Focus settoriale: Fashion, Luxury & Beauty
Dopo oltre un decennio di espansione, il mercato globale del Fashion & Luxury, valutato 1.443 miliardi di euro nel 2025, è atteso pressoché stabile nel 2026. I personal luxury goods, dopo la contrazione a 358 miliardi di euro nel 2025, vedono una probabile ripresa moderata. Il Beauty segue una traiettoria diversa, con skincare, haircare, make-up e fragranze che, secondo le stime EY, continueranno a crescere di circa il 6% l'anno, fino a 767 miliardi di euro nel 2030.
Tra le cause di questa frenata c'è un cambiamento profondo del consumatore. L'EY Luxury Client Index 2026, condotto su 1.631 clienti aspirazionali del lusso in 11 mercati1, tra cui l’Italia, mostra clienti più prudenti e selettivi, che oggi valutano prodotto, brand ed esperienza soprattutto in termini di valore e qualità. Il desiderio di lusso non manca, ma deve trovare riscontro nella qualità e nella capacità del brand di mantenere nel tempo una relazione credibile con il cliente: il 75% degli intervistati riacquisterebbe da un brand che offre esperienze esclusive, eppure il 30% non ne ha ricevuta alcuna negli ultimi dodici mesi. Allo stesso tempo, si aprono nuovi modelli di relazione: il 62% degli intervistati acquisterebbe un prodotto certified pre-owned direttamente dalla maison e il 63% prenderebbe in considerazione una subscription luxury.
La trasformazione del settore si riflette anche nell'M&A. In Italia, dopo il picco di 83 operazioni nel 2023, le operazioni nel Fashion, Luxury & Beauty sono scese a 78 nel 2024 e a 69 nel 2025, mentre nei primi nove mesi del 2026 se ne contano 41, contro le 43 dello stesso periodo dell'anno precedente. A cambiare è soprattutto la geografia: le operazioni transfrontaliere salgono al 66% del totale, dal 40% dei primi nove mesi del 2025. La spinta arriva in particolare dalle acquisizioni all'estero da parte di investitori italiani, passate dal 2% al 27%.
Anche la fotografia degli investimenti dei financial sponsor conferma l'interesse per il settore, comparto nel quale la conoscenza dell’industria e la capacità di leggere il potenziale del brand assumono un peso superiore rispetto a una logica puramente finanziaria. EY-Parthenon ha analizzato circa 800 tra fondi, family office e holding e oltre 4.000 portfolio company. Ne emergono circa 370 investitori con partecipazioni nel Fashion & Luxury e nel Beauty & Personal Care, di cui circa 90 attivi su asset italiani. I due comparti rappresentano circa il 13,5% dei portafogli analizzati, con un universo composto prevalentemente da PMI. L'Italia si conferma una meta privilegiata per il capitale estero: è la destinazione per circa il 17% degli investimenti nel Fashion & Luxury realizzati dagli operatori finanziari internazionali analizzati e di circa l'11% di quelli nel Beauty. A rendere il Paese attrattivo sono la forza dei brand del Made in Italy, la qualità del prodotto e, soprattutto, una filiera manifatturiera difficilmente replicabile. I fondi domestici presidiano il lower mid-market e la filiera, accompagnando passaggi generazionali e percorsi di managerializzazione. Gli investitori esteri si concentrano invece su asset di maggiori dimensioni e su brand già strutturati, con potenziale di crescita internazionale.