita congiunturale del PIL dello 0,3%, dopo un incremento simile nel trimestre precedente. Il risultato è dovuto principalmente a una crescita dinamica delle esportazioni (2,2%) che, assieme a una contrazione delle importazioni (-0,7%), si è tradotta in un contributo positivo della domanda estera. A questo si unisce l’aumento dei consumi delle famiglie (0,5%, pari a 0,3 punti percentuali di contributo alla crescita complessiva del PIL) e degli investimenti (0,7%).
Nel 2026 attesa una dinamica trimestrale discontinua
Per il secondo trimestre del 2026, EY prevede una lieve flessione del PIL rispetto al trimestre precedente (-0,1%), legata principalmente alla crescita delle importazioni (+2,7%) e alla riduzione dei consumi delle famiglie e degli investimenti (pari rispettivamente a -0,3% e -1,1%). Nella seconda metà dell’anno si prevede invece una modesta crescita (crescita congiunturale del PIL allo +0,1% in entrambi i trimestri).
Domanda interna ed estera contribuiscono positivamente alla crescita del 2027
Su base annua, la crescita del 2026 sarà sostenuta dalla domanda interna (principalmente consumi delle famiglie e investimenti), mentre la domanda estera netta contribuirà negativamente alla crescita. La crescita dei consumi sarà sostenuta da un mercato del lavoro ancora solido, con un tasso di disoccupazione atteso al 5,6% nel 2026, mentre gli investimenti beneficeranno soprattutto della crescita nel settore delle abitazioni. Nel 2027, il miglioramento dello scenario internazionale dovrebbe favorire una leggera accelerazione delle esportazioni italiane, previste in aumento dell’1,8%, a fronte di un rallentamento delle importazioni (1,4%) rispetto al 2026 (2,6%).
L’inflazione è attesa al 2,6% nel 2026 (principalmente per effetto dei maggiori prezzi dei beni energetici) e in calo al 2,1% nel 2027. Sul fronte dei conti pubblici, il deficit è previsto al 3,2% del PIL nel 2026 e al 3,0% nel 2027, mentre il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire dal 137,5% al 136,2% nello stesso periodo.
Tabella 1: Previsioni sull’economia italiana